Salute

Attività fisica giornaliera: quanta ne serve per crescere sani?

Di Niccolò De Rosa
bambini-sport
08 Aprile 2016
L'OMS delinea le linee guida per una società maggiormente "in movimento". In generale bambini e giovani dovrebbero dedicare al movimento moderato o sostenuto almeno 60 minuti ogni giorno, mentre gli adulti dovrebbero praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica di tipo aerobico a in­tensità moderata
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«Praticare livelli adeguati di attività fisica è condizione necessaria allo sviluppo di basilari capacità cognitive, motorie e sociali, nonché alla salute dell’apparato osteo-muscolare in età infantile. Tuttavia, i bambini e gli adolescenti passano le loro giornate in modo sempre più inattivo, essendo diminuiti gli spazi e le occasioni per praticare in modo sicuro e attivo gioco, svago e trasporto, e si dedicano sempre di più ad attività ricreative sedentarie come le attività con l’uso di schermi».

 

Inizia così il paragrafo dedicato allo sviluppo corretto di bambini e adolescenti stilato dal Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti, per conto dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel quadro internazionale della "Strategia per l'attività fisica OMS-2016-2020" per l'Europa.

 

PROBLEMATICHE E OBIETTIVI: che cosa significa muoversi poco

 

Lo studio vuole attirare l'attenzione delle istituzioni (nonché della gente comune) sulle problematiche causate dall'inattività fisica, che in molti casi contribuisce all'insorgere di patologie e carenze psicofisiche (ipertensione, difficoltà respiratorie ecc...), e proporre un piano strutturato per incentivare le varie fasce d'età del tessuto sociale europeo allo svolgimento di un'adeguata dose di sport e movimento.

 

In generale infatti, gli adulti dovrebbero praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica di tipo aerobico a in­tensità moderata, mentre bambini e giovani dovrebbero dedicare al movimento moderato o sostenuto almeno 60 minuti ogni giorno.  

 

Le scuole sono importanti

 

Per lo Uisp, un ruolo chiave in questo senso spetterebbe alle scuole:

 

«Le scuole dovrebbero prevedere un numero adeguato di lezioni di educazione fisica, in linea con le indicazioni scientifiche in materia e sulla base delle buone pratiche adottate dagli Stati membri. Le lezioni dovrebbero integrare una varietà di attività e capacità, dalle nozioni in materia di attività fisica alla pratica della mobilità e del movimento, del lavoro di squadra e degli aspetti competitivi dello sport, affinché tutti i bambini e gli adolescenti possano apprezzare l’attività fisica a prescindere dalle inclinazioni personali o dal livello di preparazione sportiva, traendone pieno vantaggio per la salute».

Tra i ragazzi infatti, solo il 34% degli adolescenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni è fisicamente attivo ai livelli consigliati dal­le linee guida dell'OMS; occorre dunque un'intervento educativo deciso fin dai primi anni, in modo da abituare gli adulti di domani ad un approccio consapevole al proprio corpo e al suo mantenimento.

 

FONTE: Ansa.it, Uisp, Ufficio europeo OMS