Salute

Influenza A e stagionale, facciamo il punto

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25 Gennaio 2010
L'epidemia di influenza A che si è avuto tra metà ottobre e metà dicembre appare in fase calante. In genere però i mesi di gennaio e febbraio sono quelli in cui i virus influenzali si diffondono maggiormente. Un aggiornamento della situazione per le donne incinte e i bambini.
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E’ da un po’ di tempo che non si sente più parlare dell’influenza A. Pericolo scampato, forse? O semplicemente i media si sono messi in stand-by, pronti a bombardarci a breve con l’arrivo dell’influenza stagionale? Lo abbiamo chiesto a Antonio Clavenna, ricercatore presso il Laboratorio per la Salute Materno Infantile - Istituto Mario Negri di Milano.

“Effettivamente è da un po’ di tempo che il quadro si mantiene stabile. La fase epidemica dell’influenza A si è avuta tra metà ottobre e metà dicembre, con un picco verso metà novembre, dopodiché si è registrata una graduale diminuzione delle persone ammalate. In base ai dati che settimanalmente vengono forniti dal CNESP (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) dell’Istituto Superiore di Sanità, la frequenza di visite dal medico di famiglia per sindromi influenzali si è assestata.

Statistiche alla mano, sappiamo che nelle ultime settimane si sono recate dal dottore accusando i sintomi tipici dell’influenza circa 70-80 mila persone (alla settimana), contro le 773.000 registrate a metà novembre. Insomma, pare che l’epidemia sia in fase calante”.

L’influenza stagionale è già arrivata? “Non possiamo affermarlo con certezza poiché occorrerebbero esami virologici che di prassi non vengono eseguiti e poi non c’è una particolare differenza di sintomi tra le due influenze, ma per il momento i casi in circolazione sembrano essere dovuti ancora alll’H1N1. Può anche darsi che a volte si tratti di altri virus più banali e non di influenza vera e propria.

D’altro canto, da sempre i mesi di gennaio-febbraio sono quelli in cui si diffondono maggiormente i virus influenzali, anche se generalmente la diffusione incomincia da metà dicembre. Insomma, pare che il virus stagionale sia un po’ in ritardo.

C’è il timore che i due tipi di virus influenzali si ‘coalizzino’ dando luogo ad una forma virale più temibile? E’ improbabile, perché nelle nazioni dell’emisfero australe, dove la stagione invernale è già trascorsa, la maggior parte delle infezioni è stata causata dall’influenza A mentre la stagionale non si è quasi vista, a quanto pare perché l’H1N1, essendo più forte, evita al virus stagionale di circolare. A conforto di questa teoria intervengono gli esperimenti di laboratorio: si è visto che nelle cavie in cui sono stati inoculati entrambi i virus, quello più resistente era il virus A, mentre l’altro dopo pochi giorni già non c’era più.

Quali caratteristiche avrà l’influenza stagionale di quest’anno? Si tratta di virus già circolati nelle passate stagioni e questo lascia presupporre che si dovrebbe trattare di una forma relativamente leggera. Inoltre il fatto che sia in ritardo rispetto alla tabella di marcia è un elemento rassicurante in più: di solito quando arrivano più tardi si presentano in una forma poco aggressiva.

I consigli per prevenire e combattere l’influenza, sia H1N1 che stagionale, sono sempre gli stessi? Sì. Come prevenzione, valgono le solite regole igieniche, come lavarsi frequentemente le mani, mettere il fazzoletto (usa e getta) davanti al naso e la bocca mentre si tossisce o si starnutisce e buttarlo subito dopo l’uso, cercare se possibile di evitare il contatto con persone ammalate.

Se ci si ammala, è opportuno restare a casa, per non aumentare il rischio di complicanze ed evitare di diffondere il contagio.

Se viene la febbre, l’unico farmaco da utilizzare, anche per bambini e donne incinte, è il paracetamolo, ma solo se la febbre supera i 38,5°, altrimenti è poco utile se non dannoso, visto che la febbre rappresenta una forma di difesa dell’organismo e, entro un certo limite, non è bene abbassarla con i farmaci. Leggi anche Farmaci in gravidanza e Farmaci durante l'allattamento

Che fine hanno fatto i vaccini? La campagna vaccinale contro il virus H1N1 è ancora in corso, anche se numero di persone che si sono vaccinate è decisamente inferiore alle previsioni (addirittura solo il 12% delle categorie a rischio). Le cause sono molteplici: la principale è che l’influenza è arrivata prima dei vaccini, per cui molti non hanno fatto in tempo ad effettuare la profilassi, inoltre si è avuta la percezione che si trattasse di un’infezione più lieve di quel che si era paventato in un primo momento, cosa che poi è stata fortunatamente confermata dai fatti.

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