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GIORNATA DELLA MEMORIA

27 gennaio: come spiegare la Giornata della Memoria ai bambini

Di Giorgia Fanari
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17 Gennaio 2017 | Aggiornato il 25 Gennaio 2018
Il 27 gennaio si celebra il ricordo delle vittime dell’Olocausto. Come spiegare un evento così tragico della storia ai bambini? Abbiamo chiesto aiuto a Lia Toaff, curatrice di mostre per il Museo Ebraico di Roma e specialista del Novecento, che ci ha consigliato i libri e i film adatti anche ai più piccoli

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Il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, una ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto, cioè il genocidio perpetrato tra il 1938 e il 1945 ad opera del nazionalsocialismo e del fascismo nei confronti degli ebrei e di molte altre persone ritenute "deboli" e "indesiderabili".

 

Una data che è stata scelta poiché in quel giorno del 1945 vennero aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, liberando i superstiti. Spiegare un concetto così doloroso, come la sofferenza e la morte programmata di milioni di persone, può non essere semplice se il nostro interlocutore è un bambino. Abbiamo chiesto aiuto a Lia Toaff, curatrice di mostre per il Museo Ebraico di Roma e specialista del Novecento.

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1. Raccontare la storia e la cultura ebraica

«È importante celebrare la Giornata della Memoria per fermarsi, almeno una volta all’anno, a ragionare e riflettere su quello che lo sterminio sistematico di milioni di individui, per il solo fatto di essere ebrei, abbia significato. Tuttavia, la giornata dovrebbe inserirsi in un percorso di studio e di approfondimento che non inizia nel 1938 con l’entrata in vigore delle leggi razziali e non si conclude nel 1945 con la fine della Seconda Guerra Mondiale: per capire la Shoah si deve comprendere chi sono gli ebrei, da quanto tempo sono in Europa, la loro storia e cultura. Si deve infatti capire il processo storico e non il singolo evento, altrimenti tutto perde di significato e si decontestualizza, creando solo confusione».

 

2. A quale età parlare della Shoah
«Spiegare la Shoah per quello che è realmente (lo sterminio, l'annientamento di esseri umani senza distinzioni di sesso ed età, e le modalità con cui questo è avvenuto) non è semplice da affrontare con ragazzi al di sotto dei 13 anni. Tuttavia è possibile trovare delle tecniche alternative non tanto per spiegare, ma per avvicinare i bambini al discorso che verrà poi approfondito negli anni».

Generalmente, nelle scuole il tema viene presentato nella scuola primaria, a partire dalla quinta elementare, attraverso letture di brani, poesie o la visione di film e documentari, per poi essere analizzato in tutti i suoi aspetti durante gli anni delle superiori, anche attraverso i viaggi sui luoghi della Memoria.

 

3. Evitare un approccio traumatico

Con i bambini quindi è necessario «cercare un approccio che sia il meno traumatico possibile, evitando ad esempio i particolari macabri e utilizzando strumenti quali libri e film adatti ai più piccoli. Si deve tener presente che una storia come quella della Shoah non può essere raccontata a dei bambini senza filtri; sono quindi da evitare film e documentari in cui si vedono immagini di morte e anche film o libri per adulti e non espressamente per bambini».

 

4. I libri e i film consigliati
«Tra i testi da leggere per affrontare il tema dell’Olocausto, consiglio "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman, "Ora mai più. Le leggi razziali del 1938 spiegate ai bambini" a cura di Daniel della Seta, "Il diario di Anna Frank" di Anna Frank, "Portico d'Ottavia 13" di Anna Foa. Tuttavia, è importante evitare, soprattutto all’inizio, una lettura privata da parte del bambino: dovrebbe essere coadiuvata da un insegnante, un genitore o da un pedagogista che lo avvicini al tema senza traumatizzarlo.

 

Per i film consiglio "Train de vie - Un treno per vivere" di Radu Mihăileanu e "La vita è bella" di Roberto Benigni. Anche in questo caso, sarebbe fondamentale un'introduzione da parte di un adulto e un "dibattito" con domande a conclusione della proiezione.

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5. Celebrare la Giornata della Memoria
Per celebrare questo Giorno insieme ai bambini «la cosa essenziale sarebbe svolgere le attività di tutti i giorni cercando di dedicarle alla "memoria" di chi non c'è più, ad esempio, con un disegno o una piccola azione». I genitori potrebbero ad esempio «aiutare l’insegnante a compiere delle ricerche sulla storia di un bambino di quegli anni, per raccontarla poi ai bambini e avvicinarli a quella storia creando empatia e connessione attraverso la biografia di un loro coetaneo». 

«Credo tuttavia che sarebbe da evitare, e non solo per i bambini, l’utilizzo di un linguaggio retorico con i soliti slogan come "mai più", "per non dimenticare": rischiano di svuotare il senso vero di quello che è accaduto e di annoiare.

La Shoah dovrebbe essere studiata e analizzata durante tutto il corso dell'anno e non solo durante un'unica giornata: concentrando nozioni, immagini e parole si rischia soltanto di confondere i bambini e i ragazzi che per la prima volta si avvicinano a questa storia».

 

Auschwitz
È possibile cominciare ad avvicinare i bambini al discorso della Shoah che verrà poi approfondito negli anni. | Pixabay