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Bambini e giochi: come scegliere quello giusto a seconda dell'età

Di Sveva Galassi
giochi

16 Gennaio 2019
Giocare sviluppa le abilità cerebrali e motorie dei piccoli: è, per questo motivo, necessario proporre loro il gioco giusto all'età giusta. Ecco quali sono i diversi giochi efficaci in base alle varie fasi della crescita secondo gli esperti dell'Istituto Bambino Gesù.

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Grazie al gioco il cervello del bambino si evolve e aumenta così la propria complessità. Proprio per questo motivo è necessario proporre al piccolo il gioco giusto all'età giusta. Nel magazine digitale A scuola di salute, a cura dell'Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell'Adolescente diretto dal prof. Alberto G. Ugazio, gli esperti dell'Ospedale Pediatrico della Santa Sede spiegano come funziona il gioco nelle diverse età, dando informazioni utili per orientarsi nella scelta di quello più adatto.

 

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Le varie fasi del gioco


Appena nato, il gioco del bambino passa attraverso il contatto con il corpo dei genitori. Questa forma di relazione favorisce la regolazione delle funzioni vitali, la riduzione dello stress, la comunicazione istintuale con mamma e papà, lo sviluppo cognitivo e le capacità motorie. Arrampicandosi, spingendosi e rotolandosi sul corpo del genitore apprenderà nuove capacità di movimento come la posizione seduta, il gattonamento, il porsi in piedi da solo.

Dopo i 4-6 mesi i giochi possono essere dedicati anche allo stimolo della sensorialità. Il bambino tocca, osserva, annusa, ascolta, assaggia. Attraverso la manipolazione e il contatto impara a conoscere se stesso e il mondo che lo circonda. E' il periodo giusto per preparare il "cesto dei tesori", ossia un contenitore di stoffa o vimini da riempire con oggetti della quotidianità domestica, di materiali, forme e colori diversi, che stimoleranno lo sviluppo dei sensi e delle sue capacità motorie.

Dai 2 anni di vita il gioco si trasforma e i bambini cominciano a "fare finta di": è il gioco simbolico, esperienza fondamentale per lo sviluppo cognitivo, sociale ed affettivo. Il bambino esplora il mondo della fantasia, si confronta con un numero infinito di situazioni, avventure, sfide. Il gioco simbolico si sviluppa partendo dal gioco imitativo: tra i 12 e i 18 mesi i bambini iniziano ad imitare piccole azioni che vedono intorno a loro (cullare, dormire, bere). Dai 2 anni passano al cosiddetto gioco parallelo: spesso in presenza di altri bambini ma senza una reale collaborazione, cominciano a creare piccole storie.

 

Dai 3 anni in poi le trame del gioco divengono più lunghe e complesse. I bambini amano travestirsi e diventare i protagonisti delle loro storie, oppure iniziano ad utilizzare pupazzi o personaggi per metterle in scena. In questo periodo giocano a lungo da soli o con altri bambini, creando delle vere relazioni.

 

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La lettura è importante per la crescita


La lettura ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei bambini in ogni epoca dell'infanzia. Il suggerimento per i genitori è quello di leggere molto insieme ai propri figli perché, secondo la neuroscienziata Maryanne Wolf nell'intervista esclusiva per "A scuola di salute", questa attività è una delle basi più importanti per lo sviluppo del linguaggio orale e, successivamente, per l'apprendimento della lettura ed è molto più efficace rispetto alla visione di una storia animata su un dispositivo digitale o dell'ascolto di una versione audio.

 

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Come scegliere i giochi

 

Ecco qualche regola per essere sicuri di scegliere sempre il gioco migliore per i bambini.

 

  1. Innanzitutto, il gioco deve essere adatto all'età. Durante l'attività ludica il bambino deve sentirsi capace e adeguato, altrimenti si troverà a sperimentare inutili frustrazioni. È superfluo, ad esempio, comprare una costruzione costosa e troppo complessa da montare se il piccolo non ha ancora l'età giusta.
  2. La fantasia è il principale strumento di gioco per un bambino: giocattoli semplici e neutri (ad esempio un pupazzo di pezza) stimolano più di altri ad utilizzare la creatività e a mettere in scena liberamente idee, emozioni, desideri.
  3.  È consigliabile proporre giochi non necessariamente differenziati in base al sesso (ad esempio soldatini, pistole, supereroi per i maschietti; trucco, gioielli e bambole per le bambine). Questa distinzione, infatti, oltre a trasmettere un'idea rigida di cosa è adatto a un maschio e cosa a una femmina, può anche condizionare o limitare la naturale inclinazione per un certo tipo di studi o per la futura professione.

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Dispositivi digitali e videogame con prudenza

Per quanto riguarda videogame e dispositivi digitali, alcune ricerche evidenziano che l'uso può migliorare le capacità di attenzione ed elaborazione visiva, la memoria di lavoro spaziale e visiva. Contemporaneamente, gli studi confermano che un uso eccessivo di videogiochi o strumenti elettronici può indurre vere forme di dipendenza, con comportamenti da "astinenza" se il bambino ne viene privato. Dunque, sebbene tali strumenti non debbano essere demonizzati, è consigliabile proporli con prudenza: non prima dei 6 anni di età, per non più di 30-60 minuti al giorno, e sempre sotto il controllo diretto dei genitori.

 

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