Crescita

Ecco cosa fare se pensate che vostro figlio abbia un ritardo nella crescita

altezza
24 Maggio 2016 | Aggiornato il 17 Novembre 2016
Prima di tutto bisogna considerare la statura dei genitori e dei parenti, poi vedere se lo sviluppo è in linea con le curve di crescita e se vi sembra che ci siano delle anomalie allora parlatene al pediatra. Sarà lui, nel caso, a indirizzarvi al giusto specialista. Maurizio de Martino, professore ordinario di pediatria all’università di Firenze e responsabile dell’auxo-endocrinologia pediatrica dell’ospedale Meyer spiega ai genitori cosa fare se il bambino sembra indietro nella crescita.
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E’ sempre stato più mingherlino rispetto ai suoi compagni, ma adesso che è diventato più grandicello, la differenza si nota maggiormente. E’ il caso di preoccuparsi? Di fare esami? Di rivolgersi allo specialista? Le risposte di Maurizio de Martino, professore ordinario di pediatria all’università di Firenze e Responsabile dell’ auxo-endocrinologia pediatrica dell’ospedale Meyer di Firenze. 

 

Prima di tutto bisogna rivolgersi al pediatra di famiglia. Solo un medico ha la competenza e gli strumenti tecnici per stabilire se il bambino si sta allontanando dalla crescita normale. Sarà lui a prescrivere i primi esami e a decidere se e a quale specialista indirizzare la famiglia.

Ecco i consigli dello specialista:

 

Bisogna considerare innanzitutto la statura e la conformazione fisica dei genitori


La tigre fa i tigrotti e la gatta fa i gattini: se i due genitori sono piccoletti, il bambino non potrà diventare uno spilungone. Per sapere qual è la cosiddetta età bersaglio, cioè l’altezza che ci si può aspettare che il proprio figlio raggiunga, si può fare un semplice calcolo:


- se si tratta di maschi, altezza della madre + (altezza del padre + 12) : 2;
- se si tratta di femmine, altezza della madre + (altezza del padre - 12) : 2.


Ad esempio, se il papà è alto 180 cm e la mamma 170 cm, il figlio maschio potrà raggiungere indicativamente un’altezza di circa 181 centimetri, mentre la figlia femmina di 169 centimetri; in entrambi i casi, si considera normale un range di 8 centimetri in più o in meno rispetto all’altezza bersaglio.

Leggi anche: Crescita bambino, quanto sarà alto da adulto

 

Conta anche la statura degli altri parenti


Il gene responsabile della crescita in altezza, denominato gene Chop, a volte fa salti di generazione, quindi il bambino potrebbe avere l’altezza del nonno o dello zio anziché quella dei genitori.

 

Bisogna guardare la curva di crescita


Per capire se la scarsa crescita è fisiologica o no, occorre anche valutare se il bambino sta seguendo la sua personale curva di crescita: se da piccolo è sempre stato intorno al decimo percentile e continua a stare sulla sua linea, vuol dire che è quella la crescita normale per lui; se invece per alcuni anni si è collocato sul 90° percentile e poi ha cominciato a scendere, allora ci può essere qualcosa che non va.

 

Quanto e fino a che età un bambino può crescere?

Dipende dal sesso…
- Una bambina può crescere circa 5 centimetri all’anno fino a quando non arrivano le mestruazioni.

“C’è però una fase del suo sviluppo in cui si verifica uno scatto di crescita, chiamato Growth Spurt, durante il quale la statura può aumentare di 1-2 centimetri al mese” dice il pediatra.

E’ una fase che coincide con il terzo stadio dello sviluppo puberale, quello cioè in cui si ha un ingrossamento di areola e mammella e la comparsa di peli più scuri e sparsi sul pube.

Una volta arrivato il ciclo, la crescita rallenta e la ragazzina può aumentare ancora di un paio di centimetri in tutto, quindi l’aumento di statura si può considerare concluso”.


- Un maschio invece può crescere 3 centimetri l’anno, ma può continuare ad aumentare di statura anche fino a 18-19 anni.

 

E dipende dall’età ossea.
Ossia dall’età di accrescimento della struttura scheletrica del bambino, che può anche non coincidere con l’età anagrafica. L’età ossea si stabilisce eseguendo una radiografia specifica di mano e polso, presso un radiologo pediatra (non presso il reparto di radiologia degli adulti), ovviamente se il pediatra lo ritiene opportuno.
Che informazioni fornisce l’esame dell’età ossea? “Facciamo un esempio” spiega
de Martino: “se un bambino di 10 anni ha l’altezza di un bambino di 8 e si riscontra che la sua età ossea è effettivamente quella di un bambino di 8 anni, va tutto bene, perché vuol dire che le sue ossa hanno ancora tutto il tempo per recuperare la statura che finora non si è raggiunta. Se invece si riscontra che quel bambino ha già raggiunto l’età scheletrica di 10 anni (o, addirittura, un’età ossea superiore a 10 anni), vuol dire che non ha più molti margini di accrescimento e c’è la possibilità che dietro il suo scarso sviluppo si nasconda qualche problema, che va indagato”.

