Salute

Perché i bambini devono andare a letto presto

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22 Gennaio 2014
Recenti studi pubblicati sulla rivista Pediatrics hanno concluso che il sonno regolare e le ore giuste di sonno sono fondamentali per lo sviluppo equilibrato e sereno dei bambino, contribuiscono a tenere alla larga i problemi di comportamento e di sovrappeso
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Il sonno regolare e le ore giuste di sonno sono fondamentali per lo sviluppo equilibrato e sereno dei bambino, contribuiscono a tenere alla larga i problemi di comportamento e di sovrappeso. E’ quanto emerge da alcuni studi recenti pubblicati sulla rivista Pediatrics.

Chi dorme poco è più a rischio di disturbi del comportamento

Il primo studio, condotto su oltre 10 mila bimbi da Yvonne Kelly della University College di Londra, sulla rivista Pediatrics, mostra che la prima infanzia è un periodo critico per lo sviluppo del cervello e che il sonno incide tantissimo sullo sviluppo stesso. “Abbiamo osservato gli orari a cui i bimbi andavano a letto a tre fasi dell'infanzia, cioè a 3, 5 e 7 anni " spiega Kelly - e trovato che, a tutte queste età, andare a dormire ad orari irregolari risulta legato a difficoltà comportamentali.

Abbiamo visto che questi effetti si sommano tra loro durante l'infanzia nel senso che i bimbi che sia a 3, sia a 5 sia a 7 anni vanno a letto a orari disordinati hanno disturbi del comportamento peggiori rispetto ai bimbi che hanno ritmi irregolari solo a 3 e 5 anni o solo a 3 anni.

Vediamo anche che questi effetti sono reversibili - conclude Kelly - nel senso che bambini che passano da avere orari irregolari a orari regolari mostrano miglioramenti nel loro comportamento”.

 

Quanto devono dormire i bambini

1-2 mesi: dalle 10,5 alle 18 ore distribuite nelle 24 ore in modo irregolare (i periodi di sonno possono durare pochi minuti, come diverse ore).

3-11 mesi: dalle 12 alle 14 ore al giorno

Dai 6 mesi: i bambini iniziano a dormire 9-12 ore a notte e di giorno fanno vari (da 1 a 4) sonnellini che possono durare da 30 minuti a 2 ore. La frequenza dei sonnellini diurni diminuisce verso l'anno di età

1-3 anni: dalle 12 alle 14 ore durante le 24 ore

Dai 18 mesi il sonnellino pomeridiano è uno solo e dura da 1 a 3 ore

3-5 anni dalle11 alle 13 ore al giorno

Dai 5 anni la maggior parte dei bambini non fa più il sonnellino pomeridiano

5-12 anni: dalle 10 alle 11 ore a notte

Dai 12 anni: 9 ore

Fonti: National Sleep Foundation e Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

 

Chi non dorme è più a rischio sovrappeso o obesità

Un altro studio, di Chantelle Hart del Center for Obesity Research and Education (CORE) presso la Temple University, sempre pubblicato su Pediatrics, è il primo che ha dimostrato in maniera diretta e concreta l'effetto del sonno sull'alimentazione, un'associazione già nota da tempo. Sono infatti molti gli studi che evidenziano che la carenza di sonno fa male alla linea, porta a mangiare di più e peggio, alimentando il desiderio di carboidrati e cibo spazzatura. Poiché i bambini di oggi, stretti da mille impegni anche extrascolastici e circondati da pc, TV e telefonini, tendono a dormire sempre meno, i pediatri Usa hanno voluto vedere se vi fosse la possibilità di ottenere un dimagrimento e una riduzione dell'introito calorico giornaliero manipolando le ore di sonno di un gruppo di bambini nell'arco di tre settimane.

I bimbi avevano tra gli 8 e gli 11 anni ed il 27% di loro era obeso o in sovrappeso. Nella prima settimana i piccoli hanno dormito normalmente secondo le proprie abitudini, nella seconda hanno dormito di più, nella terza meno. Ebbene è emerso che nella settimana in cui hanno dormito di più, i bambini pesavano circa mezzo chilo in meno e assumevano mediamente 134 calorie in meno al giorno.

Proprio in questi giorni inoltre sono stati resi noti i risultati del Mass General Hospital for Children, negli Usa, pubblicato sulla rivista Pediatrics. Gli studiosi, in una delle più ampie indagini svolte sul tema del sonno e dell'obesità infantile, hanno infatti verificato che i piccoli che sin dalla prima infanzia dormono poco, già in età scolare iniziano ad avere problemi di peso, che possono poi protrarsi nell'adolescenza e nell'età adulta.

Per arrivare a questa conclusione sono stati analizzati i dati di Project Viva, una ricerca a lungo termine sulla salute in gravidanza e dopo la nascita dedicata alle mamme e ai bambini. Il progetto prevedevadelle interviste faccia a faccia con le mamme a sei mesi, tre anni e sette anni di vita del bambino e questionari da compilare a un anno, due, quattro, cinque e sei anni. Tra le domande rivolte anche alcune su quanto dormissero i bambini, considerato un range prefissato che prevedeva poco meno di 12 ore di sonno dai sei mesi e i due anni di vita, poco meno di 10 dai tre ai cinque anni e circa nove tra i cinque e i sette anni.

Ai bimbi in base a quanto riferito dalle madri è stato assegnato un "punteggio del sonno", che è stato messo in relazione con i risultati di alcuni test, tesi a misurare l'indice di massa corporea (bmi) e la salute cardio- metabolica.

Dai risultati è emerso che i piccoli con obesità e adiposità localizzata soprattutto a livello dell'addome, la più pericolosa per la salute, erano quelli che dormivano meno e questa correlazione non risultava più forte in alcune particolari fasi della crescita, ma era costante, a significare che non c'è un'età più critica di altre ma la privazione di sonno mette i piccoli sempre e comunque a rischio.

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