Attività extrascolastiche

Yoga per bambini

yogabambini
02 Ottobre 2012 | Aggiornato il 21 Giugno 2016
Lo yoga è una pratica adatta a qualsiasi bambino, ma è soprattutto indicata per i bambini che fanno fatica a stare fermi, oppure che sono aggressivi, ansiosi, paurosi o con disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento.
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E’ una disciplina millenaria, eppure estremamente moderna e attuale, riconosciuta come una delle più complete per la salute del corpo, della mente e utile per sviluppare la conoscenza di sé e ritrovare una condizione di armonia psicofisica. Non solo: se seguita fin dalla più tenera età, può diventare uno strumento prezioso per la prevenzione e la cura di disturbi e disagi fisici e psichici.

Stiamo parlando dello yoga, una disciplina orientale la cui efficacia è riconosciuta anche dal mondo scientifico, che sta affermandosi sempre più anche nel mondo dei bambini.

 

 

Infatti lo stress, l’ansia, la depressione e la rabbia sono emozioni che colpiscono ora più che mai anche l’infanzia, e lo yoga i bambini e i ragazzi ritrovano la loro condizione originaria di benessere fisico e mentale, e la sua pratica li accompagna nella vita e li aiuta a crescere forti, centrati e sorridenti.

 

“Oggi siamo in un’epoca in cui il tempo e i ritmi del profitto sono modelli contrapposti ai tempi e ai bisogni umani, per questo lo yoga è una disciplina che, se seguita fin dalla più tenera età, può diventare uno degli strumenti più preziosi di prevenzione e cura di ogni malattia sia fisica che psichica” ci dice Francesca Franzini, maestra d’infanzia e ora insegnante di yoga specializzata per bambini a Milano (http://www.facebook.com/YogaBimbi).

Lo yoga migliora la concentrazione

 

“Lo yoga per i bambini non è uguale a quello per gli adulti perché i piccoli hanno bisogno di muoversi e divertirsi – spiega Francesca Franzini - è un’attività psicomotoria e spirituale che, con un approccio ludico, ha lo scopo di aumentare nei bambini la capacità di rilassarsi e contemporaneamente di concentrarsi meglio, di scoprire il proprio corpo, le proprie emozioni, i propri pensieri e la vita che è in se stessi e nel tutto per giungere a uno sviluppo armonico tra corpo, mente e coscienza”.

Il bambino conosce il proprio corpo …

 

“Il gioco combinato con lo yoga vuole insegnare al bambino a conoscere il proprio corpo, a svilupparlo in modo armonioso attraverso gli àsana (cioè le posizioni yoga), ma anche a fare propri alcuni principi che sono il fondamento dello yoga che sono “YAMA”, cioè non violenza, verità, onestà, controllo di sé attraverso la consapevolezza delle proprie emozioni, il non possedere, e “NIYAMA”, cioè l’accontentarsi, ovvero non volere ciò che hanno gli altri ma apprezzare ciò che si ha,” spiega ancora la maestra yoga.

… impara a respirare e rilassarsi

 

 

 

Attraverso lo yoga, quindi, il bambino ha la possibilità di entrare in contatto con la sua forza interiore, riuscire a mantenere l’attenzione, la concentrazione, scoprire e percepire un mondo misterioso e fantastico dentro di sé; imparare a respirare prendendo coscienza di questo atto vitale; migliorare forza, resistenza, equilibrio, coordinazione, flessibilità, e agilità; sintonizzarsi con le vibrazioni più sottili di tutto ciò che lo circonda; imparare a rilassarsi, conoscere e capire le emozioni e quindi sviluppare capacità di autocontrollo; riconoscere la bellezza della lentezza, della pausa e migliorare le capacità di relazionarsi e collaborare con il gruppo.

 

Una disciplina adatta ai bambini ipercinetici e ansiosi

 

“Lo yoga è una pratica adatta a qualsiasi bambino – dice Franzini - ma è sicuramente ideale per bambini ipercinetici, aggressivi, ansiosi, paurosi o con disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento. Infatti in questi anni molte scuole hanno introdotto lo yoga al loro interno (un protocollo ministeriale del 2007 consente l’insegnamento di questa disciplina nelle scuole, ndr) , notando che i bambini che hanno seguito questo percorso sono diventati più consapevoli e sensibili verso se stessi e gli altri (diminuendo nel tempo comportamenti come il bullismo). Certo, i risultati non sono immediati, ma nel corso di almeno un anno gli effetti sono tangibili”.

