OMS e caldo

Caldo estivo: i consigli dell'Oms

Di Niccolò De Rosa
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30 luglio 2018 | Aggiornato il 9 agosto 2018
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'ondata di caldo che sta colpendo l'Europa potrebbe peggiorare anche le malattie già esistenti.

Con questo caldo, il colpo di calore non è l'unico pericolo in agguato.

 

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, l'afa che sta attanagliando l'Europa rischia di complicare condizioni e patologie già in atto come malattie cardiovascolari, respiratorie, mentali o renali.

 

Da qui l'appello a cittadini e medici per prendere provvedimenti che possano depotenziare gli effetti del grande caldo, i quali sono sì potenzialmente pericolosi, ma anche facilmente prevedibili ed evitabili.

 

 

I consigli dell'OMS

 

Come al solito le categorie da tenere maggiormente sotto osservazione sono i neonati e gli anziani, ma l'ondata di caldo che si è abbattuta in queste settimane sul Vecchio Continente non risparmia proprio nessuno, soprattutto nei Paesi poco avvezzi a simili temperature.

 

L'OMS dunque consiglia di adottare qualche accorgimento per evitare di incorre in situazioni spiacevoli:

 

  • Mantenere la casa fresca: qualora non si potesse (o non si volesse) ricorrere ad un condizionatore, si può comunque sfruttare l'aria della notte per rinfrescare le varie stanze e poi "tenere fuori" il caldo del giorno usando tende e serrande.
  • Rimanere calmi: nervosismo, stress e ansia acuiscono gli effetti dell'afa. Meglio dunque cercare di restare lucidi e rilassati.
  • Evitare il caldo "peggiore": sarà banale, ma non uscire o fare sforzi fisici nelle ore più calde e cercare di trovare ristoro in zone ventilate e poco soleggiate è davvero il modo migliore per sopravvivere all'arsura estiva.
  • Restare freschi e idratati: è bene indossare abiti leggeri, farsi frequenti docce rinvigorenti e bere spesso acqua o succhi di frutta (occhio allo zucchero però!). Meglio evitare alcool e caffeina.

 

L'OMS inoltre invita a pensare anche di prendersi cura anche di chi ci sta intorno: «controllate familiari, amici e vicini che trascorrono molto del loro tempo da soli. Se qualcuno che conosci è a rischio, aiutalo a ricevere consigli e supporto».