Autismo

I casi di autismo aumentano? Colpa di come viene classificata la malattia

bambinoautismo
30 Luglio 2015
Non è in corso un'epidemia di autismo. E non è colpa dei presunti (e mai dimostrati) fattori di rischio come dieta, inquinamento o vaccini. I casi di autismo negli ultimi anni sono aumentati? La maggior parte degli esperti ritene che alla base di questo ci sono migliori tecniche diagnostiche, ma soprattutto un cambio di nome, per cui molti bambini che avrebbero ricevuto una diagnosi di 'disturbi cognitivi' in passato, ora l'hanno avuta invece di autismo.
Facebook Twitter More

E' uno dei più grandi pensieri per neogenitori e coppie in attesa. L'autismo, una patologia della quale ancora si sa poco e sulla quale sempre più si parla. Anche perché, negli ultimi anni, il numero di casi documentati di disturbo dello spettro autistico sembra aumentato. Questo accade soprattutto negli Usa, dove le diagnosi di autismo sono cresciute di tre volte in 10 anni. In Italia invece dati sulla prevalenza della malattia non ci sono ancora.

 

La causa di questo aumento di diagnosi di casi d'autismo? E' semplicemente un cambio di nome, quindi molti bimbi che avrebbero avuto una diagnosi di "disturbi cognitivi", l'hanno avuta invece di autismo.

Questo è quanto afferma uno studio pubblicato dall'American Journal of Medical Genetics della Penn State University.

autismo grafico
Il numero di studenti con diagnosi di autismo (blu) e diagnosi di instabilità mentale (rosso). I dati sono dal 2000 al 2010. | Penn State University

 

La Penn State University ha analizzato i dati sulle richieste di insegnanti di sostegno negli Usa tra il 2000 e il 2012. E' ha notato che il numero è rimasto invariato. Andando nel dettaglio, è emerso che era diminuito il numero di pazienti classificati nella categoria "disabilità intellettuale". Erano aumentati invece quelli con diagnosi di autismo (quasi del 65%).

 

Così analizzati, i dati hanno mostrato che una gran parte dell'aumento di diagnosi di disturbi dello spettro autistico è collegata quindi alla diminuzione del numero di bimbi diagnosticati con disabilità.

 

"Per lungo tempo i ricercatori hanno cercato di distinguere i disturbi dello sviluppo in categorie basate su caratteristiche cliniche osservabili, ma quando si parla di autismo è difficile perché ogni individuo può presentare una differente combinazione di sintomi”, spiega Santhosh Girirajan, ricercatore della Penn State che ha coordinato lo studio. “La parte difficile è distinguere i pazienti che presentano diagnosi multiple, perché i sintomi dell’autismo sono presenti anche in individui con altri deficit neurologici o cognitivi. Dallo studio emerge ad esempio che i pazienti che soffrono di patologie genetiche classiche, e mai associate a disturbi dello spettro autistico, se valutati per l’autismo ricevono spesso una diagnosi di questo tipo. Risultati che evidenziano come i criteri diagnostici dell’autismo perdano probabilmente di efficacia in caso di pazienti con gravi patologie genetiche”.

 

 

Fonte: Penn State University

 

Leggi anche: autismo, che cos'è e autismo, 10 cose da sapere