Epitassi

Sangue dal naso nel bambino, cosa fare

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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31 Maggio 2010 | Aggiornato il 19 Luglio 2018
Poche gocce di sangue dal naso possono spaventare il bambino e preoccupare mamma e papà. Ma nella stragrande maggioranza dei casi è un fenomeno passeggero e isolato, che si risolve con pochi gesti.
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Sangue dal naso o, in gergo medico, epistassi: può capitare a tutte le età, ma soprattutto nell’infanzia, in particolare tra due e dieci anni

. Nella stragrande maggioranza dei casi è un evento assolutamente benigno, che non lascia alcuna conseguenza. Solo in rari casi può dipendere da condizioni più serie, come un trauma al naso o al volto, l'inserimento di un corpo estraneo nel naso, una malattia della coagulazione.

 

Quando si verifica


“L’epistassi è in genere dovuta a una maggiore fragilità delle mucose nasali, sulle quali scorrono tanti piccoli capillari superficiali che, se sollecitati, possono rompersi” spiega Arturo Sorbo, otorinolaringoiatra presso il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. “Può verificarsi se ci si soffia il naso più energicamente, oppure per l’abitudine che hanno spesso i bambini di infilarsi le dita nel naso o per altri piccoli eventi traumatici che possono coinvolgere la zona anteriore al setto nasale” afferma lo specialista.

 

“Ci sono poi alcuni fattori che possono favorire l’epistassi: in inverno, per esempio, soggiornare in ambienti caldi e secchi asciuga le mucose e dilata i vasi capillari, aumentando il rischio di rottura. Idem in estate, quando l’esposizione al sole accentua la vasodilatazione. Per chi soffre di rinite allergica, invece, una stagione a rischio è la primavera, poiché le mucose sono sottoposte a stimoli irritativi e si è portati a starnutire o soffiarsi il naso più di frequente”.

 

Ovviamente anche il raffreddore aumenta il rischio di epistassi.

 

Sangue dal naso, rimedi


Cosa fare in caso di sangue dal naso? “Innanzitutto mantenere la calma e tranquillizzare il bambino” suggerisce l’otorino: “Se si agita, infatti, non fa altro che aumentare la pressione a livello del naso, accentuando l’uscita di sangue”.

 

Poi: far piegare il bambino leggermente in avanti per liberare le vie respiratorie e subito dopo tenere premute le narici tra indice e pollice per qualche minuto. La pressione crea un vasospasmo che fa cessare l’emorragia.

 

Secondo il sito HealthyChildren, dell'Associazione americana dei pediatri, la pressione va esercitata per una decina di minuti: durante questo periodo meglio non controllare se il naso ha smesso di sanguinare, perché si rischia di far ripartire un flusso che si stava arrestando. Se dopo dieci minuti l'epistassi non si è arrestata, la pressione va ripetuta per altri 10 minuti. Se persiste anche dopo questo intervallo di tempo, contattare il pediatra.

 

Anche sciacquare il naso con acqua fredda o avvicinare alla narice un cubetto di ghiaccio avvolto nel fazzoletto – consiglia lo specialista – può aiutare ad arrestare l'emorragia o ridurre il rischio che si ripeta, dopo che si è arrestata.

 

La chiusura del capillare


Se il problema è un capillare che stenta a cicatrizzarsi e provoca sanguinamenti ripetuti, lo si può chiudere definitivamente con la causticazione. “In età pediatrica la tecnica più utilizzata sono le toccature con una ‘matita’ emostatica di nitrato d’argento” evidenzia Sorbo. “E’ una pratica assolutamente indolore, che si fa ambulatorialmente e dura pochi minuti”.

 

Epistassi, prevenzione


Se il problema è la secchezza degli ambienti, in inverno, è opportuno utilizzare un umidificatore, specialmente in camera da letto. Potrebbero essere utili, nei bambini particolarmente soggetti al fenomeno, anche lavaggi nasali con soluzione salina, per mantenere umide e pulite le cavità nasali.

 

Come consigliato anche dal sito dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, come prevenzione nei periodi critici si può assumere – ovviamente sotto controllo medico, evitare il fai da te! - prodotti a base di vitamina C o K  o applicare una pomata apposita per rinforzare la parete dei capillari. “Ce ne sono per esempio all'arnica, che ha attività riepitelizzante e ristrutturante, e mirtillo, che ha azione capillaroprotettrice” consiglia Sorbo.

 

Dopo un sanguinamento, per evitare che il fenomeno si ripeta meglio chiedere al bambino di non soffiarsi il naso energicamente e di non mettersi le dita nel naso (in ogni caso, è buona norma tenere sempre corte e pulite le unghie del bambino). Meglio evitare anche sforzi molto intensi.

 

Cosa non fare


Meglio evitare di far piegare la testa all'indietro, perché in tal modo il bambino ingoia o inala il sangue e questo può causargli difficoltà respiratorie e indurlo a tossire o a vomitare, aumentando l’emorragia.

Meglio evitare anche il cotone emostatico, perché ha un’azione lesiva sulla mucosa nasale. In generale è preferibile non inserire nulla nella narice che sta sanguinando, ma in alcuni casi il medico potrebbe consigliare l'uso di una garzina imbevuta di una soluzione antiemorragica da acquistare in farmacia.

 

Se succede spesso


Se l’epistassi si verifica molto di frequente, è consigliabile rivolgersi al pediatra, che prescriverà degli esami ematologici per escludere che ci siano problemi di coagulazione del sangue. Ma si tratta di una esigua minoranza di casi: in genere si tratta solo di un fenomeno locale, che non desta alcuna preoccupazione.

Altre fonti per questo articolo: pagina informativa del Servizio sanitario inglese; materiale informativo di MedScape

 

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