Bullismo

Bullismo, cos'è e come si affronta

Di Francesca Capriati
bullismo
11 Marzo 2019
Come riconoscere e prevenire il bullismo. I consigli per intervenire, in famiglia e a scuola, e porre un freno ad un fenomeno sociale che preoccupa sempre di più genitori ed insegnanti
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Sentiamo spesso parlare di bullismo che è, senza dubbio, uno dei fenomeni più allarmanti e studiati della nostra società, ma come si manifesta il bullismo e quando goliardici scherzi si trasformano in veri e propri atti di bullismo che possono causare conseguenze anche irreparabili in chi le subisce? Come prevenire il bullismo e con quali mezzi contrastarlo?

 

Bullismo, che cosa è


Dentro di noi sappiamo bene cosa voglia dire bullismo e siamo in grado di riconoscerlo quando ce lo troviamo davanti. Ma se vogliamo definirlo in modo chiaro e inequivocabile possiamo prendere in prestito le parole di Telefono Azzurro che da anni è impegnato a prevenire, studiare e contrastare il fenomeno del bullismo:

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima.

 

Ciò vuol dire, quindi, che possiamo parlare di bullismo in presenza di tre elementi:

  1. quando le prepotenze e i soprusi vengono messi in atto in modo ripetuto e continuativo e non di un singolo atto;
  2. il bullo compie le sue azioni per affermare ed esercitare il suo potere sulla vittima;
  3. i testimoni, che non solo osservano senza intervenire in difesa della vittima ma più spesso ridono, incitano o addirittura filmano ciò che accade.

Segnali bullismo

 

Come si manifesta il bullismo? Possiamo individuare tre tipologie di comportamenti che rientrano a pieno titolo nella definizione di bullismo:

  1. Il bullismo verbale che include: provocazioni; minacce; insulti; commenti sessuali inappropriati.
  2. Il bullismo sociale: finalizzato a danneggiare la reputazione e le relazioni sociali della vittima con azioni precise come isolare qualcuno di proposito, dire ai bambini di non essere amici della vittima, metterla in imbarazzo, diffamare.
  3. Il bullismo fisico che include comportamenti maneschi e violenti, ma anche la sottrazione o distruzione di oggetti personali.

A queste tre categorie possiamo aggiungere anche il cyberbullismo che si manifesta attraverso Internet o il telefono cellulare e che rende spesso difficile smascherare il cyberbullo.

 

 

Ma come riconoscere un bambino vittima di bullismo e quali sono i segnali che non vanno sottovalutati?

  • Lesioni inspiegabili
  • Vestiti, libri, oggetti personali smarriti o distrutti
  • Frequenti mal di testa o mal di pancia,
  • Finta malattia,
  • Cambiamenti nelle abitudini alimentari: ad esempio i bambini possono tornare a casa da scuola Affamati perché non hanno pranzato,
  • Disturbi del sonno e incubi frequenti.
  • Calo del rendimento scolastico,
  • Perdita improvvisa di amici o evasione di situazioni sociali,
  • Comportamenti autodistruttivi.

Come prevenire il bullismo

 

E' possibile prevenire il bullismo con l'educazione? Di certo un ambiente familiare sereno, nel quale educare i bambini al rispetto, all'empatia e alla compassione, nonché all'importanza di seguire regole e dei limiti, è fondamentale, ma anche la scuola gioca la sua parte. Cosa si può fare, dunque, in sinergia?

  • sensibilizzare i bambini e i ragazzi al bullismo attraverso la visione di film, letture di libri;
  • dare i buon esempio a casa e in classe;
  • incoraggiare i bambini a fare attività piacevoli e che possano aiutarli a sviluppare i loro talenti;
  • tenere sempre aperto il canale di comunicazione con i giovani e dimostrarsi disponibili al dialogo.

Il bullismo a scuola

 

Indubbiamente uno degli ambiti nei quali il bullismo si manifesta più frequentemente è la scuola (ma può interessare anche lo sport). E alla luce dei dati più recenti che confermano che il bullismo è diffuso sin dalla scuola primaria, il Ministero dell'Istruzione ha diffuso delle nuove linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Tra le azioni più significative e fruttuose che possono essere messe in atto segnaliamo:

  • creazione di un clima sereno in classe e fare gruppo con progetti e occasioni di comunicazione e scambio;
  • massima attenzione ad un'educazione all'empatia e al rispetto;
  • favorire l’acquisizione delle competenze necessarie per utilizzare Internet in modo responsabile.
Secondo l'UNICEF in Italia, il 37% degli studenti fra i 13 e i 15 anni riferiscono di essere stati vittime di bullismo a scuola almeno una volta negli ultimi due mesi e/o di essere stati coinvolti in scontri fisici almeno una volta nei 12 mesi passati. Inoltre il 12% degli studenti ha subito atti di bullismo e il 31% e’ stato coinvolto in atti di violenza fisica almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

