Vaccinazioni

Vaccini obbligatori: per le Asl potrebbe essere il caos

Di Irma Levanti
calendariovaccinale.600
30 maggio 2017
Il decreto legge sulle 12 vaccinazioni obbligatorie dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno scolastico, ma non è affatto detto che i centri vaccinali riescano a soddisfare in tempo tutte le richieste.

Il decreto legge che alza da 4 a 12 le vaccinazioni obbligatorie in Italia deve ancora essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, ma si comincia a pensare a come renderlo operativo. E da qui a settembre - e oltre - nelle Asl potrebbe essere il caos.

 

La nuova legge impone le 12 vaccinazioni in questione ai bambini che devono iscriversi a nidi e materne, pena il divieto di frequentare. Per elementari, medie e biennio delle superiori la mancata vaccinazione comporta il pagamento di una multa (da 500 a 7500 euro) e il rinvio dei genitori all'Asl, che li inviterà a vaccinare i figli e, in caso di ulteriore rifiuto, potrà contattare il Tribunale dei minori.

 

 

 

Siccome il decreto entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico - 2017/2018 - da più parti ci si chiede se le nostre Asl saranno davvero in grado di far fronte a questa massa di vaccinazioni, o non finiranno piuttosto nel caos. Anzi: questa è proprio una delle obiezioni principali mosse alla legge, che sembra stabilire una serie di condizioni senza preoccuparsi della loro concreta fattibilità.

 

Il problema è serio: da una parte ci sono meningococco B e varicella: due vaccinazioni introdotte solo da quest'anno nel calendario vaccinale, per le quali dunque i bambini nati prima del 2017 non erano coperti e sono dunque più o meno tutti da vaccinare (a parte quelli che avevano fatto questi vaccini volontariamente, ma sono pochi). Dall'altra ci sono vaccinazioni come il morbillo, inserite da tempo nel piano vaccini, ma che alcuni genitori hanno deciso di non far fare ai propri figli. Secondo una stima pubblicata su Repubblica, sarebbero 800 mila i bambini di materne, elementari, medie e superiori non in regola con l'antimorbillo.

 

Ovviamente la situazione varia da regione a regione con il variare delle coperture vaccinali, ma in generale il carico di lavoro sarà praticamente impossibile da smaltire entro settembre, se i Centri vaccinali - in molti casi perennemente sotto organico - non riceveranno qualche aiuto extra. Il banco di prova è stato il boom di richieste per la vaccinazione contro il meningococco, che si è verificato nel corso del 2016, portando in molte Asl a liste d'attesa di diversi mesi, o addirittura di un anno e più.

 

Francesco Ripa di Meana, presidente della Federazione di Asl e ospedali (Fiaso), per esempio, pensa a un coinvolgimento di medici di base e pediatri per far fronte alle vaccinazioni, anche se resta il nodo di dove trovare le risorse per questa operazione.

 

Insomma, non è detto che per l'inizio della scuola tutti potranno essere davvero in regola, anche se lo volessero. Per questo, si auspica che il testo definitivo del decreto tenga conto di queste difficoltà operative: per esempio, assicurando l'iscrizione a scuola anche se la vaccinazione è stata solo prenotata e non effettivamente eseguita.