Igiene e salute

Un compagno di mio figlio ha i pidocchi: cosa devo fare?

Di Valentina Murelli
pidocchi
18 Ottobre 2016 | Aggiornato il 04 Febbraio 2019
Non ci sono strategie preventive per proteggersi dai pidocchi: l'unica cosa da fare è controllare bene i capelli del proprio bambino per verificare se sono arrivati i fastidiosi parassiti. Solo in questo caso si interviene con un trattamento specifico.
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Attenzione: in classe si è verificato un caso di pediculosi, i temibili pidocchi! Quante volte i genitori tornano da scuola con questa informazione, e pieni di dubbi su cosa fare con i propri figli. Ma cosa bisogna fare esattamente con il proprio bambino, se nella sua classe, a scuola o all'asilo, c'è un compagno con i pidocchi?

 

"Purtroppo non esistono strategie o prodotti preventivi per evitare che il bimbo che ha uno o più compagni con i pidocchi sia infestato a sua volta" spiega Chiara Cappelli, responsabile del servizio di prevenzione e promozione della salute nelle comunità dell'ASL di. "L'unica cosa da fare in questi casi è controllare per bene i capelli del bambino - in particolare la nuca, le tempie e le zone dietro le orecchie, dove i parassiti si annidano più facilmente - cercando di individuare il prima possibile i segni di un'eventuale infestazione".

 

Un opuscolo sulla pediculosi pubblicato dalla stessa ASL di Milano spiega esattamente come fare: bisogna sollevare molto lentamente i capelli facendoli scorrere contro pelo ed esaminarli per bene: i pidocchi, che sono di colore grigio-bruno, tendono infatti a confondersi molto bene con il colore dei capelli. Le uova, o lendini, lunghe circa un millimetro, si differenziano dalla forfora per la forma ovoidale e perché sono più lucide e consistenti. Inoltre, tendono a rimanere saldamente attaccate al capello, mentre la forfora si stacca facilmente anche soffiando.

 

 

"In generale, questo controllo accurato va fatto all'incirca ogni 10-15 giorni nei bambini che vanno all'asilo, a scuola o frequentano altre comunità, per esempio di gioco o gruppi sportivi" ricorda Cappelli. "Se però sappiamo che nella comunità sono già segnalati dei casi di pediculosi meglio stare ancora più attenti e controllare più spesso, anche tutti i giorni. E per sicurezza andranno controllati con attenzione anche eventuali fratelli e sorelle del bimbo che ha il compagno con la pediculosi".

 

Soprattutto se è la prima volta che mamma e papà sono alle prese con i pidocchi, potrebbero non essere sicuri di controllare nel modo giusto e di riuscire a identificare i parassiti, nel caso in cui siano presenti. "In questi casi è sempre buona norma rivolgersi al proprio pediatra, che può dare indicazioni utili e verificare lo stato del bambino" consiglia l'esperta. In alcune città, inoltre, ci si può rivolgere a presidi sanitari o consultori pediatrici.

 

Di sicuro, invece, i bambini non vanno trattati a tappeto, solo perché qualche compagno ha i pidocchi. Come abbiamo detto, non ci sono prodotti preventivi - anche se alcuni prodotti in commercio sono definiti così: in altre parole, non c'è niente che, applicato sulle teste dei bimbi non infestati, possa tenere lontani i parassiti.

 

"Per quanto riguarda i trattamenti, che altro non sono che insetticidi, vanno fatti solo se c'è diagnosi di infestazione, cioè solo se sono stati effettivamente visti, sui capelli, pidocchi o lendini" precisa Cappelli, aggiungendo che questo vale "anche quando il contatto con il piccolo infestato è stato particolarmente stretto, per esempio se si tratta di compagni di banco".

 

In effetti - sottolinea l'esperta - non tutti prendono i pidocchi, quindi è inutile trattare in anticipo chi ancora non li ha. Per di più potrebbe essere controproducente. "Sia perché sono prodotti che possono risultare irritanti per la pelle, sia perché possono indurre resistenza ai trattamenti nei pidocchi stessi".

 

Altro discorso, invece, per il pettinino antipidocchi, generalmente utilizzato in combinazione con i trattamenti chimici, ma utile anche come strumento non di prevenzione ma di controllo e di individuazione precoce dei parassiti. Non è necessario usarlo, ma può essere utile, anche perché, rimuovendo per bene le lendini, se usato subito può magari impedire la diffusione di un'infestazione. "Ovviamente, questo controllo non deve trasformarsi in un momento di tortura per il bambino. Sta ai genitori renderlo un momento di cura e di affetto, in cui magari ci si prende il tempo anche per raccontare una storia e stare insieme" conclude Cappelli.

 

Fonti per questo articolo: Opuscolo Istruzioni per la prevenzione e il trattamento della pediculosi del capo dell'ASL di Milano; Pagina informativa del Ministero della salute; pagina informativa di Epicentro.