Educazione

Violenza sulle donne: 8 consigli per educare i bambini al rispetto di sé e degli altri

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17 Gennaio 2017 | Aggiornato il 01 Settembre 2017
Bloccare la spirale di violenza sulle donne  si può educando i bambini al rispetto di sé e degli altri. Ma per far questo è fondamentale il buon esempio dei genitori e per le femmine avere una figura paterna che le sappia valorizzare. Ecco i consigli della psicologa Anna Oliviero Ferraris. 
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Dalle tragedie che finiscono sulle pagine dei giornali, ai piccoli abusi quotidiani, sono parecchie le donne che subiscono violenza da parte degli uomini. 

Abbiamo chiesto alla psicologa Anna Oliviero Ferraris come possiamo educare i figli maschi in modo che diventino adulti rispettosi e come crescere figlie femmine sicure di sé e rispettose del proprio corpo.

 

Ecco i suoi consigli

 

1. Prima di tutto conta l'esempio della famiglia


"Il modello casalingo è fondamentale" spiega l'esperta. "Esistono famiglie, anche dall'apparenza normale, dove però la madre subisce maltrattamenti da parte del marito. E in molti casi la violenza viene scambiata per virilità. 

I bambini che crescono in questi contesti sviluppano modelli simili: i maschi si sentiranno giustificati a usare la violenza e le femmine troveranno normale subire maltrattamenti da parte del partner. 

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Esistono anche situazioni arretrate dove l'uomo è considerato superiore. In questi ambienti si tende a privilegiare il figlio maschio rispetto alla femmina: lo si sgrida meno, gli si permette di più. Questo ovviamente crea uno squilibrio insano.

E' importante che i genitori trattino i figli in modo paritario".

 

 

2. Educazione sentimentale per superare le emozioni negative


I bambini provano emozioni molto forti e spesso negative, come: rabbia, paura, vergogna.

Compito dei genitori è insegnare a riconoscerle e a superarle in modo positivo. 

"Un bambino che non impara a gestire questi sentimenti  potrebbe diventare un adulto insicuro e violento. I bulli sono quei bambini a cui non è stato insegnato a reagire in modo intelligente alla rabbia". Come avviene questa educazione sentimentale?

"Uno strumento utile sono i racconti. Le fiabe classiche, in particolare, mostrano in modo indiretto che a un problema c'è sempre una soluzione pacifica che porta al lieto fine".

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3. Dare dei limiti ma senza umiliare


Un bambino abituato a urla e frasi umilianti da parte del genitore, diventerà a sua volta un adulto portato a urlare e umiliare il prossimo, oppure gli sembrerà normale che la relazione si basi su discussioni violente. 
"E' giusto dare ai piccoli regole e limiti, segnalare gli errori e gli sbagli, ma bisogna farlo senza urlare e senza farsi prendere dall'impulsività. Ad esempio, se il piccolo ha lasciato la stanza in disordine non urlare: "sei il solito disordinato, guarda che stanza, mi fai sempre arrabbiare!"; ma dire con tranquillità: " la camera è ancora in disordine, vediamo insieme come rimetterla a posto. Dalla prossima volta però dovrai fare da solo". 

I genitori devono capire che avere un figlio significa educarlo. E' un impegno gravoso, ma dura solo alcuni anni. E durante questo periodo bisogna mettercela tutta per crescere il piccolo in modo equilibrato, con regole chiare e atteggiamento fermo. Ma bisogna anche  aiutarlo a superare capricci e rabbia empatizzando con lui e contenendolo e mai perdere la testa". 

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4.Limitare i dispositivi digitali


"Un'altra cosa da evitare per calmare un bambino in preda a forti emozioni è metterlo davanti a un tablet o a un cellulare. In questo modo il piccolo  sarà solo "sedato" e non imparerà a superare i suoi stati emotivi.

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I cartoni e i videogiochi sono  l'opposto delle fiabe:  la soluzione al problema è la violenza e non una trovata positiva. 
I bambini assorbono tantissimo i modelli che vedono sullo schermo. Inoltre, non solo il contenuto è spesso violento, ma anche dove non c'è violenza esplicita i cartoni di oggi sono caratterizzati da immagini molto cariche, troppo veloci: eccitano e spaventano i piccoli con risultati iperstimolanti. Ecco perché vanno limitati il più possibile". 
E se volete un momento di relax, perché non provare con i cartoni della nostra infanzia, con immagini più lente e colori acquarellati, più adatti alla visione dei piccoli. 

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5. Intervenire subito se un bambino picchia una femmina


"I maschietti spesso si azzuffano tra loro, è un modo per sfogarsi e comunicare. Quindi, nei limiti del ragionevole, il genitore può anche non intervenire. Diverso è il caso se le botte sono verso una bambina che non ha nessuna intenzione di partecipare a questo gioco (se invece la piccola si diverte a fare a botte, allora è un rapporto paritario e può andar bene). Il genitore deve, invece, intervenire immediatamente se la bambina è nel ruolo di vittima. E poi con calma ma fermezza spiegare al maschietto che bisogna rispettare gli altri."

 

6. Crescere bambine sicure di sé


Donne sicure di sé difficilmente si faranno sottomettere da uomini violenti. "L'insicurezza può derivare da due opposte situazioni vissute durante l'infanzia: maltrattamento o   iperprotezione.
Se il primo motivo è scontato, meno è il secondo. Vietare qualsiasi cosa perché è pericolosa fa aumentare l'ansia e l'insicurezza. I figli vanno educati all'autonomia, solo così possono crescere sicuri e con una buona autostima".

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7. Il ruolo fondamentale del padre


L'atteggiamento che il papà ha verso la figlia femmina è importantissimo per la sua crescita. "Si è visto che dietro le grandi donne del passato c'è sempre stata una bella figura paterna,  ad esempio Maria Montessori e la Levi Montalcini sono state molto incoraggiate dai loro padri. 

La nostra identità dipende dal riflesso che ne danno gli altri. Un padre che valorizza la figlia, con apprezzamenti sia estetici che intellettuali, le dà forza: la bambina si sentirà apprezzata dalla parte maschile della famiglia".

E probabilmente da grande cercherà relazioni con uomini che la stimano davvero ed eviterà situazioni di sottomissione. 

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8. Educazione sessuale per gli adolescenti


A partire dai 12-13 anni maschi e femmine hanno una separazione più netta a causa del diverso sviluppo ormonale.

"Sarebbe molto utile che in tutte le scuole medie si tenessero delle lezioni di educazione sessuale. Certi temi sono difficili da affrontare in casa, ecco perché il ruolo della scuola è cruciale. Negli istituti scolastici in cui i genitori hanno organizzato questi corsi, ci sono stati ottimi risultati. E' fondamentale insegnare ai ragazzi d'oggi la parità dei sessi e l'importanza di rispettare il corpo". 

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