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APPARECCHIO PER I DENTI

Adolescenti e apparecchio per i denti: le istruzioni per l'uso

Di Rosy Maderloni
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03 Gennaio 2018
Per finalità estetiche oppure per risolvere veri problemi delle arcate dentali, a 14 - 16 anni l'approccio odontoiatrico è "speciale". Ne abbiamo parlato con il dentista Stefano Mirenghi e la psicoterapeuta Marta Sortino.

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Vogliono un sorriso perfetto, oppure si accorgono che è arrivato il momento di risolvere alcuni problemi trascurati o rimandati durante l'infanzia: gli adolescenti che si avvicinano alla decisione di utilizzare l'apparecchio per i denti sono considerati pazienti "speciali", perché è importante accompagnarli e motivarli costantemente durante tutto il trattamento odontoiatrico, che può durare anche anni. 

 

Ne abbiamo parlato con Stefano Mirenghi, dentista specialista in ortodonzia e vicepresidente Andi, l'associazione nazionale dei dentisti italiani e con la psicoterapeuta specializzata in psicoterapia dell'età evolutiva Marta Sortino, dell'associazione Aquiloni di Torino.

 

Adolescenti e apparecchio per i denti: l'approccio

 

«Mentre fino a 10, 11 anni il bambino in qualche modo 'accetta' una decisione presa dai genitori insieme al professionista, durante l’adolescenza può succedere che il ragazzo autonomamente scelga di iniziare un trattamento ortodontico - premette Mirenghi -. Questa prima grande differenza indica come l'approccio al paziente di questa età sia specifico, perché ci si rivolge a lui in prima persona richiedendo la sua collaborazione. Per la verità avviene molto spesso che sia l'adolescente stesso a rivolgersi all'odontoiatra perché vuole risolvere un problema di natura estetica e sono soprattutto le ragazze a chiedere un trattamento specifico».

 

«Considerato il rapporto conflittuale con le imposizioni che arrivano dagli adulti di riferimento - specifica Sortino -, i ragazzi andranno accompagnati in modo fermo e trasparente. Investire tempo per chiarire dubbi e per sapere cosa si dovrà affrontare favorirà l'emergere un rapporto di fiducia con il dentista nelle fasi diverse di tutto il percorso»

 

 

Apparecchio per i denti: tipologie di intervento

 

Quali difetti e problemi possono essere curati con l'apparecchio dentistico?

 

«La richiesta più diffusa - spiega Mirenghi - è quella di un apparecchio fisso per raddrizzare i frontali, per motivazioni estetiche. Può essere che si sia trascurato precedentemente un difetto di questo tipo e in adolescenza si desidera correre ai riparare per migliorare il proprio sorriso. In altri casi siamo noi a consigliare l'utilizzo di un apparecchio fisso in adolescenza per risolvere vere e proprie malocclusioni, quasi tutte riconducibili ad un mancato allineamento tra l'arcata superiore e quella inferiore: sostanzialmente abbiamo a che fare con problematiche che riguardano il diametro traverso, il piano sagittale e/o il piano verticale.

 

Le apparecchiature fisse a cui si ricorre possono essere di vario tipo: con attacchi metallici, con attacchi di tipo più estetico in ceramica o con mascherine mobili trasparenti (i cosiddetti ‘allineatori'). Le differenze fra queste apparecchiature sono soprattutto di natura estetica, in quanto pur lavorando in maniera diversa assolvono alle stesse funzioni, ma risultano più o meno visibili: l'apparecchio fisso tradizionale è costituito da placchette metalliche attaccate ai singoli denti e collegate da un filo metallico che esercita una forza che permette di allineare la dentatura. Meno visibili sono gli apparecchi con attacchi bianchi in ceramica; inoltre esiste la possibilità di posizionare gli attacchi sulle pareti interne dei denti, di modo da non essere notati. Come ulteriore soluzione per adolescenti e adulti si può ricorrere ad allineatori trasparenti, per evitare l’utilizzo di attacchi fissi. Si tratta di mascherine mobili che andrebbero tenute per circa 22 ore al giorno (da togliere esclusivamente durante i pasti e il lavaggio dei denti)».

 

 

Apparecchio per i denti, adolescenti collaborativi

 

Perché è importante non rinunciare alla cura dei denti a quest'età? «L'adolescente ha meno consapevolezza dell'adulto delle conseguenze a lungo termine di una scarsa attenzione e igiene orale quotidiana - conclude il dentista -. Se la motivazione estetica di ottenere un sorriso smagliante può risultare convincente a intraprendere un trattamento che mediamente dura dai 10 mesi fino anche ai 2 anni, può poi risultare difficile mantenere nei pazienti giovani l’entusiasmo e la collaborazione così a lungo. Di regola sono previsti ogni mese i controlli periodici con l'odontoiatra e la stessa igiene in studio dev'essere fatta ogni 4 mesi e non 6 come normalmente dovrebbe essere».

 

«Il nostro difficile ruolo è quello di stimolare quella voglia di dedicare a se stessi il tempo e l'attenzione necessaria per evitare problemi più gravi a 40 anni (ad esempio, un morso profondo può portare a una abrasione visibile della dentatura, e diventa poi più difficile e oneroso intervenire). In particolare coi ragazzi dobbiamo instaurare un rapporto di fiducia nei nostri confronti e aiutarli a comprendere che quello che per loro a quest'età non è prioritario, come un'igiene orale quotidiana approfondita, sia invece estremamente importante. Si insiste su argomentazioni adatte alla loro età spiegando quali potranno essere i benefici in futuro».

 

Coi ragazzi, sempre, è meglio parlare chiaro. «Per incentivare un adolescente ad avere maggiore cura della propria igiene personale e di essere continuativi e seri in quest'attività - suggerisce la psicologa e psicoterapeuta - può aiutare ribadire che solo la costanza permetterà di portare a termine il trattamento in minor tempo. I ragazzi hanno fretta di arrivare ai risultati, facciamo leva su come riuscirci. Soprattutto perché se imporremo qualunque atteggiamento ocme un ordine, non otterremo che la loro opposizione!».

 

 

 

Apparecchio dei denti: i dubbi più diffusi

 

"Quanto si vede l'apparecchio? Ma dovrò tenerlo per tanto? Farà male? Potrò baciare? Mi prenderanno in giro in classe?": come rispondere a questi quesiti dei ragazzi? 

 

«In linea di massima gli adolescenti sono più preoccupati dell'aspetto estetico, e quindi di quanto si veda l'apparecchio, che non di risvolti più pratici. All'inizio potrebbero mal sopportare il fastidio procurato dalle forze e dalle pressioni esercitate sui denti, ma è una sensazione che poi tende a sparire.

 

«Per quanto riguarda il cibo - rassicura infine Mirenghi - i ragazzi dovrebbero stare attenti in particolare all'inizio preferendo cose facili da masticare e avendo massima cura delll'igiene della bocca dopo i pasti. Per i baci, invece, possono stare tranquilli!».

 

«Il professionista e la famiglia - consiglia infine la dottoressa Sortino - devono mettere sempre in campo una grande disponibilità ad ascoltare e rassicurare anche su quegli aspetti possono sembrare poco importanti ai nostri occhi, ma che per loro possono essere importantissimi»