Scuola

Ansia da scuola: 10 consigli per aiutare bambini e ragazzi a superarla

Di Angela Bisceglia
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14 marzo 2017 | Aggiornato il 14 settembre 2018
Capita a molti bambini e adolescenti: in vista di un compito in classe o un'interrogazione, si caricano talmente tanto di ansia che vanno nel pallone, col risultato che, immancabilmente, la verifica va male. L’aiuto più grande può venire dagli adulti, soprattutto dai genitori. I consigli della psicologa per vincere l’ansia da scuola.

 

Da dove nasce l’ansia

 


“L’ansia da scuola è dovuta in gran parte al comportamento di noi adulti ed ai messaggi che, il più delle volte inconsapevolmente, trasmettiamo ai figli” dice Rosanna Schiralli, psicologa e psicoterapeuta. “E’ normale che il genitore ci tenga che il bambino studi e abbia un buon rendimento scolastico, ma a volte, senza rendersene conto, fa passare al figlio il messaggio che agli occhi del genitore lui esiste, è amabile e degno d’attenzione solo se soddisfa certe aspettative. Anche se a parole gli dice ‘non ti preoccupare, stai tranquillo’. Perché i bambini, con le loro antennine, vanno ben al di là delle nostre parole.”
E allora, come aiutare davvero i nostro figli? [Leggi anche: mio figlio ha l'ansia, tre consigli per gestirla]

 


 

 

1. Non chiedergli sempre “com’è andata a scuola?”

 

Spostiamo insomma la nostra attenzione dalla sua prestazione alla sua persona”

 


 

 

2. Lascia che faccia i compiti da solo

 

Il processo di autonomia si costruisce dando fiducia al bambino di potercela fare da solo.

 

i consigli per aiutare il bambino a fare i compiti da solo

 


 

 

3. Non dirgli “hai sbagliato”!

 


 

 

4. Se l’interrogazione è andata male, non farti vedere preoccupata

 

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5. Mostra comprensione per la sua ansia

 


 

 

6. Io penso positivo!

 


 

 

7. Aiutalo a sopportare la frustrazione

 

A volte il ragazzo sente il peso della scuola anche perché non è mai stato abituato a sopportare la sconfitta ed il senso di frustrazione che ne deriva, magari perché ha sempre camminato con l’aiuto del ‘bastone’ dei genitori. A quel punto spetta a noi adulti insegnare che nella vita si può cadere, ci si fa male, ma poi ci si rialza e si ricomincia a camminare (con le proprie gambe). Perché nessuno di noi è infallibile.

 


 

 

8. Insegnagli a 'smontare' l’ansia

 

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9. Quando l’ansia sale, meglio rompere il ghiaccio

 


 

 

10. Se non passa, non aver timore di chiedere il parere di un esperto

 

Dalla parte dell’insegnante
Far prendere confidenza con l’ansia
Anche l’insegnante gioca un ruolo importante nell’educare i ragazzi a contenere l’ansia. “L’ideale sarebbe che si dedicasse del tempo per lavorare sulle emozioni” spiega la psicologa. “Ai più piccoli ad esempio si può insegnare ad esternare i propri stati d’animo: ci si può mettere d’accordo che, quando uno di loro prova ansia, dice una parola concordata in precedenza che, come un semaforo, richiama l’attenzione di tutti sul fatto che in quel momento c’è uno di loro che la sta provando. Con i più grandi, invece, l’insegnante di scienze potrebbe spiegare che cosa succede al sistema neurovegetativo quando ci prende l’ansia, far fare una ricerca. In entrambi i casi l’obiettivo è far diventare l’ansia un sentimento familiare, che non spaventa più e di cui non ci si vergogna più.

Favorire la cooperazione
L’insegnante dovrebbe favorire il più possibile la cooperazione tra i compagni e bandire il piano della competizione. Ad esempio vietando di interrompere o di alzare la mano mentre un compagno è interrogato.

Puntare sul rinforzo positivo
Lo stesso insegnante, durante le interrogazioni dovrebbe cercare di mantenere un tono non ansiogeno, non chiedere più cose contemporaneamente, correggere senza criticare e soprattutto puntare sul rinforzo positivo, valorizzando quel che il ragazzo sa fare meglio e complimentandosi quando fa bene.