Salute bambini

L'otite esterna: il mal d'orecchie estivo, “da piscina” o “del nuotatore

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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14 Giugno 2019
A causare mal d’orecchie nei bambini in estate può essere un’infezione causata dal ristagno d’acqua. La cura è semplice, ma è sempre bene sentire il pediatra. Per prevenirla, è importante cercare di asciugare sempre bene le orecchie
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Otite esterna: che cos’è

Se diciamo “otite” pensiamo in automatico all'otite media, che colpisce soprattutto nella stagione fredda. Ma il mal d'orecchie non è un disturbo solo invernale: può anzi colpire anche in estate, solo che si tratta di una malattia completamente diversa: l'otite esterna, chiamata anche “da piscina” o “del nuotatore”, perché in genere si instaura a seguito di un ristagno d'acqua nell'orecchio, più probabile proprio in chi passa tanto tempo in acqua, al mare o in piscina.

L'otite esterna può colpire chiunque, ma è tendenzialmente più frequente nei bambini tra i 7 e i 12 anni d'età e nei nuotatori abituali.

 

Perché viene: le cause

Lo spiega bene Emiliano Milazzo, dirigente medico dell’Unità operativa di otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera Marche-Nord. “Come dice il nome, l'otite esterna è un’infiammazione acuta del condotto uditivo esterno, dovuta a un’infezione – in genere batterica – che tipicamente si instaura a seguito di un ristagno d’acqua nell’orecchio, che a sua volta provoca una macerazione della pelle che determina la formazione di un ambiente ideale per la proliferazione di microrganismi”.

 

Dunque niente a che vedere con l'otite media, che interessa le tube di Eustachio e colpisce di solito nella stagione fredda, in concomitanza o in conseguenza di un raffreddore o di un mal di gola.

 

“L'otite esterna capita soprattutto d'estate proprio perché in questa stagione i bagni in mare o in piscina, uniti al clima caldo e umido, possono portare al ristagno d’acqua nelle orecchie, responsabile a sua volta di macerazione della pelle e proliferazione di batteri o, meno frequentemente, virus e funghi”. Tra i batteri più coinvolti nel fenomeno figurano in particolare Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus.

 

Oltre al ristagno d'acqua, anche altre condizioni possono portare a irritazione del condotto uditivo esterno e, dunque, facilitare l'insorgenza di otite. Tra questi, microtraumi provocati dall'uso di cotton fioc per la pulizia (sempre sconsigliati!) o dall'uso prolungato e costante di auricolari e l'impiego di prodotti detergenti (bagnoschiuma, shampoo) molto aggressivi. Infine, da segnalare che l'otite esterna è più frequente in persone che soffrono di malattie della pelle come psoriasi o eczema (che possono portare a desquamazione della pelle), che hanno il diabete o con una conformazione particolarmente stretta del condotto stesso.

 

 

I sintomi

I primissimi sintomi sono in genere il prurito e la sensazione di orecchio ovattato. “A questi – prosegue Milazzo - si aggiunge il dolore, che si può avvertire soprattutto esercitando una pressione con il dito sul trago (la sporgenza situata nella parte anteriore dell’orecchio) o tendendo lievemente verso l’esterno il padiglione auricolare, oppure deglutendo o sbadigliando”.

 

Se il bambino è piuttosto piccolo si noterà che si tocca spesso l’orecchio ed evita di dormire sul lato dove ha dolore. In più, sul cuscino la mamma potrebbe notare delle secrezioni.

 

Otite esterna, i rimedi

La prima cosa da fare in presenza di un'otite esterna è evitare – almeno per qualche giorno – di far entrare altra acqua nell'orecchio. Non significa che il bambino, magari in vacanza al mare, non si può più avvicinare all'acqua fino a che non è passata l'infezione: l'importante è che non bagni la testa o addirittura la metta sott'acqua.

 

In caso di dolore all'orecchio o di presenza di secrezioni occorre ovviamente rivolgersi al pediatra, che valuterà la situazione. Se si tratta proprio di otite esterna, la terapia indicata è una terapia locale con antibiotico (o con antibiotico e antinfiammatorio), da instillare nel condotto uditivo. Solo in – rari – casi particolari verrà consigliato un antibiotico da assumere per via orale. “Per alleviare il dolore, invece, può essere utile somministrare del paracetamolo”, spiega Milazzo. Sottolindeando che il pediatra valuterà anche le situazioni nelle quali potrebbe essere opportuna una visita dall’otorino, per esempio se permangono delle secrezioni.

 

Come mettere le gocce per l'otite esterna

La terapia antibiotica locale è consigliata nel caso dell'otite esterna, ma – attenzione – non per l'otite media. Perché sia efficace le gocce vanno posizionate in un modo ben preciso: per prima cosa occorre far distendere il bambino (ma il discorso vale anche per gli adulti) su un fianco, con l'orecchio da trattare rivolto verso l'alto. Quindi si applicano le gocce fino a riempire completamente il condotto uditivo. Infine, bisogna fare in modo che il bimbo resti in posizione per circa 3-5 minuti. In genere il trattamento deve essere ripetuto alcune volte al giorno, per circa una settimana.

 

Otite esterna, come prevenirla

Per prevenire l’infezione sono fondamentali poche regole igieniche:

  • risciacquare con acqua dolce le orecchie dopo il bagno in mare o in piscina ed asciugarle bene con l’asciugamano (che deve sempre essere di uso personale). Può essere utile anche terminare l'asciugatura con il phon (a bassa temperatura e a bassa velocità);
  • indossare la cuffia quando si va in piscina;
  • evitare l’utilizzo di cotton fioc, che alterano la pellicola di batteri naturalmente presente lungo il condotto uditivo, con funzioni anche protettive. Per rimuovere il cerume che si deposita all'esterno del condotto basta semplicemente un asciugamano o un fazzoletto, ma in ogni caso non bisogna esagerare con la rimozione, perché anche il cerume ha una funzione protettiva.

 

 

Quando è colpa del tappo di cerume o della variazione di pressione

In alcuni casi il mal d’orecchio non è causato da un’otite, ma da un più banale tappo di cerume, che, essendo per sua natura igroscopico (cioè in grado di assorbire acqua), se bagnato aumenta il proprio volume procurando dolore. In questo caso il bambino avverte un senso di ovattamento, come di orecchio chiuso. In tale evenienza il pediatra potrà consigliare specifiche gocce auricolari per sciogliere il tappo o inviare il bambino direttamente dall’otorino, che aspirerà il tappo.  

In altri casi la sensazione di “orecchie piene” dopo che il bambino è andato sott’acqua può essere dovuta semplicemente al rapido cambio di pressione. “Così come succede quando si va in aereo, anche andare sott’acqua determina una variazione della pressione all’interno della tuba di Eustachio, che i bambini non sono ancora abituati a compensare” spiega il dottor Milazzo. “Per risolvere il fastidio, ristabilendo la giusta pressione, basta soltanto invitare il piccolo a compiere deglutizioni ripetute per qualche minuto o a simulare la soffiata di naso”.

 

 

Altre fonti per questo articolo: articolo scientifico J. Wipperman, Otitis externa, in "Primary Care: Clinics in Office Practice" (vol. 41, 2014); materiale informativo dei CDC di Atlanta.

 

Guarda anche il video sull'otite nei bambini