affrontare la prima media

Come affrontare bene la prima media

Di Caterina Valletti
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25 Maggio 2017
Il passaggio dalle elementari alla prima media non è vissuto sempre con tranquillità: si lascia il grembiule e si comincia a diventare ragazzi. Abbiamo chiesto ad Angela Maluccio, psicologa ed educatrice di spiegare come curare questo delicato passaggio
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Lasciare la scuola elementare, i compagni che da cinque anni allietano le giornate, il grembiule e le maestre non è semplice. Per affrontare al meglio questo cambiamento, la psicologa ed educatrice Angela Maluccio ci ha dato alcuni consigli.

 

1. Gestite le vostre emozioni

«Nella frenesia dei nostri tempi la cura del passaggio, qualsiasi esso sia, è passata in cavalleria. La transizione dalla scuola primaria alla secondaria, come tutte le fasi di passaggio della vita, è molto delicata e come tale deve essere affrontata con gradualità e con i dovuti accorgimenti».
 

«I genitori sono chiamati innanzitutto a gestire le loro emozioni rispetto a questo evento, per potersi prendere cura nel modo migliore dei vissuti dei propri figli».

Molto spesso, infatti, la modalità con cui i bambini affrontano i nuovi inizi è lo specchio del vissuto emotivo dei genitori. «Per questo è importante che il genitore si prenda cura di sé prima di gestire il vissuto emotivo del proprio figlio».

 

Un altro elemento è quello di guardare l’evento con gli occhi del bambino e mettersi nei suoi panni. Le emozioni varieranno dall’entusiasmo, alla curiosità, dall’interesse, all’eccitazione, dalla paura alla preoccupazione.

 

2. Non fermatevi alla prima impressione


Un consiglio? «Dubitate dell'apparente tranquillità dei ragazzi, perché ogni appuntamento con il nuovo porta con sé emozioni contrastanti, e spesso sovrapposte, ad esempio eccitazione e paura; senso di responsabilità e voglia di diventare grandi, ma anche un profondo desiderio di rimanere bambini. Se, da una parte, i ragazzi sono contenti di conoscere i nuovi compagni, dall'altra vorrebbero tornare indietro e rivedere i vecchi amici».

 

3. Preparate il bambino durante l'estate

«Durante l'estate si può pensare al nuovo inizio, ma senza generare ansie: una buona idea può essere quella di accompagnare il figlio nella scelta del materiale scolastico, come il diario o lo zaino, per smorzare la tensione e condividere del tempo insieme. Sarà un momento per dare voce alle aspettative e all’eccitazione associata al nuovo inizio, dandole la giusta importanza, senza minimizzarla o ignorarla».

 

«Per prepararsi anche dal punto di vista contenutistico - aggiunge Maluccio - durante le vacanze si può proporre la lettura di qualche libro di narrativa adatto alla loro età. Qualche settimana prima dell'inizio delle lezioni si può invitare il bambino a fare qualche leggero ripasso, in modo da farlo rientrare gradualmente in contatto con il mondo scolastico, smorzando la paura di essere inadeguati al nuovo livello scolastico».

 

4. Supportate il bambino nei primi giorni di scuola

«Già nella prima settimana di scuola, man mano che le aspettative del bambino si confrontano con la realtà quotidiana, si può osservare il riequilibrarsi delle emozioni. Molti ragazzi, pur non essendo emotivamente seguiti dai genitori, riescono a gestire da soli questo assestamento grazie all’aiuto degli insegnanti e confrontandosi con i compagni di classe».

 

 

«Altri bambini, soprattutto se hanno appreso indirettamente dai genitori una gestione più ansiosa dei cambiamenti, si trovano in preda alle proprie emozioni. Ciò è segnalato da comportamenti che si discostano dalla normalità, ad esempio nella svogliatezza ad andare a scuola, nel rifiuto di fare i compiti, nel tentativo di attirare l’attenzione dei genitori, o in forme di nervosismo, irritabilità ed eccitazione incontrollata».

 

Nessuna emozione è pericolosa se si trova un modo per gestirla, qui diventa fondamentale il ruolo del genitore o di chi ne fa le veci. Come?  «Sintetizzerei con una parola chiave: accompagnandoli in questa fase. Questo è un comportamento da attuare prima (durante le vacanze estive) e durante la fase di passaggio nella nuova scuola, dal primo giorno e durante la prima settimana».


5. Fatevi raccontare cosa gli accade

Ciò che il bambino vive e come lo vive si può cogliere dai suoi racconti. «Quindi, è bene dedicare a questi un po' di tempo, magari il pomeriggio o la sera, senza incalzare il figlio con domande spietate, ma facendo sì che i contenuti emergano spontaneamente e in un contesto di tranquillità».

 

 

«Il genitore può scegliere il momento adatto in base al ménage familiare; magari mentre il piccolo fa merenda, durante la cena, oppure prima di iniziare i compiti. Lo scopo è che si senta ascoltato, senza avere un investigatore alle spalle. Quindi, attenzione alla scelta dei tempi e degli spazi di dialogo e comunicazione».


6. Dategli tempo

L'inserimento nelle scuole medie non avverrà immediatamente, «è necessario che il genitore rispetti i tempi del bambino, che non sempre corrispondono alle aspettative dei genitori. Entrare nel ritmo scolastico dopo mesi dall’inizio della scuola non va interpretato immediatamente come segno di disagio. Anzi, deve trovare un sereno spazio di ascolto in famiglia esente da giudizi e da preoccupazioni, in modo che il bambino possa fare i conti con la normale paura senza viverla come una mancanza personale.

 

7. Consigli da tenere a mente

Educare alla progressiva autonomia è il compito basilare dei genitori e un nuovo inizio, come il passaggio scolastico alle scuole medie e successivamente alle superiori, è un'occasione per cominciare a farlo.
 

«Qualche ulteriore consiglio per i genitori:

  • Essere vicini ai figli, sostenerli nelle difficoltà quotidiane. Ad esempio, aiutarli a fare i compiti se hanno difficoltà;
  • Dimostrare loro interesse, parlando di ciò che succede a scuola;
  • Raccontare la propria esperienza come esempio, o quella dei fratelli maggiori, condividendo gioie e paure;
  • Dare un contenitore ai vissuti emotivi dei figli, farli sentire ascoltati, seguiti e rassicurare laddove si trovi preoccupazione;
  • Stimolare l’autonomia in maniera progressiva e in accordo con il loro sviluppo, senza affrettare i tempi e senza mettere sale alla coda;
  • Non sovraccaricare il momento di passaggio con ansie proprie o aspettative irrealistiche»