Malattie esantematiche

Varicella nei bambini: sintomi e cura FOTO

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03 Marzo 2015
La varicella è una malattia infettiva che colpisce in gran parte i bambini  tra i 5 e i 10 anni. Si presenta con febbre non elevata ed esantema, che evolve in papule rosa, vescicole, pustole e in seguito croste. In genere, guarisce da sola nel giro di 7-10 giorni. Per il prurito possono essere usati antistaminici, per la febbre il paracetamolo. Il migliore modo per prevenire la malattia è la vaccinazione.
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Varicella: i dubbi delle mamme. Risponde la dottoressa Marta Luisa Ciofi degli Atti, epidemiologa dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

1. Che cosa si può fare per alleviare il prurito?
Se il prurito è molto fastidioso, soprattutto di notte, si può somministrare al piccolo, prima della nanna, un antistaminico. Oltre a lenire il prurito, previene le infezioni batteriche che si verificano quando i bambini si grattano molto.
 

2. Rimedi alternativi per lenire il prurito funzionano?
In farmacia si possono trovare delle polveri che danno un po' di sollevo. L'unica raccomandazione è di fare attenzione all'inalazione: soprattutto se i bimbi sono piccoli, potrebbero dare problemi respiratori.
 

3. Come vestire il bambino quando ha le pustole?
L'abbigliamento deve essere leggero, di cotone bianco e comodo. Un altro suggerimento è tenerlo in un ambiente non troppo caldo.
 

4. Il bagnetto si può fare?
Mantenere la pelle pulita e ben idratata è importante. Quindi sì al bagnetto, che però deve essere breve e fatto in acqua tiepida. Anche per lavare i capelli non ci sono controindicazioni.
 

5. Il sole fa male?
Finché ci sono le crosticine il bambino non deve assolutamente esporsi al sole. E anche dopo, quando le croste sono sparite, ma la pelle presenta ancora piccole lesioni, bisogna fare molta attenzione. La cosa migliore è proteggere il piccolo con creme solari a schermo fisico (sono quelle a pasta bianca che hanno un forte potere coprente) e tenere il bambino il più possibile al riparo con magliette a maniche lunghe e cappellino con visiera.
 

6. E se c'è un fratellino neonato?
Se il neonato è allattato al seno da una mamma che ha avuto la varicella, il piccolo per i primi mesi di vita è immunizzato. questa copertura sparisce dopo 5/6 mesi. Il consiglio è di usare qualche precauzione: se all'asilo del grande c'è in giro la varicella, non tenetelo troppo vicino al piccolo. In caso di contagio, non c'è da allarmarsi, ma sentire il pediatra e decidere se è il caso di somministrare un antivirale a base di aciclovir.
 

7. Ci sono cibi consigliati?
Non c'è una particolare dieta da seguire. Bisogna però tener conto che la varicella potrebbe dare inappetenza. Quindi il piccolo non va forzato a mangiare. Sono da evitare cibi acidi (come pomodori, arance...) che potrebbero irritare eventuali vescicole in bocca. Da preferire cibi freschi come yogurt, mozzarella...
Ma la cosa davvero più importante è far bere molto il piccolo: tanta acqua, ma anche succhi freschi per invogliarlo a bere.
 

8. Il vaccino immunizza per tutta la vita?
Sì, il vaccino dà copertura esattamente come la varicella che una volta fatta non si può ripetere.

 


 

Che cosa è la varicella?

 

 

E' una malattia molto contagiosa infettiva ed esantematica (che cioè causa sfoghi cutanei), causata dal virus Varicella zoster, della famiglia degli Herper virus. Insieme a morbillo, pertosse, parotite e rosolia è tra le malattie contagiose per l'infanzia.

 

 

Sintomi della varicella

 

 

Il periodo di incubazione della varicella può durare dalle 2 alle 3 settimane.

