Lavoretti vietati

Niente lavoretti per la festa della mamma e del papà: "Solidarietà per chi ha perso un genitore"

Di Niccolò De Rosa
lavoretti
01 Marzo 2016
Sta facendo discutere la scelta della materna di Ozzano Emilia, la quale ha provveduto a vietare lavoretti per le feste della mamme e del papà. La solidarietà nei confronti di quei bambini che hanno avuto un lutto, è la motivazione, ma c'è chi contesta: "picconata all'istituto della famiglia!"
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Un lutto in tenera età, se non affrontato con le dovute precauzioni, può segnare profondamente la crescita di un bambino. Sta agli adulti facilitare il cammino per metabolizzare questa delicata situazione e talvolta le scelte intraprese possono far discutere. (Leggi anche: come spiegare un lutto ai bambini)

È il caso della materna Don Milani, a Ozzano Emilia (BO), che per solidarietà nei confronti di quei bimbi che hanno perso un genitore, ha disposto di non eseguire i consueti lavoretti per le feste della mamma e del papà

 

«Le insegnanti della scuola dell’infanzia hanno ritenuto opportuno, nel rispetto di tutte le situazioni familiari, non realizzare per la festa della mamma e del papà lavoretti personalizzati»

 

Questo il volantino distribuito nella classi della scuola materna e degli istituti Girotondo e Gnudi, condiviso dal collegio docenti e dal dirigente Luca Prono, che ha voluto chiarire come questa scelta sia totalmente estranea a qualsiasi logica politica o religiosa, ma dettata solamente dalla volontà di non mettere in ulteriore disagio alcuni bimbi che potrebbero sentirsi ulteriormente diversi.

 

Le reazioni, tra favorevoli e contrari

 

L'Amministrazione comunale, nella persona del sindaco Luca Lelli, si è mantenuta neutrale in merito all'iniziativa, anche se si sarebbe preferito un tipo di comunicazione più diretta ed esaustiva rispetto ad una impersonale circolare scolastica. Favorevole invece l'assessore alla scuola Marika Cavina («scelta di sensibilità, sono altri i problemi importanti»).

 

È di tutt'altro avviso la sezione provinciale di Fratelli d'Italia la quale, appoggiata da alcuni genitori dispiaciuti dall'idea di non vedere i propri figli alle prese con questi momenti di creatività, vede nel provvedimento una negazione dei diritti dell'infanzia: «È l’ennesima picconata all’istituto della famiglia . I bambini non sono più soggetti deboli da difendere proprio nell’enclave della serenità familiare, protetti da mamma e papà. Ma sono trattati come gli adulti. Oggetti del desiderio, talvolta, confuso con l’amore e con i diritti. Ma i bambini non sono oggetti, sono soggetti. Così come i genitori che li difendono e proteggono dal mondo esterno. W le mamme e W i papà quindi! Anche e soprattutto quelli che sono volati in cielo e da lassù vegliano sui loro figli».