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Salute

Una sana casa per il bambino: pulizia, temperatura e umidità ideale per la salute dei nostri figli

Di Simona Regina
termosifone

04 Dicembre 2017 | Aggiornato il 05 Dicembre 2018
Per salvaguardare la salute, l’ambiente e il portafoglio, il consiglio è di abbassare la temperatura dei termosifoni. Ma restare al calduccio in casa non è la soluzione ideale per evitare i malanni di stagione.

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Con l’arrivo dell'autunno e dei primi freddi, ecco i malanni di stagione pronti a colpire. E a volte, pur di evitare raffreddore, tosse, mal di gola e influenza, la tentazione è di far stare il più possibile bambini e bambine al calduccio in casa. In realtà però anche quando le temperature si abbassano, bisognerebbe evitare di trascorrere tutto il giorno al chiuso: in fondo se ben coperti, il freddo non fa male ai bambini. Fa più male il caldo eccessivo degli ambienti chiusi dove i virus che attaccano le vie respiratorie prolificano e si diffondono con maggiore facilità. Allora, via libera a passeggiate all’aperto e ai pomeriggi nel parco-giochi. E occhio al termostato.

 

Temperatura in casa

 

Per salvaguardare la salute, l’ambiente e il portafoglio, il consiglio è di abbassare la temperatura dei termosifoni. L’ideale? Sia a casa che a scuola la temperatura interna ideale è 18-20 gradi.

Lo ribadisce anche la Società italiana di igiene che, nell’ambito delle strategie per migliorare la promozione della salute nelle aree urbane, ha stilato alcune raccomandazioni per la “casa sana, sicura e sostenibile”. A tal fine suggerisce anche di favorire un regolare ricambio d’aria (pari a 0,5 vol/h), perché far entrare aria fresca in una casa migliora la salute respiratoria.

“Troppo caldo fa male – ribadisce Mario Canciani, responsabile del Servizio di allergologia e pneumologia della Clinica Pediatrica dell’Università di Udine - : secca le vie aree, irrita i bronchi e favorisce il passaggio dei microbi da una persona all’altra, perché più la temperatura ambientale si avvicina a quella del nostro corpo più i microbi vivono bene. Ecco perché anche nelle scuole le temperature non dovrebbero essere troppo elevate”.

 

Umidità in casa

 

Troppa umidità aumenta il rischio di sviluppare malattie respiratorie e allergiche, come quelle da acari e muffe. Allora per ridurre l’umidità in casa e mantenerla al valore ideale (60%), il consiglio è:

 

  • aprire le finestre almeno mezz’ora al giorno (soprattutto dopo aver cucinato e fatto la doccia)
  • evitare di stendere i panni dentro casa
  • accendere la cappa mentre si cucina

 

“E se la casa è umida per sua natura (per esempio se si vive in zone molto piovose…) si consiglia l’uso del deumidificatore” precisa Canciani. Che ribadisce: “limitate invece l’uso dell’umidificatore a quando si è raffreddati, perché muffe e acari aumentano all’aumentare  dell’umidità. E se volete tenere sott’occhio il valore dell’umidità relativa che avete in casa potete usare l’igrometro”.

 

"Chi non è allergico - aggiunge - può mantenere umidità più elevate, specie quando presenta qualche infezione respiratoria. In ogni caso, conviene eseguire lavaggi nasali con soluzione fisiologica o iperfisiologica (con più sale), che idratano molto bene le mucose delle vie aeree alte e basse".

 

Pulizia in casa

 

Occhio anche alla pulizia. La polvere che inevitabilmente si accumula sulle superfici può veicolare allergeni e inquinanti, che possono causare allergie e stati asmatici e indebolire le vie respiratorie.

“Tra gli allergeni, per esempio, entrano in casa portati dalle suole delle scarpe le spore fungine di Alternaria che possono causare asma, con crisi anche molto gravi”. Oltre alla buona abitudine di togliersi le scarpe quando si entra in casa, è importante dunque spolverare (meglio se con panni che assorbono la polvere) e passare l'aspirapolvere.

“Usate però aspirapolveri con filtri HEPA, perché riescono a catturare anche le particelle più fini e non le ritrasmettono nell’ambiente”. Canciani infatti ricorda che “dall’esterno riescono a entrare in casa, anche con le finestre chiuse, le polveri ultrasottili che sono gli inquinanti più cattivi perché arrivano nei bronchi e nel sistema cardiocircolatorio”.

Altri inquinanti che dimorano nelle nostre case invece siamo noi a produrli: “per esempio cucinando con il gas, se fumiamo all’interno e quando usiamo alcuni prodotti per la pulizia” afferma il medico.

Per avere più facilmente la meglio contro la polvere, meglio rinunciare a moquette e tappeti.
Per avere meno inquinanti in casa, meglio cucinare con fornelli elettrici o a induzione e vietato fumare.

Polvere a parte, è importante ventilare l’ambiente (con l’accortezza, se si vive in zone molto trafficate, di farlo nelle ore in cui c’è meno traffico). Avere una buona aria in casa aiuta le vie respiratorie: quindi divieto assoluto di fumare in casa. Il fumo di sigaretta e l'inquinamento dell'aria indeboliscono le difese delle vie respiratorie, rendendole più vulnerabili alle infezioni (oltre che al tumore al polmone).

 

Attenzione però al “pulito troppo pulito”, altrimenti il sistema immunitario dei bambini non si rafforza: in altre parole l’esposizione ai microbi serve per regolare il sistema immunitario. “Il troppo pulito fa male, perché sembra che più veniamo a contatto con lo sporco, più il nostro corpo si attrezza a fronteggiare virus e batteri e sembra dimenticarsi delle allergie. E poi sono proprio alcuni prodotti comunemente usati per la pulizia a rilasciare sostanze inquinanti per il nostro sistema respiratorio, per esempio la formaldeide”.

Questo però non significa che bisogna trascurare l’igiene: ricordatevi per esempio di far sempre lavare le mani ai bambini prima di mangiare.