Salute

Obesità infantile: le indicazioni dell'Oms per arrestare l'epidemia

Di Valentina Murelli
obesitainfantile
01 Febbraio 2016
In tutto il mondo ci sono 41 milioni di bambini obesi o in sovrappeso, secondo un rapporto appena presentato dall'Organizzazione mondiale della sanità. Che non si limita a scattare una fotografia del problema, ma propone ai governi una serie di strategie per affrontarlo e ridurlo.
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Sono sempre di più, nel mondo, i bambini obesi o in sovrappeso: 41 milioni in tutto - 10 milioni in più rispetto al 1990 - secondo i dati del rapporto Ending Childhood Obesity

("Fermare l'obesità infantile") appena pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità. Che propone ai governi nazionali alcune raccomandazioni chiave per affrontare e ridurre l'emergenza in corso.

 

L'attenzione è giustificata dall'effetto dirompente che possono avere sovrappeso e obesità, sia per i singoli individui sia per la società intera. "Queste condizioni hanno un impatto importante sulla qualità della vita dei bambini, che per il semplice fatto di avere un peso fuori dalla norma si trovano a dover fronteggiare vari tipi di barriere e a subire conseguenze in termini di salute fisica e psicologica" ha dichiarato la cardiologa pakistana Sania Nishtar, una delle coordinatrici del rapporto.

 

Aggiungendo che l'obesità può influire anche sulla realizzazione scolastica. "Questo, unito al fatto che l'obesità infantile fa spesso da apripista a quella adulta, comporta conseguenze importanti anche in termini economici, per i singoli, le loro famiglie e la società".

 

La fotografia dell'Oms: i dati dell'obesità infantile nel mondo


Descrivono una vera e propria epidemia globale le cifre presentate nel rapporto dell'Oms, che nel 2014 ha contato 41 milioni di bambini sotto i cinque anni obesi o in sovrappeso: 10 milioni in più rispetto al 1990, quando erano in tutto 31 milioni. Così, i bambini con un peso sopra la norma sono passati dal 4,8% al 6,1% del totale.

 

Il problema è diffuso ovunque, ma riguarda in particolare i bambini dei paesi poveri, o a medio reddito, dove l'obesità infantile riguarda oggi 15,5 milioni di piccoli, rispetto ai 7,5 milioni di 25 anni fa: praticamente il doppio. Quasi la metà dei bimbi obesi in sovrappeso vive oggi in Asia e un quarto di loro vive in Africa, un continente che ha visto una vera impennata di questa condizione: da 5,4 milioni di bambini interessati, a 10,3 milioni.

 

E il quadro potrebbe diventare ancora più nero. L'Oms, infatti, stima che se le tendenze in corso continueranno così anche nei prossimi anni, nel 2025 i bambini obesi o in sovrappeso saranno ben 70 milioni.

 

Le cause


Obesità e sovrappeso non sono certo una colpa dei bambini e tutto sommato neppure delle famiglie. Il rapporto dell'Oms, infatti, punta il dito soprattutto contro il fatto che, in tutto il mondo, i piccoli sono costretti a crescere in un ambiente sempre più obesogenico, cioè in grado di incoraggiare stili di vita che portano a mettere su peso in eccesso.

 

Sul banco degli imputati l'Oms mette la diffusione crescente di cibo spazzatura e di bevande zuccherate, spinta da un marketing estremamente aggressivo.

 

6 raccomandazioni per ridurre l'emergenza


Di fronte a questa situazione critica, il rapporto Ending Childhood Obesity indica ai governi alcune strategie sulle quali lavorare per contenere e ridurre l'epidemia di obesità nei bambini. Eccole.

 

1. Promuovere l'assunzione di cibi sani e scoraggiare quella di cibi spazzatura e di bevande zuccherate


Certo l'obiettivo è complesso, ma può essere raggiunto lavorando su più fronti. per esempio:

  • L'obbligo per ambienti o eventi che hanno a che fare con bambini - scuole, società sportive, attività ricreative - di fornire ai piccoli solo ed esclusivamente cibo sano.
  • Il contenimento del marketing attualmente troppo aggressivo, attraverso sistemi di tassazione sulle bevande zuccherate o l'elaborazione di etichette in grado di trasmettere in modo immediato informazioni sulla qualità nutrizionale dei prodotti.
  • La promozione dell'accesso a cibi sani in comunità povere e svantaggiate, dove spesso gli alimenti spazzatura rappresentano gli unici abbordabili dal punto di vista economico.

2. Promuovere l'attività fisica


È  un dato di fatto: i bambini di oggi sono sempre più sedentari. Hanno sempre meno occasioni di giocare e correre all'aria aperta e passano sempre più tempo davanti alla tv o ad altri schermi, di computer, smartphone, tablet.

 

Quindi è necessario fornire a bambini e adolescenti, ma soprattutto ai loro genitori, educatori, insegnanti e medici indicazioni aggiornate e competenti sull'importanza dell'attività fisica, ma anche su un uso appropriato dei dispositivi tecnologici. Ed è necessario che scuole e spazi pubblici siano adeguatamente attrezzati per permettere ai piccoli di muoversi il più possibile.

 

3. Investire sulla cura della gravidanza e del periodo preconcezionale


Sovrappeso e obesità dei bambini possono anche affondare le loro radici nel periodo prenatale. Condizioni come l'obesità o il diabete della mamma, oppure una sua malnutrizione, possono predisporre a problemi di questo tipo anche nei bambini.

 

Per questo, è importantissimo prendersi cura della salute dei bambini a partire da quella delle mamme - e dei papà, sottolinea il rapporto Oms - anche nel periodo preconcezionale. Da favorire uno stile di vita sano, con un'alimentazione equilibrata e un'adeguata attività fisica. No invece a fumo, alcol, abuso di farmaci o uso di sostanze stupefacenti.

 

 

4. Favorire l'acquisizione di sane abitudini, fin dalla prima infanzia


L'Oms insiste sull'importanza di diffondere conoscenza, informazioni e indicazioni su vari aspetti fondamentali fin dalla nascita per una crescita appropriata dei bambini. L'attenzione è puntata in particolare su:

  • allattamento al seno;
  • sana alimentazione, da promuovere anche a scuola, sia attraverso l'educazione alimentare, sia attraverso il divieto alle scuole di proporre cibi e bevande non sani;
  • educazione al sonno. E' molto importante che i bambini dormano un numero adeguato di ore;
  • attività fisica.

5. Promuovere comportamenti sani anche in ambito scolastico


Anche per i bimbi più grandi e per gli adolescenti torna l'invito ai governi a puntare molto sulla scuola per promuovere sana alimentazione e attività fisica e arginare comportamenti negativi. Anche in questo caso si può agire su più fronti:

  • forniture di cibo adeguato da parte delle mense scolastiche;
  • eliminazione della vendita di cibi e bevande spazzatura;
  • educazione alla sana alimentazione come materia di studio.

6. Aiutare le famiglie a gestire i problemi di peso dei bambini


Se il problema c'è, non è detto che debba per forza essere una condanna. Lo si può afforntare e risolvere, ma per farlo servono servizi sanitari appropriati, in grado di far fronte ai suoi tanti aspetti.