Salute bambini

Sigillatura dei denti, perché serve

Di Antonella Laudonia
molari.180x120
5 marzo 2014
Le carie nei molari si possono prevenire sigillandoli appena crescono, cioè verso i 5-7 anni del bambino. Ma in che cosa consiste questo intervento? Lo abbiamo chiesto a Luigi Paglia, direttore del dipartimento di odontoiatria materno-infantile dell'istituto stomatologico italiano di Milano.

Prevenire le carie è meglio di curarle. E questo vale ancora di più per i bambini, così difficili da trattare con l'odioso trapano. Ma sono proprio i piccoli, golosi di caramelle e incapaci di lavarsi bene i denti a essere i più soggetti a carie.

 

Negli ultimi anni si è diffusa una nuova pratica preventiva: la sigillatura dei molari in età pediatrica che dimezzerebbe il rischio il rischio di finire sulla poltrona per un'otturazione.

 

Ne abbiamo parlato con Luigi Paglia, Direttore del Dipartimento di Odontoiatria Materno-Infantile dell'Istituto Stomatologico Italiano di Milano.

 

La sigillatura dei molari si effettua per prevenire le carie. Non è una procedura invasiva e non serve anestesia

I solchi e le fessure dei molari permanenti, a causa della loro conformazione anatomica, rappresentano un luogo ideale per l'annidamento e la proliferazione dei batteri. La superficie di questi elementi ha poco smalto ed è perciò più soggetta agli attacchi cariogeni. Inoltre in queste zone l'instaurarsi e l'evoluzione della carie è particolarmente rapida: sia perché c'è poca autodetersione da parte dei liquidi orali e della lingua, sia perché è più difficile per lo spazzolino raggiungere i molari.

 

La sigillatura è una procedura molto semplice da realizzare: dopo aver ripulito con un apposito spazzolino la superficie del dente, quest'ultima viene mordenzata per 20 secondi. Una volta isolato il dente dai liquidi salivari con del cotone o con una diga di gomma, si applica il sigillante che viene poi fotopolimerizzato. Si tratta di una procedura né dolorosa, né invasiva, tanto è vero che non richiede alcuna forma di anestesia.

 

L'effetto preventivo della sigillatura diminuisce negli anni: da una protezione dell'87% scende al 65% dopo 9 anni e si può fare una seconda applicazione

L'efficacia nella prevenzione della carie dipende da quanto il sigillante aderisce sul dente. La principale causa di fallimento è la contaminazione da parte di fluidi organici, cosa che può avvenire contestualmente all'applicazione del sigillante steso. Una sigillatura ben fatta può anche rivelarsi definitiva. Ma se insorge la necessità di ripeterla, ciò di solito avviene mediamente non prima di sei anni dalla prima applicazione. Il trattamento può essere ripetuto nel tempo - se il sigillante a causa delle forze masticatorie è stato in tutto o in parte consumato - con la stessa procedura della prima volta.

 

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, l'effetto preventivo di tale pratica si attesta all’87,1% valutata a tre anni dalla sua applicazione, al 76.3% a quattro anni e al 65.0% a nove anni.

 

Sigillatura dei molari, c'è chi dice no

Non tutti i dentisti praticano la sigillatura dei molari a tappeto, su tutti i baby-pazienti in fascia d'età interessata. Alcuni pensano si tratti soltanto dell'ennesimo business sui bambini. In un articolo pubblicato su Panorama.it Otello Marchi, specialista in chirurgia maxillo-facciale, spiega così la sua posizione un po' controcorrente: ”La eseguo solo nel 30% dei casi, quando nel bambino c'è una predisposizione a una pulizia dei denti meno accurata, per esempio perché porta l'apparecchio per raddrizzare i denti”. Il sigillo non sarebbe una protezione totale – questa l'obiezione di Marchi – e il rischio sarebbe quello di chiudere con i sigillanti e poi scoprire che sotto si formano comunque carie, per cui bisogna togliere tutto e fare un'otturazione. Insomma, “se il bambino fa una buona pulizia dei denti, la sigillatura dei molari non è così indispensabile”. Meglio, secondo lui, visite e controlli regolari dal proprio dentista.