 

La malattia esordisce con febbre non elevata e lievi sintomi generali come mal di testa e malessere. Compare anche un esantema cutaneo. Per 4 - 5 giorni compaiono su testa, tronco, viso e arti delle piccole papule rosa pruriginose. Le papule diventano poi vescicole, pustole e alla fine croste, destinate a cadere.

 

 

Come si trasmette la varicella e quando è contagiosa

 

 

La varicella si trasmette soltanto da persona a persona. Il contagio avviene in due modalità:

  • per via aerea per mezzo di goccioline respiratorie presenti nell'aria quando una persona starnutisce o tossisce.
  • Tramite contatto diretto con le lesioni da varicella

La malattia è molto contagiosa soprattutto nei primi stadi dell'eruzione. La contagiosità inizia da 1 a 2 giorni prima della comparsa delle eruzioni cutanee e può durare fino alla scomparsa delle croste.

 

In generale si consiglia di isolare il paziente per evitare il rischio di contagio. E' raccomandato che i bimbi colpiti da varicella restino a casa da scuola almeno cinque giorni dalla comparsa delle prime vescicole.

 

Durante la gravidanza il virus può essere trasmesso al feto tramite la placenta.

 

 

Come si cura la varicella

 

 

Generalmente non si cura la malattia, ma, sotto consiglio medico, si cercano di alleviare i sintomi (febbre e prurito).

  • Per la febbre  può essere utilizzato il paracetamolo.
  • Per il prurito degli antistaminici.

I bambini con varicella non devono essere trattati con salicilati (aspirina).

 

Nei casi più a rischio di complicanze (adolescenti, persone con malattie croniche) si può ricorrere farmaci antivirali come l'acyclovir. La terapia antivirale non è raccomandata per i bimbi altrimenti sani.

 

 

Durata e complicanze della malattia

 

 

La varicella in genere è benigna e nei bambini guarisce in 7-10 giorni circa. Tende ad essere più aggressiva se contratta da adolescenti o negli adulti. 

 

Le complicanze sono rare nei bimbi sani e si verificano nella maggior parte nei neonati, negli adolescenti, negli anziani e nelle persone immunodepresse (persone affette da Hiv, persone sottoposte a chemioterapia o in cura per altre malattie). Possono accadere casi di infezioni batteriche delle lesioni cutanee, encefalite, polmonite, artrite, epatite. Tra gli adulti, una delle complicanze più frequenti è la polmonite.

 

L'infezione produce immunità permanente in quasi tutte le persone. Raramente la malattia si presenta due volte. Il virus però non viene eliminato dall'organismo, ma rimane latente nei gangli delle radici nervose spinali. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia (solitamente dopo i 50 anni) dando origine all'herpes zoster, noto come "fuoco di Sant'Antonio".

 

 

Vaccino per la varicella e prevenzione

 

 

Dal 1995 è disponibile un vaccino, costituito dal virus vivo attenuato.  Alcuni Paesi, tra cui gli USA, raccomandano la somministrazione a tutti i bambini nel secondo anno di vita.

 

Il vaccino è efficace al 95% nella prevenzione delle forme di varicella moderate e gravi, al 70-85% nella prevenzione delle forme lievi.

 

La vaccinazione è sicura e ben tollerata e viene effettuata in una sola dose nei bimbi tra i 12 mesi e i 12 anni, in due dosi per chi ha più di 12 anni. E' consigliata negli adulti e negli adolescenti che ancora non hanno contratto la malattia. E' indicata anche per le donne in età fertile che non hanno avuto la varicella, per evitare l'infezione in gravidanza e i conseguenti danni al bambino. 

 

Il modo migliore per prevenire la malattia è la vaccinazione. Prima che esistesse, negli Stati Uniti circa 4 milioni di persone all'anno si ammalavano di varicella. Di queste, 10.600 venivano ricoverate in ospedale e tra le 100-150 morivano. Nonostante solo il 5% dei casi di varicella riguardava gli adulti, il 35% dei morti erano proprio adulti.

 

Fonte: Istituto superiore della sanità , Immunizationinfo.com e Centers for Disease Control and Prevention (CDC)