Scuola

Scuola pubblica e i principali metodi didattici

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08 Settembre 2014 | Aggiornato il 01 Settembre 2016
Montessori, Waldorf-Steiner e Reggio Emilia Approach: tre metodi pedagogici storici che rendono il bimbo protagonista dell'apprendimento e della sua crescita
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La scuola pubblica di oggi, e i programmi ministeriali dei diversi cicli di istruzione fanno riferimento a un complesso mix di 'ingredienti', non a un unico metodo o teoria.

 

Di fatto, la lezione pedagogica del Novecento, che segna una stagione di profondo rinnovamento, ha contribuito a 'modellare' le fondamenta dell'attuale impianto scolastico. Accanto alle nuove tendenze metodologiche e didattiche, infatti, le scuole pubbliche nazionali raccolgono (e interpretano) ancora oggi lo spirito delle innovazioni del '900.

 

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Un'eredità storica importante

 

 

Nel corso del Novecento, tra teoria e pratica sociale, la pedagogia si rinnova in modo radicale. E' decisivo il suo passaggio da disciplina 'unica', con un impronta soprattutto filosofica, a scienza dell'educazione, in cui diversi saperi (dalla biologia alle varie scienze umane) si incrociano.

 

Quasi di pari in passo, i grandi cambiamenti della società aprono la scuola alle masse (per la prima volta, in questo secolo, gradualmente, l'alfabetizzazione non è più appannaggio di pochi). In particolare, l'istituzione scolastica assume il valore-chiave di strumento di democrazia - fondato sul primato del 'fare' - per la nuova corrente pedagogica dell'Attivismo.

 

A livello internazionale, tra le voci più forti è l'educazione attiva che segna una vera rivoluzione ed esercita un grandissimo influsso sulle pratiche quotidiane scolastiche. Al centro di questo nuovo approccio, c'è il bambino, i suoi bisogni e capacità, e il fare prima del conoscere: tutto ciò ha lasciato tracce nella scuola contemporanea e nella pedagogia attuale.

 

In particolare, il pensiero dell'americano John Dewey (1859-1952), filosofo e pedagogista, ha influenzato in larga misura l'educazione moderna e i programmi scolastici.

 

Secondo l'autore, la scuola deve seguire gli stadi dell'età evolutiva, rispettando le caratteristiche di ogni tappa, e le esperienze vitali e personali del singolo (l'opera Scuola e società, è il modello-manifesto del cambiamento).

 

Ancora oggi, l'impianto scolastico si basa proprio su questa idea dell'apprendimento graduale da parte del bambino (Dewey parla di 'scuola progressiva', dove si sviluppano nuove competenze a partire da quelle apprese in famiglia e nel contesto in cui vive).

 

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Scuola pubblica: uno sguardo tra passato e presente

 

 

Le linee guida della scuola pubblica, dunque, accolgono (e mescolano) la lezione di diverse teorie e pratiche pedagogiche nelle indicazione dei diversi cicli e dei loro obiettivi.

 

Tuttavia, a livello locale, soprattutto nel privato, è invece possibile rintracciare nidi e scuole dell'infanzia, che privilegiano una specifica visione educativa.

 

In ogni caso, si tratta di realtà piuttosto circoscritte ed è impensabile 'mapparle'.

 

Tra i metodi educativi, invece, ancora oggi più diffusi, spetta un posto di primo piano a quello di Maria Montessori, presente in Italia e nel mondo.

 

Altrettanto noto è anche l'approccio educativo elaborato da Rudolf Steiner, più o meno nello stesso periodo.

 

Infine, oggetto di studio e ricerca in moltissimi paesi, anche se più recente, è il Reggio Emilia Approach di Loris Malaguzzi nato nelle scuole comunali di Reggio Emilia.

 

Scopriamo insieme le caratteristiche di questi 3 diversi metodi storici, ancora oggi presenti nella loro versione più 'pura', vicina alle indicazioni degli studiosi che li hanno messe a punto.

 

 

Ecco i metodi educativi più importanti: 

 

Metodo Maria Montessori

Metodo Waldorf-Steiner

Metodo Reggio Emilia Approach

 

 

 

Riferimenti bibliografici/ Per saperne di più:

 

 

F. Cambi, Le pedagogie del Novecento, Laterza;

R. Massa, Istituzioni di pedagogia e scienze dell'educazione, Laterza;

J. Dewey, Democrazia e educazione, Sansoni

 

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