Dalla cronaca

Bambini maltrattati a scuola, le paure dei genitori

asilobambini
16 Maggio 2013
La vicenda della scuola materna di Roma lascia tutti indignati e pieni di rabbia. Ai genitori una domanda sorge spontanea: che cosa si potrebbe fare per evitare episodi del genere? Inoltre emerge una paura inconfessata: come ci si può accorgere se qualcosa non va?
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Roma, arrestate due insegnanti per maltrattamenti ai bambini

Maltrattati e derisi, picchiati e umiliati in classe. Una maestra e la coordinatrice dell'asilo San Romano - scuola comunale per l'infanzia in via di San Romano 93, nel quartiere Portonaccio a Roma - sono state arrestate il 15 maggio dalla polizia per maltrattamenti e percosse a bambini di quattro anni. L'insegnante Franca Mattei, 63 anni, e la dirigente Maria Rosaria Citti, 57 anni, sono ora ai domiciliari per maltrattamenti e percosse: la prima per aver commesso i reati, l'altra per non averli impediti né denunciati. Leggi tutta la vicenda su principali quotidiani on line: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_maggio_15/maestre-asilo-domiciliari-2121143858097.shtml; http://www.lastampa.it/2013/05/15/italia/cronache/botte-e-insulti-ai-bimbi-all-asilo-arrestate-due-maestre-a-roma-Tp6p4Rq9kPAf6jXX3Yn94N/pagina.html; http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/15/news/botte_e_maltrattamenti_ai_bimbi-58858952/

 

Che cosa si può fare perché non succeda più una cosa del genere?

“Una visita psicologica, eseguita da specialisti come psicologi clinici e dell'età evolutiva dovrebbe essere effettuata obbligatoriamente su chi aspira ad insegnare e che dunque avrà che fare con dei bambini, che sono un 'materiale malleabile' pronto a risentire di eventuali comportamenti inappropriati da parte degli adulti punto di riferimento. L’esame dovrebbe ripetersi nel corso della carriera professionale,” dice la psicologa dell'età evolutiva Anna Oliveiro Ferraris dell'Università La Sapienza di Roma.

Altra necessità, secondo Oliveiro Ferraris, è quella di “aumentare i controlli e la sorveglianza nelle scuole, proprio alla luce dell'aumento di tali comportamenti violenti”. Episodi gravissimi, quelli verificatisi nella scuola romana, spiega quindi la psicologa, che “sicuramente avranno conseguenze pesanti sui bimbi oggetto dei maltrattamenti. La maestra è infatti vista come un sostituto della mamma, e subire violenze da tale figura crea una profonda insicurezza nei piccoli”.

Sulla stessa linea Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori. “Siamo alle solite e adesso decisamente non se ne può più. Il reiterarsi di crimini contro i bambini nelle scuole comincia a produrre una statistica tale da autorizzarci a parlare di vera e propria emergenza, che non può più essere affrontata se non preventivamente. Intervenire dopo, quando cioè il danno è stato prodotto, significa condannare i piccolini a un difficile e lungo processo di recupero dei danni psicologici subiti, semmai riusciranno a dimenticare del tutto”.

“Da anni l'Osservatorio sui Diritti dei Minori - dice il sociologo - propone una verifica psico-attitudinale annuale cui sottoporre gli insegnanti di ogni ordine e grado, non già per criminalizzare il corpo docente, che per la stragrande maggioranza è composto da professionisti seri e scrupolosi, bensì per sradicare le metastasi di un cancro troppo diffuso, che non sono poche. Eppure, la nostra proposta impatta sistematicamente con le logiche di soloni benpensanti che antepongono le ragioni di casta a quelle della tutela dei minori, oppure con ministri all'Istruzione decisamente inadeguati al ruolo”.

Quali possono essere le possibili reazioni di un bambino maltrattato?

“Il piccolo potrà innescare un comportamento imitativo, e dunque replicare le violenze subite sui coetanei, oppure potrà chiudersi in se stesso accettando in qualche modo il ruolo di vittima, pensando che ciò sia normale o colpevolizzandosi per l'accaduto,” dice la psicologa Oliveiro Ferraris.

Per evitare conseguenze psicologiche più gravi, spiega, “è fondamentale non fare sviluppare al bambino un'immagine di sé come 'vittima designata', immagine che potrebbe interiorizzare e 'protrarre' fino all'età adulta”.

La priorità è quindi intervenire immediatamente sui bambini coinvolti con progetti terapeutici di recupero ad hoc: “Si tratta di soggetti in una fase evolutiva, che possono dunque recuperare il danno subito, ma importante è intervenire subito”.

Quali potrebbero essere i possibili campanelli d’allarme per i genitori che qualcosa non va?

Vi sono dei 'campanelli d'allarme' nel comportamento dei bimbi che non andrebbero mai sottovalutati e che potrebbero essere un segnale di situazioni di disagio: dalle reazioni psicosomatiche ai tic nervosi, dai disturbi del sonno agli atteggiamenti ossessivi. Il problema, conclude la psicologa, “è che tali 'campanelli' non sono sempre notati, possono variare da bambino a bambino e risultare difficili da decifrare”.

Come superare la paura che possa accadere ai nostri figli?

“Con la consapevolezza che il male esiste (e che purtroppo non sempre è facile riconoscerlo!), ma che per fortuna certe vicende orribili sono l’eccezione, non certo la regola” dice la psicoterapeuta Paola Scalari. “La stragrande maggioranza delle educatrici sono affettuose, comprensive e protettive, la stragrande maggioranza delle baby-sitter si prendono cura dei bambini che vengono affidati loro con amore e dedizione. Sono tali pensieri positivi a restituirci la fiducia verso un mondo che non è così cattivo come certe notizie potrebbero farci credere”. Leggi tutto l’articolo https://www.nostrofiglio.it/il-bambino/nido-nonni-tata/fatina-o-lupo-cattivo.html

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