 

Come aiutare una vittima di bullismo

 

Ci sono molti segnali di allarme che possono indicare che qualcuno è vittima di bullismo e quando ci sovviene il sospetto è meglio intervenire immediatamente parlando con il bambino, con i suoi amici e con gli insegnanti. Riconoscere i segnali di pericolo è importante perché non tutti i bambini che sono vittime di bullismo chiedono aiuto.

Qualche consiglio per i genitori:

  • Il primo passo da compiere è incoraggiare il bambino a parlare, confidarsi ed aprirsi con voi.
  • Identificare il bullo o i responsabili è il secondo passo da fare per poter poi coinvolgere la scuola (nella persona degli insegnanti o del dirigente scolastico).
  • Al tempo stesso è molto importante lavorare sull'autostima del bambino, incoraggiandolo a fare attività extrascolastiche che incontrino le sue passioni, nelle quali potrà esprimere liberamente e fare nuove amicizie.

Perché si diventa bulli

 

Quali sono i fattori che possono aumentare il rischio che un bambino diventi un bullo?

  • L'ambiente familiare è senza dubbio determinante: se il bambino cresce in un ambiente fatto di violenza fisica e verbale, oppure se i genitori sono autoritari o, al contrario eccessivamente permissivi può, da un lato, emulare ciò che ha vissuto, dall'altro può sviluppare un senso di onnipotenza;
  • Anche il sistema scolastico sempre più competitivo gioca un ruolo importante;
  • I videogiochi e la televisione, con i loro prodotti sempre più violenti;
  • La mancanza di un'educazione all'empatia che impedisce a bulli di percepire la sofferenza che provocano nelle vittime.

Che cosa fare se tuo figlio è un bullo

 

Innanzitutto stiamo attenti, osserviamo sempre i nostri figli e comunichiamo con loro. Spesso i genitori scoprono che il loro figlio è un bullo solo quando vengono convocati a scuola, oppure quando non si può negare l'evidenza, e fino all'ultimo rifiutano di credere che il loro tranquillo e amato bambino sia diventato un bullo.

Quali sono i segnali da non sottovalutare nei piccoli bulli?

  • Partecipano volentieri e frequentemente a lotte fisiche o verbali;
  • Hanno amici che fanno il prepotenti con gli altri;
  • Sono sempre più aggressivi;
  • Vengono spesso richiamati dal preside;
  • Hanno denaro extra o tornano a casa con oggetti nuovi;
  • incolpano gli altri dei loro problemi e non sanno assumersi la responsabilità delle loro azioni;
  • Sono competitivi e preoccupati della loro reputazione.

Nan Coosemans, family coach e autrice del libro ‘Quello che i ragazzi non dicono’, intervistata in questo articolo, spiega che si devono mettere in atto alcuni comportamenti come:

  • ascoltarlo e cercare di capire le motivazioni de suo comportamento (è stato vittima a sua volta?);
  • dare il buon esempio;
  • premiare il comportamento positivo;
  • farlo scusare con le vittime.

La giornata nazionale contro il bullismo

 

Ogni anno il 7 febbraio, in occasione del Safer Internet Day, si celebra anche la Giornata Nazionale contro il Bullismo e Cyberbullismo: un'occasione importante per fotografare i dati relativi alla diffusione del fenomeno nel nostro Paese, ma anche per raccontare storie, proporre soluzioni e studiare nuove modalità di intervento.

 

Il cyberbullismo

 

L'avvento e il crescente utilizzo dei dispositivi digitali da parte dei giovanissimi ha certamente contribuito a far evolvere il fenomeno del bullismo in una sua “versione digitale” più subdola e pericolosa. Parliamo del cyberbullismo, che consiste nel commettere violenze verbali e psicologiche ai danni della vittima utilizzando smartphone e tablet e veicolando le prepotenze sulle chat e sui social network.

L'uso del computer o del cellulare hanno un effetto disinibitorio: si dicono cose che in faccia non si direbbero mai. Per questo è diventato più facile attaccare. Così anche i repressi, che non sarebbero mai stati bulli, tirano fuori l'aggressività e diventano cyberbulli.

Spiega la psicologa Anna Oliverio Ferraris autrice del libro "Piccoli bulli e cyberbulli crescono" (Bur), qualche tempo fa intervistata da NostroFiglio.