Fantasia

Come inventare storie con i bambini

Di Luisa Perego
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12 marzo 2020
Sei brava a raccontare storie? Storie che il tuo bimbo può inventare e cambiare insieme a te? Ti mostriamo come si fa. Leggi l'intervista a Rafik Schami, scrittore e vincitore di diversi premi letterari. Ci rivelerà alcuni trucchi per inventare storie semplici e simpatiche, perfette per i più piccini.

 

Inventare e creare storie per bambini

 

Come inventare una storia insieme al proprio bambino? Come inziarla?La trama? I personaggi? Lo svolgimento? E la fine?

Il pluripremiato inventore di storie "Rafik Schami" ha risposto alle domande della redazione di Eltern.de.

 

 

Come mai ai bambini piace così tanto leggergli una storia?

 

Perché è è un gioco! E ai bimbi piace immergersi in mondi fantastici. Soprattutto ai bambini piace quando in queste storie si usa il pronome in prima persona "IO":

 

 

Come si sceglie il tema della storia?

 

Scegliete storie che riguardano il vostro bambino:

  • amicizia,
  • avventura,
  • giochi
  • e sogni.

Cercate di vedere la storia dal punto di vista di un bambino e ignorate gli aspetti che interesserebbero a un grande.

 

 

Come si sceglie la trama?

 

Per esempio, potete andare avanti alternandovi. Potete inventare, a turno, una frase o una sezione. Ma prima ancora, dovete rendere la storia "personale": potrebbe esservi d'aiuto. Scegliete personaggi direttamente dal luogo dove il vostro bambino vive: una pianta, un animale, il suo pupazzo preferito... continuate a cambiare personaggio, fino a quando non troverete quello che più piace al vostro bambino.

 

 

Il racconto può essere personale?

 

Naturalmente! Potete prendere voi stessi come esempio e creare una specie di caricatura. Se il vostro bimbo ride, avete vinto! E siate coerenti con il personaggio che avete creato. Per esempio: la piccola sabina era piccina, bionda, con lunghi capelli e un grande orecchio sporgente.

 

 

L'elemento fantastico e l'esagerazione quindi sono importanti?

 

Non è necessario. Ma si può ridere su di esso. Ai bambini piacciono le imperfezioni, rendono un personaggio più umano, più caldo: più vicino al bambino. A chi piacerebbe una principessa con un bel nasino e semplicemente perfetta? Sarebbe troppo angelica e non divertente. Ma ogni bambino ride quando racconto: "Il mio amico, quando era bambino, aveva dei piedi così grandi, ma così grandi... che aveva bisogno di allungarli fuori dalla finestra per poter dormire".

 

 

 

Come si inizia una storia

 

La soluzione migliore è fare iniziare il bambino. Ha una fervida fantasia, senza freni.

 

Ma come faccio a farlo iniziare?

 

Mostrando curiosità. Mostrate interesse per i suoi pensieri: le parole gli usciranno di bocca senza problemi. Ma attenzione: non rimarcate troppo il fatto che state ascoltando. I bambini lo capiscono e questo uccide la loro creatività.

 

 

 

Perché è importante per i bambini raccontare storie?

 

Perché è come per uno scultore essere circondato da pietre. Raccontando una storia il bimbo scopre come usare le parole, i suoi pensieri prendono forma. Se un bambino ascolta una storia, ma non apre bocca, ha poche possibilità di affinare le sue doti linguistiche.

 

Quanto deve durare una storia?

 

Per bimbi sotto i sei anni, non più di 15 minuti.

 

 

Come far finire la storia?

 

Sempre con un punto cruciale. Per solleticare la curiosità del bambino. Il bambino dirà: "Dai, un altro pezzetto!" E il giorno dopo potrete andare avanti con la continuazione della storia.

 

 

Leggi 10 trucchi per inventare storie insieme al tuo bambino

 

(Articolo tratto da Eltern)

 

Rafik Schami è tra i più noti scrittori di lingua tedesca. Di origini siriane, nel 1971 è stato costretto all'esilio e si è rifugiato in Germania. Laureato in chimica a Heidelberg, Schami è rapidamente passato dalla provetta alla penna. I suoi romanzi sono stati tradotti in 21 lingue e hanno vinto numerosi premi.

Tra questi, Il lato oscuro dell'amore, pubblicato in Germania nel 2004, L'amante di Damasco, e La città che profuma di coriandolo e di cannella.

 

L'articolo originale è apparso  la prima volta su nostrofiglio il 20 ottobre 2011

 

Per approfondire: