Disturbi del sonno

Apnee notturne del bambino: come si manifestano, perché vengono, come intervenire

Di Valentina Murelli
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14 Aprile 2016 | Aggiornato il 09 Marzo 2018
Il bambino russa troppo? Potrebbe soffrire di sindrome dell'apnea ostruttiva nel sonno (OSAS), una condizione che potrebbe avere importanti conseguenze sulla sua salute. Per fortuna, esistono diversi modi per intervenire: dall'asportazione di tonsille e adenoidi all'applicazione di particolari dispostivi ortodontici. 
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Bambini che russano, hanno un sonno agitato, magari fanno pipì a letto. E che di giorno sono iperattivi e irritabili, con qualche difficoltà scolastica. Una varietà di segnali che può dipendere da un unico problema: l'apnea ostruttiva nel sonno (OSAS), una sindrome caratterizzata da ripetuti episodi di apnee notturne.

 

Si tratta di vere e proprie interruzioni della respirazione durante il sonno, causate da un blocco temporaneo del passaggio dell'aria nelle vie aeree superiori, quelle che stanno appena dietro al naso e alla bocca. Queste interruzioni possono durare da una decina di secondi a qualche minuto e possono ripetersi anche più volte all'ora.

 

Le conseguenze della sindrome delle apnee ostruttive

Se non viene trattata, la sindrome può comportare ritardi nella crescita del bambino, un aumento del rischio di andare incontro a otiti e, nei casi più gravi, anche un aumento del rischio di diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari come aritmie, aterosclerosi e il cosiddetto cuore polmonare, un ingrossamento del ventricolo.

 

I sintomi


Come fare ad accorgersi se il proprio bambino soffre di apnea ostruttiva nel sonno? Se per la diagnosi serve il parere del medico, e anche il risultato di qualche indagine strumentale, ci sono sicuramente dei segnali che possono far sospettare ai genitori che c'è qualcosa che non va nel sonno del proprio bambino. Per esempio:

 

  • russamento. Come ricordato dalle Linee guida nazionali sull'argomento, appena rilasciate dal Ministero della Salute, si tratta del sintomo più comune nei bambini colpiti dalla sindrome. Ovviamente non parliamo del russamento occasionale, che può capitare per esempio quando il bambino ha il raffreddore, ma quello abituale, che si verifica quasi tutte le notti (almeno tra alla settimana). E anche in questo caso non è detto che il bambino soffra per forza di OSAS. In effetti, russano in modo abituale tra il 3% e il 21% dei bambini, ma solo l'1-6% presenta le apnee;
  • una certa "fatica respiratoria" durante il sonno, con l'osservazione di episodi di apnea;
  • sonno agitato, con frequenti cambi di posizione, oppure sonno in posizioni particolari che facilitano l'ingresso dell'aria, per esempio da seduti;
  • tendenza alla respirazione con la bocca;
  • enuresi notturna (pipì a letto);
  • cefalea mattutina;
  • anomalie comportamentali durante il giorno, come iperattività, aggressività, scarsi risultati scolastici;
  • scarsa capacità di attenzione e di concentrazione.
In alcuni casi può essere presente sonnolenza durante il giorno, ma non è la norma nei bambini con la sindrome dell'apnea ostruttiva (a differenza di quanto accade negli adulti).

Cause e fattori di rischio


Come abbiamo detto, le apnee si verificano perché c'è una temporanea ostruzione - completa o parziale - delle vie aeree aeree, che impedisce il normale flusso dell'aria. Ci sono varie condizioni che predispongono alle apnee, e in particolare:

  • ingrossamento (ipertrofia) di tonsille e adenoidi;
  • asma e rinite allergica;
  • presenza di anomalie nella struttura del cranio o della faccia o nella disposizione dei denti. Attenzione: non parliamo di deformità, ma di semplici caratteristiche individuali che possono favorire l'insorgenza di apnee, come un viso particolarmente allungato, una mandibola piccola, un mento all'indietro, un palato piccolo, un maggior affollamento dei denti nelle due arcate, superiore e inferiore;
  • obesità;
  • sindrome di Down o altre sindromi genetiche.

Che cosa fare se ci si accorge delle apnee notturne, o c'è il sospetto che il bambino le abbia


La prima cosa da fare è ovviamente rivolgersi al pediatra, che valuterà la situazione, anche sottoponendo ai genitori un questionario piuttosto dettagliato sulle abitudini del bambino durante il sonno e la veglia.

 

Il pediatra, inoltre, consiglierà ai genitori gli specialisti da interpellare, per esempio esperti di disturbi del sonno, otorinolaringoiatri o odontoiatri pediatrici. Le nuove Linee guida del ministero sottolineano proprio l'importanza che può avere la figura dell'odontoiatra nel percorso di riconoscimento e trattamento della sindrome.

 

Per confermare la diagnosi di apnea ostruttiva nel sonno la cosa migliore è effettuare un esame strumentale chiamato polisonnografia. Si tratta di un esame assolutamente non invasivo, che prevede la registrazione durante una notte di sonno di vari parametri fisiologici del bambino, (onde cerebrali, saturazione di ossigeno nel sangue, movimenti del torace ecc.). Se proprio questo esame non può essere effettuato, per esempio se il bambino è ancora molto piccolo, sotto i 3 anni, ce ne sono altri meno completi, ma che possono comunque dare indicazioni importanti.

 

Come si interviene


Poiché diverse sono le condizioni che possono facilitare l'insorgenza delle apnee, il trattamento dipende da bambino a bambino, anche in base alla gravità della situazione. Per molti, il trattamento d'elezione è rappresentato dall'asportazione chirurgica di tonsille e adenoidi, un intervento ormai considerato di routine. Non sempre, però, questo intervento è risolutivo, quindi gli esperti consigliano di verificare bene prima dell'operazione che non siano presenti altri fattori anatomici che possono predisporre alle apnee e, dopo, di controllare con una polisonnografia che la situazione sia stata effettivamente risolta.

 

Come sottolineato dalle Linee guida ministeriali, in alcuni casi il trattamento si basa sull'utilizzo di dispositivi odontoiatrici che permettono la correzione delle anomalie coinvolte nel fenomeno, per esempio dispositivi per l'espansione del palato o la correzione della retrusione della mandibola. Poiché si tratta di interventi di recente utilizzo in questo ambito, le Linee guida suggeriscono di rivolgersi, per effettuarli, a specialisti particolarmente esperti nella gestione delle malattie del sonno con base odontoiatrica.

 

In alcuni casi, inoltre, può essere d'aiuto un trattamento farmacologico con antinfiammatori. E ovviamente, in caso di obesità, occorre cercare di intervenire sul peso del bambino.

 

Se la situazione è particolarmente grave - gli episodi di apnea durano a lungo e si ripetono spesso, facendo calare la concentrazione di ossigeno nel sangue - può essere necessario ricorrere alla cosiddetta terapia ventilatoria CPAP, un trattamento meccanico che prevede l'applicazione al viso del bambino, durante la notte, di una maschera collegata a un dispositivo che pompa aria nelle vie aeree superiori quando percepisce che è in corso un blocco della respirazione.

 

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo del Children's Hospital di Boston; materiale informativo del Children's Hospital di Stanford; articolo OSAS in età pediatrica, pubblicato sui Quaderni ACP 2015.