Comportamento

Mio figlio ha un amico immaginario

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19 Giugno 2009 | Aggiornato il 20 Settembre 2017
Giocare con un amico inventato non è il sintomo di un disagio, ma una fase normale della crescita. Secondo gli psicologi, più del 60% dei bambini intesse una solida amicizia con un compagno di giochi che vive solo nella loro fantasia. Leggete che cosa dice l'esperta.
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“Buon giorno, le presento Bilok. Come? No, questo è Matteo, mio figlio. Bilok è il suo bambino. Sa … è invisibile”. Vi sembra una conversazione un po’ surreale? Forse lo è, se la si guarda con gli occhi di un adulto. Ma cambiando punto di vista le cose possono essere diverse.

Secondo gli psicologi, infatti, più del 60% dei bambini intesse una solida amicizia con un compagno di giochi che vive solo nella loro fantasia.

“Può essere un animale o un essere umano, un personaggio dei cartoni animati o un supereroe con poteri speciali – racconta la pedagogista Monica Guerra. Ricercatrice dell’Università di Milano -. Qualla dell’amico immaginario è comunque una presenza molto diffusa tra i bambini dai due agli otto anni. E talvolta può proseguire anche oltre quell’età”.

Una situazione del tutto normale, assicurano gli esperti, che di per sé non è indicativa di particolari disturbi o problemi. Ma può cogliere impreparati i genitori, che spesso si domandano se quel compagno invisibile con cui il loro figlio gioca o discute ad alta voce non sia il sintomo di una difficoltà a socializzare con i coetanei.

“Al contrario, molti studi hanno indicato che non sono affatto i soggetti più timidi o problematici a inventarsi un amico immaginario, ma quelli più positivi, interessati al rapporto con gli altri, capaci di giochi più ricchi di immaginazione e talvolta dotati di un linguaggio più articolato – continua la pedagogista -. Avere un compagno invisibile arricchisce la vita del bambino, lo aiuta a crescere e a conoscersi, per poi capire meglio gli altri. In altre parole, lo rende più capace di socializzare”.

I motivi per cui si dà vita a un amico immaginario possono essere molti. Talvolta si tratta di un compagno che ha le capacità che si vorrebbero possedere ed è immune dai timori che angosciano di più, come la paura del buio. In altri casi si tratta di un confidente a cui si rivelano i segreti più intimi. “In ogni caso, quando si scopre che il proprio bambino ha un amico immaginario è importante accettarlo senza paura né preoccupazione. Ancora, occorre saper stare al gioco, magari accettando che il compagno invisibile abbia un posto a tavola con noi. Ma solo se è il bambino a chiederlo e non proponendolo noi, perché in questo modo si corre il rischio di rovinare tutto”.

Inutile strafare, insomma, cercando di trascinare il nuovo arrivato nel mondo degli adulti, è il consiglio di Monica Guerra, che conclude: “I bambini sanno di giocare, ma per loro il gioco è un affare serio”.

 

Come comportarsi con l'amico invisibile? Le cinque regole d’oro per i genitori

 

  1. Non preoccupatevi. L’amico immaginario è un’esperienza formativa e utile per la crescita.

  2. Non prendetelo in giro. Anche se è invisibile, per lui è molto reale. Non costringetelo ad ammettere che non esiste: lo umiliereste.

  3. State al gioco. Può farvi capire molte cose su vostro figlio: assecondatelo e accettate la cosa.

  4. Non forzate la mano. Se si confida con l’amico immaginario non pretendete che riveli anche a voi i suoi segreti.

  5. Non lasciatelo solo. Essere discreti non significa disinteressarsi: osservatelo e cercate di capire se il suo gioco ha bisogno di voi.

 

 

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