Tecnologia e adolescenti

Dipendenza da smartphone e adolescenti: 5 consigli per tenerli d'occhio

Di Sara De Giorgi
adolescentesmartphone
03 Giugno 2019
Tutti gli adolescenti hanno uno smartphone e il rischio, purtroppo, è che ne abusino. Tanti sono i rischi legati all'uso indiscriminato dei cosiddetti telefonini. La Società Italiana di Pediatria (Sip) ha recentemente realizzato un nuovo documento con cinque importanti consigli per genitori sull’uso corretto dei media device per adolescenti e preadolescenti tra gli 11 e i 17 anni.
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Lo smartphone fa ormai parte della vita degli adulti e c'è il rischio che, nei ragazzi, adolescenti e preadolescenti, si possa trasformare facilmente in una dipendenza. Ci sono molti lati positivi legati alla rivoluzione tecnologica, ma non bisogna dimenticare i rischi connessi a un uso eccessivo di device tecnologici, tra cui dolori alla schiena, distrazione, irritazione agli occhi, ecc.

 

La Società Italiana di Pediatria (Sip) ha prodotto un nuovo documento sull’uso corretto dei media device per adolescenti e preadolescenti tra gli 11 e i 17 anni. In particolare, il testo, presentato ufficialmente in occasione del 75esimo congresso italiano di pediatria del 29 maggio 2019 a Bologna, indaga rischi e opportunità e contiene consigli preziosi per i genitori.

 

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Dagli studi svolti dalla Sip, è emerso che in Italia, secondo dati Istat riferiti al 2018, l’85% degli adolescenti tra 11 e 17 anni usa quotidianamente il telefonino. Le ragazze lo utilizzano tutti giorni (l’87,5%), e il 60% dei ragazzi controlla lo smartphone come prima cosa la mattina e come ultima cosa prima di andare a dormire. Il 63% (tra 14 e 19 anni) usa inoltre lo smartphone a scuola durante le lezioni. Il 50% afferma di trascorrere dalle 3 alle 6 ore extrascolastiche al giorno con lo smartphone in mano.

 

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Ecco, dunque, cinque importanti consigli per i genitori, affinché i figli non siano lasciati da soli e non usino la tecnologia in modo eccessivo e improrio.

 

  1. Parla con tuo figlio. È importante favorire una comunicazione aperta tra genitore e adolescente, spiegando ai ragazzi cosa vuol dire un utilizzo positivo e intelligente dei media device, prestando attenzione ai contenuti che vengono pubblicati e letti e ricordando loro che è indispensabile proteggere la privacy online per tutelare se stessi e la propria famiglia.
  2. Comprendi, impara e controlla. Il genitore dovrebbe monitorare il tempo che il proprio figlio spende su tablet, smartphone e pc, imparando per primo le tecnologie a disposizione per poterle comprendere per quanto è possibile, giocando insieme a lui e condividendo per quanto possibile le attività sui media device.
  3. Stabilisci limiti e regole chiare. Occorre limitare il tempo di utilizzo di smartphone, tablet e pc durante il giorno o nei fine settimana, stabilendo orari precisi di divieto per esempio durante i pasti, i compiti e le riunioni familiari. Considerare i media come un’opportunità per tutta la famiglia per vedere insieme film o condividere contenuti social o messaggi in chat e video.
  4. Dai il buon esempio. Come genitore l’esempio è fondamentale, per questo mamme e papà dovrebbero limitare per primi l’utilizzo di smartphone quando si è in famiglia e durante i pasti; è importante inoltre che i genitori scelgano sempre contenuti appropriati e linguaggi adeguati sui social network.
  5. Fai rete. È indispensabile la collaborazione tra genitori, pediatri e operatori sanitari per tutelare e sostenere i ragazzi attraverso campagne di informazione che forniscano una maggiore consapevolezza degli aspetti positivi ma anche dei rischi che presenta l’uso eccessivo dei media device.

 

Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, ha detto:

«Servono dialogo e regole chiare. Raccomandiamo ai genitori di mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali. Ma è indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device: mai a tavola, mai mentre si fanno i compiti, a meno che non siano di ausilio per lo studio, mai nei momenti in cui la famiglia è riunita, mai prima di andare a dormire».

 

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