Bullismo

Contro il bullismo: insegnare ai ragazzi a litigare e a far gruppo

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22 Febbraio 2018
I bulli sono spesso ragazzi fragili, incapaci di gestire un conflitto e di controllare pulsioni ed emozioni. Da qui l'importanza, secondo il pedagogista Daniele Novara, di insegnare ai bambini a litigare bene. Questa educazione deve avvenire anche in classe, con il tramite dell'insegnante. Inoltre per la prevenzione di questo fenomeno è fondamentale rafforzare lo spirito di gruppo perché il senso di appartenenza è un naturale antidoto alla violenza.
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Il bullo (o cyberbullo) è una personalità sostanzialmente fragile perché non sa stare nelle relazioni conflittuali. Non è in grado di vivere bene nel gruppo di coetanei e non è capace di litigare. Il bullo attacca la persona più che rimanere sul problema, reagisce brutalmente senza riflettere perché non ha capacità di autoanalisi né di trovare un filtro alle proprie pulsioni; è incapace di riconoscere e gestire le proprie emozioni.

 

"I ragazzi violenti sono quelli che non reggono la frustrazione delle situazioni complesse".  Di questo ne è convinto il pedagogista Daniele Novara, direttore del Centro PsicoPedagogico, che nel suo libro "I bulli non sanno litigare" (Bur) spiega come affrontare e soprattutto prevenire questo fenomeno.

 

 

 

1. Insegnare ai figli a litigare bene fin da piccoli

Prima di tutto andrebbe insegnato ai bambini fin da piccoli a litigare bene.

"Il litigio infantile ben gestito consente ai bambini di apprendere le modalità più indicate per armonizzare i propri interessi con quelli degli altri".

Quindi il genitore non deve bloccare due bambini che litigano intimandoli a fare la pace, né cercare chi dei due è "colpevole" del conflitto e nemmeno trovare la soluzione. Ma prima di tutto deve porsi come mediatore empatico ma neutrale (deve sospendere qualsiasi giudizio): ascoltare cercando di cogliere le emozioni dei due, tranquillizzare i contendenti, aiutarli a rimanere sul problema del litigio e non andare mai sul personale, invitarli a mettersi nei panni dell'altro e infine a trovare una soluzione che vada bene per entrambi. 

 

2. Insegnare a litigare bene anche in classe

Anche il docente della primaria o della materna deve insegnare a litigare bene attraverso quattro passi, due indietro e due avanti:

1. non cercare il colpevole, "il litigio non è una colpa ma un'occasione per imparare a stare insieme"; 

2. non imporre una soluzione, "non c'è mai una risposta esatta ma la capacità di gestire la situazione"; 

3. far parlare tra loro i bambini a proposito del litigio, "in modo da darsi la versione reciproca delle divergenze";

4. favorire l'accordo tra loro stessi "che sarà un beneficio in termini di apprendimento relazionale e anche di serenità per tutti". 

L'insegnante può anche individuare in aula o in corridoio uno spazio specifico che si può chiamare "conflict corner" in cui i bambini possono scambiarsi la loro versione reciproca. Qui si possono lasciare dei fogli su cui i piccoli possono disegnare le loro emozioni.

Questo stesso metodo può essere applicato con successo anche alla secondaria, ma all'insegnante mediatore si sostituirà un compagno di classe che aiuterà i litiganti a fare i quattro passi. 

 

 

3. L'importanza del gruppo

All'interno della scuola è molto importante agire sul "gruppo" e non sui singoli individui: bullo e vittima. 

L'approccio al gruppo deve essere di due tipi: il primo intervento è insegnare a gestire il conflitto (come visto sopra); il secondo, utilissimo come prevenzione, è quello di sviluppare il senso di comunità.

Spostare la dinamica del conflitto dal singolo al gruppo, significa spezzare quella polarizzazione tra vittima e sopraffattore, e riportare il tutto in un contesto che integra i due soggetti in una relazione più ampia che consente di migliorare il clima relazionale, il clima comunitario, il clima di reciprocità. 

"Qualcuno ha usato male il proprio potere, la propria forza; vediamo se il gruppo è in grado di creare una riconnessione. E per farlo ci vuole un forte investimento sulla classe. L'insegnante deve far sorgere nel gruppo stesso il senso di responsabilità, affidando alla classe la sofferenza della situazione.

