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L'otite in estate

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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22 Luglio 2013 | Aggiornato il 24 Luglio 2018
A causare mal d’orecchie nei bambini in estate può essere un’infezione causata dal ristagno d’acqua: l’otite esterna o del nuotatore. La cura è semplice, ma è sempre bene sentire il pediatra. Per prevenirla, di asciugare bene le orecchie

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  1. Che cos’è e perché viene

L’otite non è un disturbo solo invernale. Può colpire anche in estate, e in questo caso di parla di otite esterna o del nuotatore.

 

Si tratta in questo caso di un’infiammazione del condotto uditivo esterno, dovuta a un’infezione che si instaura in genere a seguito di un ristagno d’acqua nell’orecchio. “Ecco perché capita soprattutto d’estate” spiega Emiliano Milazzo, dirigente medico dell’Unità operativa di otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera Marche-Nord.

 

“In questa stagione, infatti, i bagni in mare o in piscina, uniti al clima caldo e umido, possono portare a ristagno d’acqua, responsabile a sua volta di macerazione della pelle e proliferazione di batteri o, meno frequentemente, virus e funghi”.

 

Anche prodotti cosmetici (bagnoschiuma, shampoo) molto aggressivi, come pure l’utilizzo prolungato di auricolari o di cotton fiocc per la pulizia possono portare a irritazione della pelle del condotto uditivo esterno, e a otite.

 

Come dice chiaramente il nome, l’otite esterna è una cosa diversa rispetto all’otite media, quella che interessa le tube di Eustachio e colpisce più tipicamente nella stagione fredda, in concomitanza o in conseguenza di un raffreddore o di un mal di gola.

 

Otite esterna o del nuotatore, i sintomi
I primissimi sintomi sono in genere prurito e sensazione di orecchio ovattato. “A questi – prosegue Milazzo - si aggiunge il dolore, che si può avvertire soprattutto esercitando una pressione con il dito sul trago (la sporgenza situata nella parte anteriore dell’orecchio) oppure tendendo lievemente verso l’esterno il padiglione auricolare, o deglutendo”.

 

Se il bambino è piuttosto piccolo, invece, si noterà che si tocca spesso l’orecchio ed evita di dormire sul lato dove ha dolore. In più, sul cuscino la mamma potrebbe notare delle secrezioni.

 

Come curare l’otite esterna
Per prima cosa occorre evitare di fare entrare acqua nell’orecchio per una settimana circa: anche durante la doccia e lo shampoo è consigliabile proteggere il condotto uditivo con una garza otologica (no invece al cotone idrofilo, che lascia pelucchi).

 

“Se dopo un giorno o due il bambino riferisce ancora mal d’orecchio, o si notano secrezioni, è opportuno rivolgersi al pediatra che, una volta accertata la presenza di un’otite, prescriverà un antibiotico locale, da instillare nel condotto” consiglia lo specialista.

 

“La terapia locale viene utilizzata se non c’è una perforazione della membrana timpanica e il piccolo paziente ha un età superiore ai due anni: in caso contrario, si ricorre ad antibiotici per via orale. Per alleviare il dolore, invece, può essere utile somministrare del paracetamolo”. Il pediatra, inoltre valuterà le situazioni nelle quali potrebbe essere opportuna una visita dall’otorino, per esempio se permangono delle secrezioni.

 

Come prevenirla
Per prevenire l’infezione sono fondamentali poche regole igieniche:
 

  • risciacquare con acqua dolce le orecchie dopo il bagno in mare o in piscina ed asciugarle bene con l’asciugamano (che deve sempre essere di uso personale);
  • indossare la cuffia quando si va in piscina;
  • evitare l’utilizzo di cotton fiocc, che alterano la pellicola di batteri naturalmente presente lungo il condotto uditivo, con funzioni anche protettive. Per rimuovere il cerume che si deposita all'esterno del condotto basta semplicemente un asciugamano o un fazzoletto.
Quando è colpa del tappo di cerume o della variazione di pressione
In alcuni casi il mal d’orecchio non è causato da un’otite, ma da un più banale tappo di cerume, che, essendo per sua natura igroscopico (cioè in grado di assorbire acqua), se bagnato aumenta il proprio volume procurando dolore. In questo caso il bambino avverte un senso di ovattamento, come di orecchio chiuso. In tale evenienza il pediatra potrà consigliare specifiche gocce auricolari per sciogliere il tappo o inviare il bambino direttamente dall’otorino, che aspirerà il tappo.
 
In altri casi la sensazione di “orecchie piene” dopo che il bambino è andato sott’acqua può essere dovuta semplicemente al rapido cambio di pressione. “Così come succede quando si va in aereo, anche andare sott’acqua determina una variazione della pressione all’interno della tuba di Eustachio, che i bambini non sono ancora abituati a compensare” spiega il dottor Milazzo. “Per risolvere il fastidio, ristabilendo la giusta pressione, basta soltanto invitare il piccolo a compiere deglutizioni ripetute per qualche minuto o a simulare la soffiata di naso”.

 

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo dal sito WebMD

 

Guarda anche il video sull'otite nei bambini