Salute

Adenoidi nei bambini, quando vanno tolte?

naso-bambino
15 Maggio 2013
Il bambino respira male e parla con una tipica voce nasale, sta spesso con la bocca aperta, ha secrezioni nasali abbondanti e frequenti infiammazioni: questi i sintomi che danno le adenoidi. Come diagnosticare un’ipertrofia adenoidea e quando vanno tolte.
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Il bambino respira male e parla con una tipica voce nasale, sta spesso con la bocca aperta, ha secrezioni nasali abbondanti e frequenti infiammazioni: questi i sintomi che danno le adenoidi o meglio l’ipertrofia adenoidea. Sintomi che, se particolarmente intensi, fanno optare per l’intervento chirurgico di rimozione. Altrimenti col trascorrere dell’età le adenoidi tendono a regredire spontaneamente e non causare più alcun disturbo.

Che cosa sono le adenoidi.

Le adenoidi sono organi immunitari posti in fondo al naso, nel rinofaringe, costituite da tessuto linfatico che ha il compito di produrre anticorpi per difendere dalle infezioni di tipo respiratorio. In età pediatrica tendono ad aumentare di dimensioni proprio per assolvere meglio a questo compito di difesa immunitaria, dopodiché regrediscono spontaneamente verso i 9-10 anni ed infatti dopo questa età di loro non si parla più. Leggi anche: tonsille, quanti dubbi

Se aumentano troppo di dimensioni, provocano disturbi.

La loro massima crescita si ha intorno ai 3-6 anni, quando, in alcuni bambini, si può verificare una vera e propria ipertrofia adenoidea, che può determinare varie problematiche: “Il bambino adenoideo respira male, ha un timbro nasale della voce, sta spesso con la bocca aperta, ha secrezioni dense dal naso perché le adenoidi ostruiscono le fosse nasali impedendo il drenaggio del muco” evidenzia Gaetano Paludetti, direttore della Clinica di otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli di Roma. “A livello dell’orecchio medio, inoltre, le adenoidi possono talvolta comprimere lo sbocco delle tube di Eustachio e causare un ristagno di catarro, che provoca otiti medie secretive, la cui manifestazione principale non è il dolore (come succede nelle otiti batteriche), bensì il calo di udito, dovuto proprio all’accumulo di muco”.

Come diagnosticare un’ipertrofia adenoidea.

Trattandosi di pazienti così piccoli, non è facile visualizzare le adenoidi e quindi fare una diagnosi certa, poiché bisognerebbe usare un abbassalingua e guardare le adenoidi con uno specchietto rivolto verso l’alto, oppure far passare attraverso le narici un endoscopio flessibile: tutte manovre difficili da eseguire sotto i 4-5 anni. “Ecco perché il più delle volte si fa una diagnosi presuntiva di ipertrofia adenoidea solo sulla base dei sintomi riferiti” osserva l’otorino. “Si consideri inoltre che una difficoltosa respirazione nasale potrebbe essere causata anche da una rinite allergica, che provoca gonfiore delle mucose nasali e dei turbinati e che si può associare ad una reazione infiammatoria delle adenoidi che, essendo una delle prime stazioni linfatiche che l’aria incontra, è anche il primo organo a sviluppare la manifestazione allergica. Per questo, in caso di dubbio, sarà necessario analizzare bene i sintomi clinici e confermare i sospetti con una endoscopia nasale prima di decidere per l’intervento.”

Adenoidi: quando vanno tolte.

L’intervento di adenoidectomia si prende in considerazione quando i disturbi sono importanti e fastidiosi: la respirazione è difficoltosa, sia di giorno che di notte tanto da costringere il bambino a respirare con la bocca aperta, le secrezioni sono particolarmente abbondanti e si riscontra un calo dell’udito. “Alcuni specialisti sostengono che la respirazione con la bocca possa a lungo andare deformare il massiccio facciale, dando un palato più ogivale, anche se non tutti sono d’accordo su questa tesi poiché la forma del viso potrebbe dipendere anche da caratteristiche ereditarie” fa notare il prof. Paludetti. “E’ vero invece che il calo di udito di origine catarrale, legato in parte all’ipertrofia adenoidea in parte ad una concomitante patologia allergica, potrebbe, alla lunga, diventare permanente”.

Ci sono accorgimenti utili per evitare l’intervento alle adenoidi?

Senz’altro può esser d’aiuto far soffiare bene il naso al bambino, portarlo al mare d’estate ( lo iodio marino e gli inevitabili lavaggi con acqua e sale fanno bene a questa patologia), effettuare terapie con mucolitici, cortisonici ed a volte antibiotici per via aereosolica; tuttavia, se i disturbi sono particolarmente intensi, è ben difficile che da soli questi rimedi possano esser sufficienti. In ogni caso ogni situazione va valutata a sé: se si può, prima di intervenire si aspetta fino ai 7-8 anni; se invece i sintomi sono molto evidenti, meglio non rimandare.

Come si tolgono le adenoidi.

L’adenoidectomia si può eseguire in due modi: il primo è il classico intervento attraverso la bocca, che consiste nel passare dietro l’ugola l’adenotomo (una lama tagliente montata su un apposito manico) con il quale si raschia la parte posteriore del rinofaringe; In alternativa si può inserire un endoscopio attraverso il naso e si possono asportare le adenoidi sotto visione endoscopica mediante specifiche pinze. Tale tecnica e’ più laboriosa e tutto sommato meno efficace della prima. In entrambi i casi l’intervento dura non più di 5-10 minuti, ma viene fatto sempre in anestesia generale, considerata l’età del bambino. Già la sera stessa dell’intervento il piccolo sta bene, mangia volentieri cibi semisolodi e freddi e riposa bene; l’unico disturbo che potrebbe lamentare nelle prime ore è il mal d’orecchie, eventualmente da placare con po’ di paracetamolo. Assai rare le emorragie post-chirurgiche, tuttavia per precauzione il bambino dopo l’intervento resta in osservazione per alcune ore, dopodiché può tornare a casa.

Se anche le tonsille causano problemi, come tonsilliti, si può decidere di rimuovere con un solo intervento sia adenoidi che tonsille.

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