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Se la febbriciattola non passa ... Attenti allo streptococco!

streptococco

05 Novembre 2010 | Aggiornato il 29 Gennaio 2018
All'inizio pensi che sia il solito raffreddamento: un po' di febbre, un po' di mal di gola. Però passano i giorni e tuo figlio continua a essere stanco, inappetente, con le occhiaie e sembra aver perso la sua solita vivacità. Persiste anche una febbriciattola a 37-37,5. Potrebbe avere un'infezione da streptococco

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Mal di gola e febbre: sarà la solita influenza di stagione o il solito raffreddamento. Invece no: tuo figlio non ne esce. Passano i giorni e lui continua a essere visibilmente stanco, con le occhiaie, inappetente, debole, gli fanno male le gambe, ha mal di testa, ha ancora un po' di mal di gola. Soprattutto, ha una febbriciattola (37,2-37,5) che non se ne va.

E allora? Potrebbe avere un’infezione da streptococco. Niente panico: l’importante è diagnosticarlo con il tampone faringeo e analisi del sangue adeguate, assumere l’antibiotico specifico e non avere fretta. L’infezione andrà via quasi subito, ma per la ripresa (con fermenti lattici e ricostituenti vitaminici) ci vorrà anche qualche settimana.

Che cos’è lo streptococco “Lo Streptococcus Pyogenes, oppure streptococco β emolitico gruppo A, è il principale batterio che causa faringite” esordisce Susanna Esposito, professore associato di pediatria e responsabile dell’U.O.S. (Unità Operativa Semplice) di infettivologia pediatrica della clinica De Marchi di Milano. “Va specificato però che nella maggior parte dei casi la faringite ha origine virale e solo nel 30% dei casi può essere provocata dal batterio. Ciò significa che non bisogna pensare allo streptococco ogni volta che il bambino ha mal di gola e febbre”.

I sintomi Sono piuttosto generici: mal di gola, difficoltà a deglutire, inappetenza, stanchezza, febbre che raramente supera i 38°, ingrossamento dei linfonodi del collo. Talvolta possono comparire le classiche placche alla gola, che però possono esser presenti anche in forme di tonsillite causate da adenovirus o nella mononucleosi.

Il contagio L’infezione si trasmette attraverso le vie respiratorie ed il bambino è contagioso nei due giorni precedenti la comparsa della febbre fino al giorno successivo all’inizio della terapia antibiotica.

I bambini più colpiti La fascia d’età più vulnerabile è dai 3 ai 10 anni, mentre l’infezione da streptococco è rara prima dei tre anni, così come si assiste ad un calo dopo i 14 anni.

Come si diagnostica “Presentando sintomi simili a quelli che si osservano in faringiti causate da altre patogenie, è difficile identificare l’infezione streptococcica solo su base clinica” sottolinea Susanna Esposito. “Per confermare la presenza di Streptococcus Pyogenes, da alcuni anni i pediatri di famiglia hanno a disposizione un tampone rapido, che consente di effettuare il prelievo di essudato tonsillare in ambulatorio durate la visita e di conoscere l’esito dopo soli 5 minuti”.

Il test ha un’attendibilità molto elevata, ma non tutti i pediatri ne dispongono: in tal caso si ricorre al classico tampone faringeo da processare in laboratorio, che ha tempi di attesa di almeno 24-48 ore prima che si abbia un esito preliminare.

Come si cura Se la presenza dello Streptococco è confermata dal tampone, si deve instaurare una terapia antibiotica. Il principio attivo di prima scelta è l’amoxicillina, da assumere per 10 giorni. In alternativa, ci sono le cefalosporine di 2° o 3° generazione, da assumere per 5 giorni. Se invece la faringite è provocata da un’infezione virale, non occorrono terapie perché guarisce da sola.

I rischi se viene trascurato Nella stragrande maggioranza dei casi la faringite da streptococco ha un decorso benigno. Solo in una minoranza di casi può dare complicanze con forme acute, come ascessi tonsillari, con formazione di pus e febbre elevata; in circa 1 caso ogni 100.000, possono insorgere, anche a distanza di tempo ed anche in presenza di sintomi lievi, complicanze di tipo immunologico: una è la patologia reumatica, che può provocare conseguenze anche serie, come insufficienza delle valvole cardiache; l’altra è la glomerulonefrite, una patologia infiammatoria dei reni.

Quando il ritorno a scuola Se il bambino non ha febbre e sta bene, può riprendere l’asilo dopo 24 ore dal’inizio della terapia antibiotica. Ma conviene sempre aspettare qualche giorno in più per dar modo al bambino di rimettersi al meglio.

Che significa se a distanza di tempo risulta un ‘TAS’ positivo? TAS è una sigla che sta per Titolo Anti Streptolisinico. Se da un controllo sierologico, effettuato anche a distanza di tempo, emerge che i valori del TAS risultano ancora alterati, significa semplicemente che in passato il bambino ha contratto un’infezione da streptococco, niente di più. In ogni caso si tratta di un esame obsoleto, che non serve certo per identificare le cause della faringite.

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