Bullismo

Educare i bambini al rispetto per fermare il bullismo

Di Sara De Giorgi
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05 Settembre 2018
I genitori possono fare molto per fermare il bullismo. Secondo l'educatrice spagnola Tanía García, fondatrice di una scuola internazionale per famiglie che desiderano educare con rispetto, la cosa importante è crescere i bimbi abituandoli al "rispetto" e trattarli esattamente come vorremmo essere trattati noi. Perché minacciare, ignorare, etichettare, manipolare, insultare, ricattare, deridere... non sono mai cose da bambini. 
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Che cosa possono fare i genitori per fermare il bullismo? Come è possibile evitare che i nostri figli vivano queste terribili situazioni?

La violenza e l'abuso tra pari non dovrebbero mai essere tollerati né giustificati dicendo, ad esempio, "sono cose da bambini". Minacciare, ignorare, etichettare, manipolare, insultare, ricattare, deridere... non sono mai cose da bambini. 

 

La rivista spagnola Serpadres.es ha intervistato l'educatrice Tanía García, fondatrice di Edurespeta, una scuola internazionale per famiglie che desiderano educare con rispetto. Tanía tiene workshop gratuiti per frenare la piaga sociale del bullismo. Ma che cosa significa educare al rispetto?

 

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«Per eliminare il bullismo deve cambiare il nostro modo di educare», ha detto la García. «Bisogna imparare ad educare al rispetto e questo non significa essere permissivi con i bambini».

 

Secondo l'educatrice «Dobbiamo agire tempestivamente, fin dal primo dubbio che nostro figlio sia vittima di bulli a scuola. Ma mai, né genitori né insegnanti, devono lasciarsi sfuggire frasi come "Se ti colpiscono, colpisci": in questo modo si perpetuano soltanto i comportamenti violenti».

 

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Cosa possono fare i genitori per educare al rispetto e per fermare il bullismo?

 

1) Trattare i bambini come vorremmo essere trattati noi stessi

 

«Occorre crescere i figli con buon senso, coerenza, amore ed empatia. Non è necessario confondere i piccoli affermando che l'educazione debba essere basata sulla mancanza di regole o su un mondo dove tutto è perfetto. Occorre fornire ai bambini un'educazione grazie alla quale possano imparare a rispettare se stessi e gli altri. E questo risultato può essere raggiunto solo se noi stessi li rispettiamo», afferma Tanía.

 

2) Abbandonare l'individualismo e capire i bisogni dei bambini

 

Secondo l'educatrice il bullismo non è una piaga sociale generata dalla perdita di valori, ma è sempre esistito. «È un flagello proprio perché non riusciamo mai a farlo sparire, è in aumento nelle scuole e tra i ragazzi e ogni volta le conseguenze e le circostanze peggiorano».

 

L'unica cosa importante che dobbiamo fare è cambiare il nostro modo di educare. «E non pensare al benessere e al bisogno degli adulti, ma cominciare a considerare e a capire i bisogni e le fasi dei bambini».

 

3) I genitori devono agire sin dal primo momento

 

I genitori devono agire fin dall'inizio. Ancora prima che sorga il dubbio di bullismo.

 

«E intervenire soprattutto se i nostri figli ci dicono: "Non mi hanno lasciato giocare con loro nel cortile", "Hanno rotto il mio casco", "Hanno riso dei miei occhiali", "Mi hanno spinto sulle scale", ecc. Queste frasi non sono normali. Dobbiamo incontrare gli insegnanti e agire, poiché i bambini hanno bisogno di protezione, guida e difesa. La cosa migliore che possiamo dire ai più piccoli come forma di prevenzione in questi casi è di chiedere sempre aiuto a una persona adulta. Non dobbiamo mai incoraggiare la violenza nei nostri figli, poiché la frase "se ti colpiscono, colpisci" perpetua solo comportamenti violenti», chiarisce l'educatrice.

 

«La violenza e l'abuso tra pari non dovrebbero mai essere tollerati né giustificati dicendo, ad esempio, "sono cose da bambini". Minacciare, ignorare, etichettare, manipolare, insultare, ricattare, deridere... non sono mai cose da bambini. Dobbiamo difendere i nostri figli in tutte le situazioni, e farlo sempre con rispetto, dialogo, coerenza ed empatia», conclude Tanía García.

 

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