E' il contrario della colpevolizzazione del singolo". 

 

 

Per far questo ci sono alcuni rituali che possono aiutare nella gestione e nella prevenzione di varie forme di conflittualità in classe.

 

 

4. Il diario di classe

Scritto a turno è uno strumento che serve per la narrazione degli eventi importanti della vita della classe. Il diario è quindi un rituale che, attraverso i racconti e i disegni fatti dagli allievi giorno per giorno, serve a rafforzare il senso di appartenenza alla classe.

"I rituali aiutano a gestire i conflitti perché se il litigio è un momento di rottura dello spirito di gruppo, allora il rituale è proprio quel meccanismo simbolico riparatore di questa rottura che consente una riconnessione proprio sul piano della gestione del conflitto". Il senso di appartenenza al gruppo è un buon antidoto alla violenza.

 

5. Riunione in cerchio

Un altro rituale che può andar bene dagli otto anni fino al liceo: una volta alla settimana riunirsi in cerchio, sempre lo stesso giorno e alla stessa ora, con lo scopo di scambiarsi idee, consigli ed eventualmente affrontare e risolvere insieme problematiche legate al bullismo.

"Il cerchio diventa un contesto in cui sia il bullo sia la vittima possono esprimersi e trovare nuove possibilità". Lo scopo è stimolare la solidarietà tra compagni, la tolleranza e la creatività. L'insegnante deve vigilare sul buon funzionamento della riunione, assicurarsi che tutti possano intervenire, ma non deve partecipare e soprattutto deve evitare condanne e prediche, in modo che i ragazzi siano liberi di esprimersi senza paura di venir giudicati. 

 

 

6. Il giornalino 

Un altro rituale che aiuta a consolidare il gruppo è quello di creare un giornale di classe dove la scelta degli argomenti viene fatta esclusivamente dai ragazzi.

La  prima parte del giornale deve essere dedicata al riconoscimento degli elementi che fanno star bene la classe, in questo modo ci si concentra sul positivo. La seconda parte è dedicata invece alle critiche e alle problematiche. Una terza parte può essere dedicata ai vari argomenti. 

Il giornalino permette ai ragazzi di individuare le cose che non vanno e affrontarle senza paura. 

 

7. Mediazione tra coetanei 

Questo strumento affonda le basi nel principio che chiedere aiuto a un coetaneo è più vantaggioso perché il coetaneo ha più empatia e riesce a comprendere meglio il problema.

All'interno della classe si individuano (a scegliere devono essere i ragazzi stessi e non gli insegnanti) gli alunni da formare come mediatori del conflitto, da due a quattro. 

Per attivare questo progetto gli insegnanti devono essere formati e condividere il progetto. 

Questa esperienza è molto bella sia perché l'adulto, proprio perché appartiene a una generazione diversa può interpretare in modo non corretto alcune istanze giovanili; sia perché è un segno da parte del mondo adulto di fiducia nei confronti dei ragazzi. "Viene di fatto dichiarato che le situazioni giovanili vanno gestite dai giovani con le loro modalità". 

A questo "sportello" di mediazione si potranno rivolgere tutti i ragazzi che ritengono di aver bisogno di una consulenza e insieme cercheranno di trovare delle soluzioni. 

 

 

Percorso comunità

Con il nome percorso comunità Daniele Novara e il suo il team hanno elaborato un modello di percorso formativo nell'ambito del bullismo. 

Il concetto base è che "una classe comunità rappresenta un naturale anticorpo nei confronti di comportamenti di prepotenza e prevaricazione. Chi scopre di appartenere a una comunità accetta più volentieri di rispettare le regole perché ne riconosce il valore". 

Questo percorso da attuare in classe si basa su tecniche attive: esercitazioni, laboratori, simulazioni, giochi di ruolo... e dà ampio spazio alla comunicazione non verbale e alla libera espressione delle emozioni. Il percorso è scandito dalle parole: conoscersi, negoziare, condividere e riconoscersi. 

Dove questo progetto è stato attuato si sono raccolti risultati molto soddisfacenti.