Psico famiglia

Mio figlio mi ha fatto saltare i nervi!

Di Antonella Laudonia
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12 Marzo 2012
Quando si è stanchi e sotto stress, può capitare anche alla migliore delle mamme (e dei papà) di sgridare il bambino in modo esagerato e di iper-reagire. Si possono evitare questi comportamenti? I consigli della psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris
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Capita a tutti. A fine giornata, o quando si è molto stanchi, a volte può bastare un bicchiere d'acqua rovesciato sulla tavola per far perdere le staffe anche alla migliore delle mamme (e dei papà). E così è un attimo alzare la voce, sgridare i propri figli in modo inappropriato e iper-reagire, sfociando in comportamenti anche solo verbalmente eccessivi.

Proprio in questi giorni però un nuovo studio dell'Oregon State University ha ribadito: la rabbia dei genitori rende i bimbi a loro volta aggressivi e inclini a reagire sopra le righe.

E allora, come riuscire ad evitare questo circolo vizioso, lavorando innanzitutto sugli atteggiamenti di mamma e papà? Lo abbiamo domandato ad Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta specializzata in tematiche di famiglia, che ci ha indicato cinque preziosi consigli.

1 - DELEGARE

Quando si sente che si è raggiunto il limite, della pazienza, della stanchezza, dello stress in generale, delegare a un'altra persona le cure e la gestione di un momento di tensione del bambino. Che si tratti del partner, della tata o della nonna, poco importa. L'importante è prendere atto che in quel momento l'altro farebbe meglio di noi. E uscire di scena.

2 – PRENDERE TEMPO

Prima di sgridare il piccolo, magari anche ad alta voce come può capitare, fare un paio di respiri profondi e prendere tempo, e solo in seguito passare all'azione. Meglio fare un rimprovero a freddo, in un secondo momento. Sarà senz'altro più ragionato e dunque più efficace di quello di pancia.

3 – COERENZA

E' fondamentale tenere una linea ferma e coerente nelle aspettative e nelle regole verso i figli. Non è raro invece che un giorno si tolleri una certa situazione (una stanza tutta sottosopra, per esempio) e il giorno seguente si sbraiti per la stessa cosa. Scegliere una linea educativa e tenerle fede è molto importante per non confondere i bambini.

4 – PERCHE' LO HA FATTO?

Cercare di comprendere la motivazione all'origine del comportamento del bambino che ha fatto saltare i nervi alla mamma o al papà. Era davvero volontario e lo ha fatto per dispetto? Oppure è stato solo frutto della proverbiale goffaggine dei bambini piccoli, che spesso sono maldestri nei movimenti e nelle azioni? La reazione deve essere diversa.

5 – COME COMUNICARE COSA

Badate bene a cosa volete comunicare ai vostri figli. Molto spesso con le parole si dice una cosa, ma nelle modalità si trasmette tutto un altro messaggio. L'esempio più comune è quello del genitore che dice a volume sostenuto al proprio bimbo che urla e fa i capricci: “Abbassa la voce, smettila di gridare!”. Ma se questa raccomandazione viene data ad alta voce, per il piccolo il messaggio che passa sarà che urlare è lecito, lo fa anche la mamma ...

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