Malattie infettive

Coronavirus: al di fuori delle zone ad alto rischio sì alle uscite dei bambini

Di Irma Levanti
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26 febbraio 2020

A eccezione dei comuni sottoposti per legge alle misure di contenimento del contagio (in tutto 11 comuni), anche se le scuole sono chiuse i bambini possono uscire a giocare, seguendo alcune minime precauzioni.

 

Coronavirus: bambini tendenzialmente meno colpiti

 

Oggi in Italia sono stati segnalati i primi contagi di coronavirus, Covd-19, anche tra bambini: "Un evento atteso, perché l'infezione è trasversale e può interessare tutte le fasce d'età", dichiara a nostrofiglio.it Stefano Prandoni, pediatra di famiglia a Valdagno (Vicenza) e amministratore della pagina Facebook L'influenza, questa sconosciuta, che da settimane si sta occupando in modo approfondito e competente della questione coronavirus. Prandoni tuttavia puntualizza subito che in base ai dati disponibili i bambini sono tendenzialmente meno colpiti e nella grande maggioranza dei casi lo sono in modo più lieve, con sintomi modesti.

 

Intanto, in molte regioni continuano a rimanere chiuse scuole e centri sportivi e ricreativi, ma attenzione: questo non significa che tutti i bambini di queste regioni debbano rimanere chiusi in casa per 24 ore al giorno. "Questo vale solo per le zone ad alto rischio, nelle quali sono state previste per legge misure di contenimento e gestione del contagio" precisa il pediatra. Si tratta di dieci comuni lombardi (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini) e di un comune veneto (Vo'). "Gli abitanti di questi comuni, bambini compresi, dovrebbero stare in casa e uscire solo in caso di stretta necessità".

Fuori dalla zona di rischio, bambini all'aperto

"Al di fuori di queste zone a rischio, invece, anche se le scuole sono i chiuse i bambini possono comunque uscire e frequentarsi: andare al parco, ritrovarsi tra amici per i compiti o per giocare, ritrovarsi per piccole feste di compleanno" rassicura Prandoni. Ovviamente stiamo parlando di bambini sani, che non hanno sintomi respiratori, e che devono sempre seguire tutte le raccomandazioni del caso: "Evitare luoghi affollati, imparare a tossire e a starnutire in fazzolettini o nell'incavo del gomito, evitare contatti ravvicinati con persone che manifestino sintomi respiratori, lavarsi spesso le mani".

 

Per Prandoni, comunque, il messaggio da rivolgere ai genitori deve essere rassicurante: "Con i bambini si può stare tendenzialmente tranquilli: il rischio legato al coronavirus aumenta con l'età, soprattutto in presenza di altre malattie".

| Ministero della Salute

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