BAMBINI E CAVALLI

Bambini e cavalli: tutti i benefici dell’andare al trotto insieme

Di Zelia Pastore
cavalliebambini
03 Ottobre 2019
L’equitazione aiuta a sviluppare equilibrio e senso motorio, ma anche il semplice contatto in stalla può far nascere un rapporto empatico con l’animale. Tutti i vantaggi del rapporto tra bambini e cavalli spiegati da un veterinario
Facebook Twitter More

Stare all’aria aperta, migliorare le proprie capacità motorie e instaurare un rapporto profondo con un altro essere vivente: sono alcuni dei vantaggi di far avvicinare i bambini al mondo dei cavalli. Come spiega il dottor Roberto Guadagnini, veterinario della clinica Zoolife di Mezzolombardo (Trento), questi animali sono in grado di creare uno speciale legame con chi si avvicina a loro e migliorare conseguentemente l’empatia dei loro fantini.

 

 

IL CAVALLO E IL BAMBINO: UN’AMICIZIA FIN DA PICCOLI

 

Secondo il dottor Guadagnini, prima si portano i bambini a “conoscere” il cavallo, meglio è. “Già verso i quattro anni un bimbo può trarre beneficio dall’incontro. Vedere un cavallo fa sempre un certo effetto, per le dimensioni dell’animale, per il suo odore particolare, per il modo che ha di camminare. Toccarlo suscita una grande emozione nei piccoli”.

 

Ovviamente bisogna essere accompagnati da un adulto che abbia dimestichezza con le scuderie e capti prontamente eventuali segnali di insofferenza: “I cavalli sono mansueti, ma a volte potrebbero non essere disposti al contatto. Se abbassano la testa e le orecchie all’indietro, meglio stare alla larga per evitare un morso. Mai “aggirare” un cavallo dalla parte della coda, perché vedendo una persona con la parte laterale dell’occhio potrebbe percepirla come una minaccia e sferrare un calcio. Bisogna invece restare sempre nel suo campo visivo”.

 

 

BAMBINI E CAVALLI, I BENEFICI: ELEGANZA E COORDINAZIONE

 

Per chi sceglie di avvicinarsi all’equitazione i vantaggi sono tanti. “Questo sport sviluppa soprattutto le cosiddette capacità somestesiche, che riguardano la percezione del proprio corpo nello spazio. Chi cavalca deve controllare ogni suo arto e sincronizzare i propri movimenti con quelli dell’animale”, illustra Guadagnini.

Non è un caso se le abilità dei fantini somigliano da vicino a quelle dei ballerini o di chi pratica ginnastica ritmica. “Servono un’eleganza e una coordinazione non indifferenti per montare un cavallo. L’equitazione favorisce così lo sviluppo psico-motorio, permettendo soprattutto ai bambini di acquisire una grande consapevolezza della propria fisicità. C’è chi arriva a un livello così elevato da cimentarsi nel volteggio, l’esecuzione di figura ginniche sulla groppa di un cavallo in movimento”.

 

 

CAVALLI, BAMBINI ED EMPATIA

 

Ma i vantaggi non sono solo a livello fisico: correre insieme permette la nascita di un rapporto molto intenso, in cui il bambino e l’animale entrano quasi in simbiosi. “L’empatia è così forte che durante la cavalcata essere umano e cavallo quasi si fondono in un unico movimento. Da questa perfetta coordinazione, già notata dai popoli antichi, nasce il mito del Centauro: nelle steppe asiatiche c’erano cavalieri così bravi da sembrare una cosa sola con il proprio destriero”. Una relazione speciale spesso non è visibile all’esterno, ma al bambino e al cavallo, con il tempo basterà uno sguardo per sancire la propria intesa.

 

 

BAMBINI A CAVALLO, LE ACCORTEZZE

 

Al contrario di cani e gatti, i cavalli non sono soggetti a particolari zoonosi, cioè le malattie trasmissibili da animale a uomo. I pericoli invece arrivano quando non si prendono le giuste precauzioni: “ I cavalli possono scalciare o mordere le persone vicine, ma anche afferrare con la bocca i capelli lunghi delle bimbe”, afferma il dottor Guadagnini.

Niente paura, però, l’importante è avere l’approccio giusto: “Avvicinatevi con cautela e stabilite gradualmente un rapporto di fiducia con il cavallo. Quando vi riconoscerà non vi farà mai del male”.

 

 

L'IPPOTERAPIA
Nell’ampio ventaglio di possibilità offerte della “pet therapy” figura anche l’ippoterapia, una pratica di contatto con un cavallo che può regalare grandi benefici. “L’ippoterapia va bene per tutti, ma è consigliata in particolare a bambini e persone portatrici di handicap. La relazione che si instaura fra i due soggetti, appaga sia l’animale che l’essere umano”, spiega il dottor Guadagnini. L’ippoterapia si svolge a livelli differenti di coinvolgimento. Si parte con l’interazione: la semplice presenza di un cavallo stimola i più ancestrali istinti di relazione in un bambino, che è attratto da questo corpo imponente, caldo e muscoloso. “Il beneficio poi aumenta quando si instaura una relazione: i due soggetti si annusano e si riconoscono, sviluppano un rapporto esclusivo che non si coglie dall’esterno. I vantaggi non sono solo dal lato umano: il cavallo non è un oggetto da utilizzare ma vive le emozioni che questo contatto gli trasmette”. L’importante, secondo il veterinario di Zoolife, è che questi incontri avvengano nella maniera più libera possibile: non bisogna forzare né il bambino né il cavallo, ma lasciare che la relazione si sviluppi in maniera indipendente dalla nostra volontà. Non mancano le possibilità per chi vorrebbe sottoporre i propri figli a sessioni di ippoterapia: “Ci sono parecchi centri specializzati, con personale preparato sulle dinamiche della terapia ed esemplari adatti al contatto con gli umani. Non è necessario possedere un cavallo: anzi, sconsiglio di acquistarlo con questo fine, meglio piuttosto recarsi in un centro”.
Come riporta il sito del Ministero della Salute, l'ippoterapia, o equitazione a scopo terapeutico, fa bene per numerosi motivi:
- “Perché il cavallo si muove alle varie andature con movimenti ritmici e per questo prevedibili, ai quali perciò è più facile adattarsi con i movimenti del corpo", si legge sul sito.
- "Perché il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo inteso come gestualità e, essendo un animale altamente sociale, è molto ricettivo verso tutti i tipi di comunicazione".
- "Inoltre, per andare a cavallo, alle varie andature, si impegnano numerosi gruppi muscolari e si coinvolgono vari campi della psicofisiologia e della psicomotricità”.
- "Perché è in grado di generare sentimenti ed emozioni intense; è ormai riconosciuto il valore del coinvolgimento emotivo nel processo di apprendimento".