Emergenze

Il bambino è stato morso da un cane? Ecco cosa fare

Di Valentina Murelli
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17 Agosto 2016
Se le ferite provocate dal morso di un cane sono tutto sommato lievi, può bastare lavarle bene, disinfettarle e somministrare antibiotici. Se sono gravi occorre andare al pronto soccorso: potrebbe essere necessario un intervento di ricostruzione plastica. Fondamentale la copertura vaccinale contro il tetano.
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Purtroppo capita. Anche senza arrivare, per fortuna, a eventi tragici come quello avvenuto il 16 agosto a Mascalucia (CT), dove un bambino di 18 mesi è morto dopo essere stato attaccato dai due cani di famiglia, è abbastanza frequente che un bambino venga morso da un cane, riportando ferite a volte lievi, a volte più gravi.

 

Ecco come intervenire in questi casi secondo le indicazioni di Antonino Reale, responsabile del Dipartimento di pediatria dell'emergenza dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

Ferite lievi


"Tanto per cominciare, se la ferita è lieve, molto superficiale, e riguarda mani, gambe o braccia, non c'è bisogno di allarmarsi" rassicura Antonino Reale. "La prima cosa da fare è sciacquare abbondantemente con acqua corrente, per rimuovere i residui di saliva e terra, lavando poi con acqua e sapone". Spesso non occorre neppure applicare una garza o un cerotto.

 

Per sicurezza va avvisato il medico - va benissimo il pediatra di famiglia o all'occorrenza la guardia medica, non occorre andare al pronto soccorso - perché possa valutare se servono terapie mediche. "La saliva del cane contiene germi e batteri e può contenere anche le spore del tetano" spiega il pediatra. "Per questo, va verificato che il bambino abbia la copertura vaccinale contro questa malattia".

 

Se è in regola con le vaccinazioni previste dal calendario vaccinale non ci sono problemi: in caso contrario, sarà utile effettuare la vaccinazione, ed eventualmente somministrare anticorpi specifici contro il tetano per garantire una protezione immediata. Il vaccino infatti diventa efficace solo dopo 15-20 giorni.

 

"Per ridurre il rischio di altre infezioni si somministra in genere una terapia antibiotica, ma se la ferita è davvero molto superficiale questa può non essere necessaria" sottolinea Reale. Resta il fatto che la ferita va tenuta d'occhio nei giorni successivi, per verificare che non si

infetti: in questo caso i segnali caratteristici sono gonfiore e arrossamento.

 

Ferite più serie


Se le ferite sono un po' più profonde i passi da seguire sono i seguenti:

  1. Lavaggio accurato con acqua e sapone;
  2. Lavaggio con soluzione disinfettante;
  3. Contatto con il medico per la somministrazione di una terapia antibiotica e valutazione dello stato vaccinale rispetto al tetano.

"Anche se la ferita è profonda, si tende a non 'cucirla' e a lasciarla guarire 'da sola', controllando come vanno le cose. Questo perché al suo interno possono rimanere tracce di saliva del cane, che potrebbero essere veicolo di infezioni" spiega il pediatra. "Al massimo si può coprire con una garza leggera, in modo che riesca a traspirare ma sia protetta quando il bambino gioca".

 

La vaccinazione antirabbica serve?


"In Italia la rabbia non è un problema: l'ultimo caso certificato risale a diversi anni fa" spiega Antonino Reale. "Per questo, se il bambino è stato morso da un cane di casa, o comunque noto e che può essere tenuto sotto controllo nei giorni successivi, per verificare che non abbia sintomi di rabbia, non occorre effettuare una vaccinazione antirabbica".

"Se però a mordere è stato un cane randagio non più rintracciabile, e che non può essere tenuto sotto controllo, per sicurezza viene effettuato anche il vaccino contro la rabbia".


Ferite gravi


"Nel nostro ospedale pediatrico ogni anno vediamo almeno una decina di casi di ferite molto gravi, che riguardano il collo e il volto e possono provocare danni e lesioni permanenti" spiega il pediatra, sottolineando che nella maggior parte dei casi queste ferite sono provocati da cani di casa.

 

In presenza di ferite gravi occorre chiamare i numeri di emergenza 118 o 112, oppure portare il bambino al pronto soccorso, se possibile presso ospedali che abbiano adeguate competenze di chirurgia plastica infantile per ricostruire le zone interessate dalle lesioni. Rimane ovviamente valida la necessità di somministrare antibiotici e di verificare lo stato delle vaccinazioni.