Salute bimbi

Mutismo selettivo, 10 cose da sapere

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15 Aprile 2014
A casa il bambino parla, corre, è vivace e pieno di vita. A scuola o di fronte agli estranei invece smette di parlare, diventa timidissimo e riservato. Questo atteggiamento potrebbe rientrare nel mutismo selettivo, una condizione legata all'ansia che rende impossibile esprimersi e comunicare con facilità in contesti fuori casa. Ecco che cosa sapere e fare per aiutare il bambino in difficoltà
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"E' una bambina di 4 anni anni che si diverte a parlare con le sue bambole ... ma che non riesce a dire una parola quando è fuori casa".

"E' un adorabile bambino di 6 anni, pieno di vita, che corre e gioca rumorosamente nel suo giardino ... ma che si blocca e diventa inespressivo appena entra in classe"

"E' una ragazzina di 11 anni che canta e scrive magnifiche canzoni a casa sua ... ma che non riesce a dire una sola parola né ai suoi professori, né ai suoi compagni di classe"

(tratto da La sfida di Riccardo, Una storia per spiegare il mutismo selettivo ai bambini - Valérie Marschall)

1) Che cos'è il mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo è la condizione in cui il bambino in particolari situazioni o con determinate persone smette di parlare. Non è conseguenza di un problema dello sviluppo intellettivo né dipende da un deficit dell’udito o da qualsiasi altra malattia organica. Può comparire intorno ai 3-4 anni di età, ma anche più avanti, intorno ai 10-12 anni. A spiegare a nostrofiglio.it le caratteristiche principali per individuare il mutismo selettivo è Leonardo Zoccante, neuropsichiatra infantile dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.

2) La parola si blocca soprattutto con gli estranei

Più di frequente il blocco della parola è nei confronti degli estranei (per esempio, educatrici della scuola materna o insegnanti) ma può capitare che si manifesti con i genitori e non, per esempio, con i nonni o con i coetanei. In condizioni favorevoli, cioè evidentemente prive di componenti ansiogene, il bambino parla in modo del tutto normale, utilizzando un linguaggio fluido e appropriato.

3) Di solito si tratta di bambini introversi e ipersensibili

Nella maggioranza dei casi il mutismo selettivo si riscontra nei bambini introversi, timidi, ipersensibili, che preferiscono la solitudine alla compagnia dei coetanei. Si tratta cioè di bambini per loro natura schivi e taciturni, per i quali smettere di parlare equivale a erigere una barriera protettiva nei confronti del mondo esterno.

4) Le cause del mutismo selettivo

Le cause sono da ricercarsi prima di tutto nel temperamento del bambino e nella sua tendenza a sentirsi in imbarazzo davanti alle persone che, per qualunque ragione, non lo fanno sentire a suo agio. Si ipotizza anche che il mutismo selettivo non dipenda dall’incapacità di parlare in certe situazioni, ma piuttosto dalla volontà di sottrarsi a occasioni che suscitano disagio. Che sia cioè una sorta di arma usata a scopo difensivo. Potrebbe interessarti l'articolo su Yoga per bambini

5) Come si fa la diagnosi di mutismo selettivo

Per fare diagnosi di mutismo selettivo occorre rilevare che il bambino non comunica verbalmente soltanto in alcune precise circostanze, mentre in altre usa le parole in modo del tutto normale. Inoltre, al fenomeno non devono associarsi disturbi dello spettro autistico, né ritardo mentale, né specifici problemi di linguaggio, come per esempio la balbuzie.

6) Il mutismo selettivo è transitorio

Il mutismo selettivo per sua precisa caratteristica è transitorio, cioè destinato a risolversi spontaneamente con il passare del tempo. E’ davvero raro che una volta scomparso si ripresenti a distanza di tempo. Resta il fatto che i bambini che lo hanno manifestato tendono a mantenere tratti caratteriali di riservatezza, timidezza o chiusura (anche se non patologica) verso il mondo esterno.

7) La cura: pazienza, comprensione e tolleranza

In ambito specialistico si ritiene che non sia opportuno esercitare troppe pressioni sul bambino affinché si sblocchi e ricominci a parlare in situazioni che gli suggeriscono invece di stare in silenzio. Pazienza, comprensione e tolleranza sono le strategie che più possono fruttare in termini di rapida risoluzione del problema.

La sfida di Riccardo, Una storia per spiegare il mutismo selettivo ai bambini (autrice: Valérie Marshall), pubblicato dalla casa editrice italo francese A.G. Editions di Adriana Cigni.