Lo yoga è consigliato dai tre anni

 

“I principi dello yoga si possono insegnare già dalla nascita, ma per questioni pratiche consiglio di cominciare a partire dai tre anni di età – consiglia la maestra yoga - quando il bambino già ha un minimo di autonomia nel muoversi e nel parlare o sapersi esprimere, e soprattutto ha già raggiunto, tramite l’inserimento nella scuola materna, l’indipendenza per stare sereno in un ambiente lontano dalla mamma. Anche per questo motivo consiglio sempre una lezione di prova”.

Una lezione-tipo di yoga per bambini

 

“Semplice: accolgo i nuovi “yoghini” con i tappetini disposti in cerchio,” continua Francesca Franzini. “Nel centro c’è la campana tibetana grazie alla quale pian piano s’impara a prendere il suono e a sviluppare maggior attenzione verso l’ascolto. Tramite una pedagogia del corpo, e come sempre tramite il gioco, si riescono ad assimilare i principi e valori di questa meravigliosa disciplina. Il momento del gioco, infatti è impostato in modo che non si crei alcuna competizione (non ci sono né vinti né vincitori), ma affinché si sperimentino l’aiuto e la collaborazione reciproca. Così facendo si impara ad alternare momenti di gioco: liberatorio, privo di costrizioni, senza troppe regole a momenti in cui si deve “solo” ascoltare…”

“Successivamente mostro alcuni àsana (cani, rane, leoni, gatti, serpenti e tanti altri animali) narrando una piccola storia che con un pizzico di immaginazione mettiamo in pratica prendendo in prestito le qualità di questi animali. Così facendo si liberano corpo e mente creando le prime sintonie di gruppo”.

 

Che cosa pensano i bambini dello yoga

Francesca, grazie anche alla sua formazione di insegnante che conosce la straordinaria importanza che assume il disegno, alla fine di un percorso ha chiesto ai bambini di disegnare se stessi mentre fanno yoga, e ciascuno ha commentato così le proprie sensazioni:

M. sei anni “Mi sento snodata e rilassata. Ho fatto il ritratto della palestra e me stessa seduta in loto sul materassino”.

E. nove anni “Mi sento allungato, elastico. Quasi sempre penso alla giungla quando faccio yoga”.

R. dieci anni “Mi sento felice, rilassato, snodato. Penso alla felicità, al mondo felice”.

V. nove anni “Lo yoga mi fa sentire concentrata e più elastica. Ho disegnato un uccello per essere più elastica e perché mi fa sembrare più libera, più piena di fantasia e più concentrata”.

A. 12 anni “Lo yoga mi fa sentire in pace con me stessa e con gli altri. Ho pensato all’amore che provo e alla dolcezza che devo dare alle persone che amo”.

B. 12 anni “Lo yoga mi fa sentire libera, colorata, felice e tranquilla. Ho disegnato un pappagallo perché è colorato, il sole perché mi sento felice, il vento perché mi sento libera, i fiori per la tranquillità”.

Insomma, momenti di calma si alternano a momenti allegri e spensierati dove è naturale scoprire la propria predisposizione per la gioia. Attraverso lo yoga i bambini entrano in contatto con la loro forza interiore, imparano a respirare prendendo coscienza di questo atto vitale, acquisiscono consapevolezza di sé e del mondo che li circonda, centratura e radicamento a terra; riconoscono la bellezza dei ritmi lenti e la gioia di vivere, e con all’acquisizione di queste nuove risorse crescono più forti, anche e non per ultimo rinforzano il loro sistema immunitario.

 

Alla fine: un mandala da colorare

“Talvolta per ricreare un momento di calma consegno a ognuno, generalmente a fine lezione, un mandala da colorare, cioè è una figura geometrica che aiuta ad incrementare la concentrazione, e ha un potere molto rilassante, e che poi i bambini possono portare a casa come ricordo o testimonianza del lavoro svolto. I mandala sono disegni (solitamente circolari e simmetrici) da colorare con calma e precisione,” continua Franzini.

I mandala “servono a imparare, a lavorare con pazienza, con ordine e senza fretta, per creare bellissime immagini molto piacevoli da guardare e riguardare. Bisogna scegliere un posto tranquillo e silenzioso, prendere dei colori e iniziare a colorare. Mentre si colora, bisogna cercare di rilassare la mente e non parlare con nessuno. Questo momento insieme a quello della campana tibetana sono molto rispettati e ricercati dai bambini”.

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