Canto

Cantare fa bene alla salute e alla psiche dei ragazzi

Di Francesca Trabella
canto
29 Agosto 2017
Cantare non è solo divertente: far parte di un coro fa bene alla salute e alla psiche dei ragazzi. E aiuta i timidi a farsi coraggio.
 
Facebook Twitter More

Cantare è un’attività che i bambini generalmente amano. Per loro è un gioco, ma rappresenta anche un’occasione di crescita e di benessere, tanto più se fatto insieme ad altri, in un contesto corale. Infatti, come spiega Laura Ratti, docente di scuola primaria a Erba (Como), esperta in canto e guida di un coro di oltre 100 bambini di 8-9 anni, "cantando con altri bambini, gli estroversi trovano una 86 possibilità ulteriore di esprimersi, gli esuberanti si allenano all’ascolto e al rispetto delle regole e del prossimo, mentre i più timidi scoprono la bellezza e la forza di sentirsi parte di un gruppo".

 

Benefici a 360 gradi

 

Ma ci sono anche vantaggi trasversali, che interessano tutti i piccoli coristi al di là del loro temperamento: "Cantare stimola gli ormoni del benessere riducendo quelli legati allo stress, inoltre consente una respirazione più profonda e quindi una maggiore ossigenazione di organi e tessuti", illustra Marcella Ascari, psicologa psicoterapeuta sistemico-relazionale e mediatrice familiare a Modena.

 

"Non solo, esercita anche la capacità di articolare le parole, migliora la pronuncia e sviluppa il ritmo del parlato. Infine potenzia la memoria e le diverse intelligenze: emotiva, creativa, sociale".

 

Stonati? Benvenuti!

 

Forse non hai mai pensato di inserire tuo figlio in un coro perché credi che sia stonato. "Ma i soggetti veramente stonati sono rari", osserva Laura Ratti. "Nella maggior parte dei casi si tratta di bambini 'trattenuti' a livello relazionale. La loro contrazione si riversa anche nell’espressione e si ripercuote sull’intonazione. In questi casi, gli inviti al silenzio o le osservazioni a impiegare la voce in modo più preciso bloccano ulteriormente, mentre un’esperienza corale può favorire il rilassamento e l’autostima, e di conseguenza l’ottenimento di risultati canori prima impensati. Già, perché il coro è un luogo di cooperazione e di rispetto, dove il bambino si sente protetto dal gruppo. Da una parte capisce che il suo apporto è fondamentale, dall’altra sa che, in caso di errori e incertezze, può contare sull’aiuto altrui".

 

Uno spunto domestico 

 

"Cantare con altre persone favorisce il senso di unione e i legami affettivi: perché non provi a farlo con tuo figlio?", propone Marcella Ascari. "Chiedigli di insegnarti i brani appresi al coro, impersonando tu il ruolo di allieva e lui quello di maestro. Oppure ingegnatevi a creare canzoncine vostre, inserendo testi personalizzati su melodie facili e orecchiabili 'rubate' da titoli noti".

 

Ti potrebbe interessare: Cantare fa bene alla salute: migliora le difese immunitarie e l'umore 

 

Consigli pratici 

 

1) Scegli un coro realmente adatto ai bambini. Informati sul repertorio, che dovrebbe rispettare le possibilità delle corde vocali infantili e non richiedere tecniche al di là della loro portata. 

 

2) Meglio evitare i gruppi che scimmiottano gli stili in voga e gli atteggiamenti vocali dei cantanti da hit parade: sono spesso controproducenti per la voce in formazione.

 

3) A casa, trattieniti dal correggere tuo figlio quando canticchia liberamente, magari mentre è impegnato nelle sue attività: è un momento sacro, in cui sperimenta il suo canale vocale. Non importa se sbaglia la melodia, il testo o entrambe le cose! 

 

Leggi anche: Canzoni per la terza infanzia