Il libro racconta la storia di Riccardo, un bambino che si rivolge ai bambini e descrive se stesso, le sue emozioni, le sue paure, la sua allegria, il suo mutismo di cui è perfettamente cosciente e la sua sfida per vincere i suoi timori, la sua vittoria. Scrive l’autrice: “E’ necessario considerare il mutismo selettivo non come un rifiuto di parlare ma comeun’incapacità di parlare in alcune situazioni. Il bambino non tace perché non vuole parlare, tace perché non può, non ce la fa. Leggendo questo libro il lettore troverà consigli importanti e facilmente attuabili. La seconda parte del libro invece è rivolta ai genitori, agli insegnanti, ai terapeuti.

"Il mutismo selettivo è un disturbo di ansia molto diffuso ma poco conosciuto, e questo libro è probabilmente il primo ad occuparsene in maniera semplice e gioiosa. Un libro adatto anche a tutti i bambini timidi, che semplicemente si bloccano di fronte a chi non conoscono o nel contesto scolastico," dice Daniela Conti editor del libro.

8) Che cosa fare se non influisce sulla qualità della vita? Accettare il bambino così com'è

L’idea di base è che quando il mutismo selettivo non interferisce in modo significativo nella qualità della vita del bambino sia giusto giudicarlo con serenità, così come vanno accettati senza riserve il temperamento introverso del bambini e la sua sensibilità accesa. Un bambino con mutismo selettivo va cioè rispettato e non forzato a comportarsi in modo diverso da quello che la sua natura lo spinge a fare.

9) Che cosa fare se c'è un disagio psicologico? Chiedere l'intervento di uno specialista

Solo se gli episodi di mutismo si ripercuotono negativamente sul bambino, per esempio esponendolo alla derisione degli amichetti (eventualità possibile nella scuola elementare, molto difficilmente prima), oppure se si presume che il problema sia conseguenza di un forte disagio psicologico può essere opportuno richiedere l’intervento di uno specialista. Il pediatra di famiglia può esprimere il suo parere in tal senso.

10) Il bambino che soffre di mutismo selettivo non deve essere rimproverato

In generale, il bambino con mutismo selettivo non deve mai essere rimproverato per il suo silenzio, mentre è più che consigliabile mostrargli che si è contenti di sentirlo parlare e lo si ascolta con piacere e attenzione.

In sintesi, bisogna puntare sulle ricompense, le lodi e le gratificazioni evitando qualsiasi intervento punitivo o costrittivo. Un simile atteggiamento esprime un rispetto per la natura del bambino che può ripercuotersi favorevolmente sul suo modo di affrontare le situazioni critiche, spingendolo ad abbandonare la strategia dello stare in silenzio.

DAL FORUM: MUTISMO SELETTIVO O ANSIA DA PRESTAZIONE?

Salve, sono mamma di un bambino di 6 anni e mezzo che frequenta la prima elementare. Mio figlio fin da piccolissimo si è sempre dimostrato estremamente timido, sia con gli adulti che con i bambini, specialmente se estranei. Ha cominciato la scuola dell'infanzia poco prima di compiere tre anni, e si è inserito abbastanza bene. Dopo due anni ci siamo trasferiti, quindi ha cominciato l'ultimo anno della scuola dell'infanzia in una scuola diversa. Diciamo che da quel momento sono cominciati i problemi. Si è molto chiuso, si rifiutava di parlare con le maestre e si isolava, ha fatto amicizia solo con un bambino. La sua insegnante mi aveva fatto presente questa cosa, e mi ha consigliato di stargli molto vicino. Col tempo comunque è riuscito ad aprirsi un po', e ha cominciato a comunicare anche con la maestra. Ha iniziato a settembre la scuola primaria, con gli stessi compagni della materna, ma con maestre nuove. Con i bimbi tutto ok, li conosceva già, però ha avuto lo stesso problema di chiusura con le maestre nuove. Inoltre non solo si rifiutava di parlare con loro (però si è sempre riuscito ad esprimere facendo segni di assenso o diniego) ma non voleva nemmeno ascoltarle. Rimaneva sempre indietro, era sempre nel suo mondo, e per farlo lavorare doveva essere richiamato più volte. Nel giro di tre mesi circa comunque la situazione è migliorata dal punto di vista del rendimento scolastico, anche se le difficoltà a comunicare con le insegnanti persistevano. A metà anno scolastico (circa due mesi fa) ci siamo trasferiti di nuovo, nel paese dal quale ci eravamo trasferiti due anni fa, e abbiamo ri-trasferito nostro figlio alla scuola primaria del nuovo paese. I problemi ovviamente si sono ripresentati, anche se fortunatamente ha ritrovato alcuni dei suoi vecchi compagni della scuola materna, coi quali ha legato quasi subito. leggi tutta la storia >>>>

Per altri dubbi sul mutismo selettivo potete scrivere alla psicologa on line sul forum di nostrofiglio.it

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