PER I BAMBINI

Taekwondo per i bambini, perché farlo

Di Alice Dutto
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03 Marzo 2017 | Aggiornato il 05 Marzo 2018
Da quando iniziare agli esercizi da fare ecco un po' di cose da sapere su questo sport da combattimento, che ha molti benefici per il corpo e la mente. Forza bambini, proviamo il Taekwondo
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Imparare a stare con gli altri, a curare il proprio corpo e a difendersi, nel rispetto dell'avversario. Il Taekwondo è questo e molto altro. Si tratta di un'arte marziale, sport nazionale in Corea del Sud, che sta acquisendo sempre più praticanti in tutto il mondo. È uno sport da combattimento che combina tecniche di difesa personale e agonismo e che dal 2000 è presente anche alle Olimpiadi.

 

TAEKWONDO, L'ETÀ PER INIZIARE? 4 ANNI


«Il Taekwondo si può praticare a ogni età, sia da soli che in gruppo – spiega Lorenzo Tricoli della Federazione Italiana Taekwondo –. Di solito, si inizia a 4 anni con attività ludico-sportive. Si propongono dei giochi “allenanti”, come percorsi in cui i piccoli devono saltare e fare delle capriole, alzano un piede e provano a metterlo su un colpitore. La difficoltà degli esercizi proposti varia comunque a seconda della preparazione e dalle abilità dei bambini».

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All'inizio, i piccoli imparano i primi rudimenti del Taekwondo, ma soprattutto a stare insieme e a seguire una disciplina. «L'attività sportiva vera e propria comincia a 6 anni con tornei e attività dedicate. Poi si passa al gruppo di 8-9 anni e verso i 10 anni inizia l'attività agonistica. I cadetti A, tra i 12 e 13 anni, partecipano già a gare internazionali, come gli europei e i mondiali».

Nelle competizioni, i ragazzi vengono divisi per età, peso e colore della cintura. «Si inizia con la cintura bianca e poi gli insegnanti fanno degli esami, sulla base delle linee guida della Federazione, per passare di grado. L'ultima, la più importante, è la cintura nera».

I BENEFICI DEL TAEKWONDO

Tanti sono i benefici fisici e mentali del Takwondo. «C'è un miglioramento nella concentrazione, che può portare addirittura a un miglioramento delle performance scolastiche; ma anche nello stato fisico, soprattutto per quanto riguarda la circolazione sanguigna e l'aumento di massa muscolare a fronte di una riduzione di quella grassa».

In più, i bambini migliorano la loro capacità comunicativa, «Imparano a stare insieme agli altri ragazzi e a rispettare le regole. E poi possono sfogarsi e muoversi, liberando le loro energie, che spesso rimangono imprigionate tra la scuola e i giochi al computer».

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Inoltre, Taekwondo è uno sport sofisticato e non ciclico, «Richiede più impegno, ma dà anche più soddisfazioni. Se, ad esempio, porto mio figlio in piscina, non potrà fare molto di più che perfezionare i movimenti e farli più velocemente. Nel Taekwondo, invece, si sviluppano molto di più le capacità neurofisiologiche di un individuo, ma anche quelle legate alla coordinazione, alla reattività e alla velocità, perché è un'attività varia che prevede movimenti diversi ed elaborazione di strategie e tattiche da applicare nei combattimenti».

Il Taekwondo, poi, incide positivamente sulla capacità di affrontare le frustrazioni, perché insegna ad accettare le sconfitte.

 

LE PAURE DEI GENITORI


Per rassicurare i genitori sull'eventualità che loro figlio si faccia male, bisogna tenere in conto che «Imparare le tecniche del Taekwondo rende più consapevoli i ragazzi dei loro movimenti. Apprendono il modo giusto di colpire, ma anche di ricevere i colpi. Ogni parte del corpo, poi, è riparata da apposite protezioni. Certo, bisogna tenere in conto che ci sono i contrasti, ma la probabilità di farsi male è la stessa di qualsiasi altro sport di contatto, dal rugby al basket, al calcio». [Leggi anche: come scegliere la scuola di calcio]