 

Quali possono essere le malattie che causano scarsa crescita?

 

Intolleranza al glutine.
E’ il primo aspetto sul quale conviene indagare. L’intolleranza al glutine, creando malassorbimento dei cibi, può determinare una diminuzione della crescita (anche se ci sono celiaci che hanno una crescita regolare, a dimostrazione del fatto che la medicina non è una scienza esatta). La diagnosi si fa facilmente con un piccolo prelievo di sangue, che rileva la presenza degli anticorpi anti-transglutaminasi, anti-endomisio ed anti-gliadine. La biopsia non serve per la diangosi, ma solo per avere l’esenzione per l’acquisto di cibi per celiaci.

 

Un mito da sfatare: l’allergia al latte o altra allergia alimentare.
Un mito da sfatare è quello secondo il quale lo scarso accrescimento possa esser causato da un’allergia alimentare. “Solo nel lattante e solo l’allergia al latte può dare difetto di accrescimento: nel bambino in età scolare, eventuali allergie alimentari provocano ben altro tipo di reazioni, come orticaria, asma, manifestazioni respiratorie o, in casi gravi, shock anafilattico. Ma scarsa crescita no” dice il pediatra.

 

Molto più raramente possono esserci malattie intestinali o malattie infettive.
Un rallentamento di crescita può esser dovuto anche a malattie infiammatorie croniche dell’intestino, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, oppure a malattie infettive come la tubercolosi o l’epatite B e C. “Ma si tratta di casi molto meno frequenti e che si accompagnano a ben altri segnali, diversi a seconda della malattia” commenta de Martino.

 

Fibrosi cistica.
Un’altra causa di malassorbimento e quindi di scarsa crescita è la fibrosi cistica, ma ormai da molti anni in quasi tutte le regioni si effettua lo screening alla nascita e quindi la presenza della malattia viene esclusa già prima di esser dimessi dalla nursery.

 

Anomalie ormonali.
Quando un bambino cresce poco, i genitori pensano subito a possibili squilibri ormonali. “In realtà si tratta di evenienze molto rare, dovute ad una carenza congenita dell’ormone della crescita GH, che porta il bambino ad allontanarsi sempre più dalla sua curva di accrescimento” osserva l’esperto. Se il pediatra sospetta un difetto di GH, prescriverà un dosaggio dell’ormone.

 

Quando rivolgersi allo specialista? E qual è lo specialista più adatto?

“Ci si rivolge allo specialista se e quando lo decide il pediatra, senza ricorrere al fai da te. E lo specialista è diverso a seconda dei casi: endocrinologo pediatra, gastroenterologo pediatra o infettivologo pediatra. L’importante è che si tratti sempre di medici specializzati per la pediatria, perché adulti e bambini sono entità biologiche completamente diverse ed il bambino ha bisogno dell’esperto specifico per la sua età” sottolinea Maurizio de Martino.

 

Come aiutare il bambino a "a crescere"? Servono sport, alimentazione, integratori?

Sport: sì, di qualunque tipo.
Lo sport è senz’altro utile per la crescita e lo sport ideale è… quello che piace al bambino, purché lo faccia! E’ stato dimostrato che chi fa sport raggiunge un'altezza di 3 - 5 cm superiore rispetto all’altezza bersaglio.

Per le femmine c’è una considerazione in più: chi pratica sport è in genere più magrolina e, siccome l’avvio delle mestruazioni parte da un messaggio dell’ipofisi che tiene conto del rapporto fra peso e altezza, l’atleta ha più tempo per crescere rispetto a chi, più ‘in carne’, ha le mestruazioni più precocemente.

 

Alimentazione: importanti le proteine nobili.
Ai bambini e agli adolescenti è necessario garantire un apporto equilibrato di proteine nobili, cioè carne, pesce, latte, latticini e uova; ugualmente importanti per la sua dieta, anche se un po’ meno ricchi di proteine nobili, sono i legumi, come fagioli, ceci, lenticchie.
“Le proteine sono i ‘mattoni’ indispensabili per l’accrescimento e i bambini hanno bisogno di almeno un etto di un cibo proteico al giorno per 5 volte alla settimana” è il commento del pediatra.

Gli integratori: non servono.
Gli integratori in un bambino che segue una dieta normale non servono assolutamente a nulla.