Denti

Denti: quando mettere l’apparecchio e perché

Di Simona Regina
bambinaapparecchio
05 Luglio 2018
Denti storti, malocclusione... Angela Galeotti, responsabile di Odontostomatologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ci spiega quando l'apparecchio può migliorare il sorriso e non solo.
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Ha i denti storti, dovrà mettere l’apparecchio. Ma è ancora piccola: aspettiamo che faccia le scuole medie.

 

Sono alcune considerazioni che spesso si ritrovano a fare i genitori nella convinzione, errata, che l’apparecchio serva (solo) a correggere problemi estetici e che la terapia ortodontica sia controindicata nella prima infanzia.

 

“In realtà – spiega Angela Galeotti, responsabile di Odontostomatologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – ci sono casi in cui ha senso consigliare l’uso dell’apparecchio anche a bambini/e di 4 anni, perché prima si interviene meglio è, in termini di efficacia (maggiore) e durata (ridotta) dell’intervento”.

 

I controlli periodici dal dentista sono importanti

 

I regolari controlli dal dentista pediatrico sono importanti proprio per intercettare tempestivamente eventuali problemi e intervenire di conseguenza. Come si legge nelle Raccomandazioni cliniche in odonstomatologiaè consigliabile che la prima visita odontoiatrica venga fatta verso i due anni, indipendentemente dalla presenza o meno di problematiche dentali, proprio per intercettare eventuali malocclusioni, carie, … e cattive abitudini che mettono a rischio la salute del cavo orale.

 

“Se necessario, l’odontoiatra può suggerire una vista dallo specialista ortodontista, perché alcuni trattamenti necessitano di intervento precoce”.

 

Quando la malocclusione è scheletrica va corretta precocemente

 

“Quando il problema riguarda la componente scheletrica e non dentale, cioè la crescita scheletrica dei mascellari, è importante intervenire precocemente”. La dottoressa Galeotti si riferisce ai casi di malocclusione di classe III, al morso aperto da abitudine viziata come il succhiamento del pollice, o al morso incrociato (asimmetrico): da trattare prima possibile, “anche in tenera età, per esempio a 4 anni, per impedire lo sviluppo di anomalie che potrebbero determinare, con la crescita, l'instaurarsi di problematiche più complesse. Si parla, in questi casi, di terapia ortodontica intercettiva, eseguita in età precoce, nei pazienti in crescita che presentano alterazioni scheletriche”. 

 

Alcuni problemi ortodontici sono più facili da correggere se vengono individuati precocemente. Inoltre il trattamento ortodontico intercettivo aiuta a prevenire problemi più gravi in ​​seguito.

 

Per altri casi di malocclusione (per esempio se classificata di classe II), invece, si consiglia di intervenire in corrispondenza del picco di crescita puberale: non prima dei 9-11 anni: “prima sulle bambine, dopo sui maschietti che raggiungono più tardi la maturità scheletrica”.

 

Se i denti sono storti

 

“Quando la maloccusione è di natura dentale – per intenderci, in caso dei famosi denti storti – nella maggior parte dei casi si attende la permuta completa dei denti, la sostituzione cioè dei denti da latte con quelli permanenti, prima di intervenire con la terapia ortodontica”.

 

Non serve, però, aspettare l’eruzione di tutti i denti permanenti quando, per esempio, un incisivo superiore permanente, a seguito di un ritardo della permuta del corrispondete dente da latte, si posizione in maniera anomala all’interno della dentatura. “Quando il problema è circoscritto e limitato a uno specifico settore della dentatura, se intercettato tempestivamente può essere risolto anche nell’arco di 3-6 mesi” spiega Galeotti, raccomandando dunque di far fare controlli periodici ai propri figli e alle proprie figlie, in particolar modo nelle fasi più importanti della crescita (3, 6, 9, 12 anni).

 

Apparecchio fisso o mobile? Dipende!

 

“Può mettere l’apparecchio fisso e non mobile? Lo chiedono molti genitori per ovviare al basso livello di collaborazione del bambino. Ma la terapia ortodontica, che può richiedere l'uso di apparecchi fissi o rimovibili, o la combinazione di entrambi, va prescritta prendendo in considerazione vari fattori e non solo la cooperazione del giovane paziente: rivestono per esempio un ruolo determinante nella scelta del dispositivo medico il tipo e la gravità della malocclusione…”.

 

Per esempio, spiega la dottoressa Galeotti, nel cosiddetto trattamento funzionale per correggere un problema di tipo scheletrico, a bambini di 9-11 anni tipicamente si propone un apparecchio mobile consigliando di metterlo di pomeriggio e durante la notte (è necessario l’uso di almeno 16 ore al giorno).

Per allineare i denti storti, a permuta completa, invece si consiglia generalmente il classico apparecchio fisso con i bracket che si agganciano sui denti.

“Dipende comunque da caso a caso, ancor di più oggi che, grazie alla tecnologia, abbiamo a disposizione tantissimi dispositivi medici”.

 

La dottoressa Angela Galeotti ci aiuta a sfatare 3 luoghi comuni 

1 - È ancora piccolo per mettere l’apparecchio 
In realtà non è mai troppo presto per metterlo: prima si attendevano i 12-13 anni e il completamento della permuta, della sostituzione cioè dei denti da latte con quelli permanenti, ma si è visto che in caso di alterazioni scheletriche se gestite precocemente si può ristabilire prima (con una terapia di 6-9 mesi) il corretto funzionamento del sistema bocca - quindi masticazione, deglutizione, respirazione – ed evitare problemi di maggiore entità in futuro.

2 - L’apparecchio serve per correggere problemi estetici 
Anche, ma non solo. Rende più bello il sorriso, ma migliora anche l’allineamento del morso. L’uso dell’apparecchio durante l’infanzia e prima dell’adolescenza può essere determinante per risolvere problemi di tipo funzionale e ripristinare una corretta masticazione.

3 - Se c’è spazio tra i denti, subito l’apparecchio 
Tra i 7 e i 9 anni è fisiologico che tra gli incisivi superiori si creino degli spazi: per cui dentoni in fuori distanziati l’uno dall’altro. È il cosiddetto momento brutto anatroccolo della crescita (ugly duckling stage, in inglese). 
Nella maggior parte dei casi non si deve intervenire. Eppure è una situazione che spinge molti genitori a consultare il dentista e richiedere l’uso dell’apparecchio. I genitori vanno tranquillizzati. 
Così come vanno tranquillizzati anche quando cominciano a spuntare gli incisivi, inferiori prima e superiori dopo (fascia di età 5-7 anni), ma i corrispettivi denti da latte non sono ancora caduti. Anche questa situazione il più delle volte si risolve spontaneamente.