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Educazione e scuola

Non vuole andare all'asilo

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03 Novembre 2011 | Aggiornato il 13 Settembre 2018
A scuola è ubbidiente, educato, rispettoso delle regole e pende dalle labbra della maestra; a casa, tutto il contrario. Per capire meglio quali sono le armi che le educatrici utilizzano in classe abbiamo intervistato tre maestre di scuola materna che fanno riferimento a tre diverse discipline pedagogiche: quella tradizionale, quella steineriana e quella montessoriana.

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“Il momento del distacco è sempre molto delicato” dice Ilaria Violi, maestra della scuola d’infanzia Rossello di Milano “e non è nemmeno vero che un bambino che ha frequentato l’asilo nido è agevolato nell’inserimento alla scuola materna, perché ci sono routine diverse.

Innanzitutto la mamma si deve dimostrare decisa nel salutarlo affidandolo alla maestra, perché il bambino avverte immediatamente la tensione della madre. Se poi il problema persiste suggerisco di coinvolgere il papà o un nonno nell’inserimento o nell’accompagnamento a scuola: ho vissuto l’esperienza di casi del genere che si sono risolti con grande facilità in questo modo, proprio perché il bambino e la mamma avevano un legame troppo fisico con la mamma ed entrambi non riuscivano a staccarsi”.

“La ritualità dei gesti è fondamentale per dare fiducia al bambino, e così anche il percorrere la stessa strada per recarsi all’asilo tutte le mattine è un modo per infondergli sicurezza e certezza che si sta andando in un luogo dove troverà tranquillità, affetto e accudimento e non vivrà eventuali traumi al momento del distacco” commenta Pina Faleni dell’asilo Rudolf Steiner di Milano

“Se invece un bambino fa fatica a staccarsi dalla famiglia significa che non è pronto ad affrontare l’asilo: non a caso il metodo Steiner fino a qualche decennio fa ammetteva alla scuola materna i bambini di 4 anni perché questa è l’età in cui hanno raggiunto la maturità per affrontare la comunità e iniziare a staccarsi dall’ambiente familiare. Ora abbiamo abbassato l’età a 3 anni per motivi legati ai problemi della società attuale (per esempio la mamma che lavora), ma se un bambino incontra serie difficoltà nel distacco suggeriamo di rimandare l’iscrizione”.

“Se al mattino diventa difficile il distacco” spiega Eleonora Vitrugno, maestra della Casa dei Bambini Maria Montessori di via Arosio a Milano “cerco di invitarlo a entrare attraendolo con qualche attività che so potrebbe piacergli: per esempio andiamo a prendere un libro dalla biblioteca della scuola e poi lo leggiamo, oppure gli preparo il giorno prima un lavoro che so potrebbe interessargli e al momento dell’accoglienza glielo comunico, oppure a volte cerco di farlo sorridere per attenuare l’ansia che a volte i bambini mostrano al momento dell’ingresso a scuola. Ai genitori spesso suggerisco di portare da casa un pupazzo o un libro a cui il bambino è particolarmente legato, per poi leggerlo o giocare in classe con i compagni”.

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