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Carnevale

Dimmi da cosa di travesti a Carnevale e ti dirò chi sei

Di Alessia Calzolari
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18 Gennaio 2018
Mascherarsi è un gioco semplice e divertente, ma in realtà porta con sé moltissimi significati. La psicologa Annabel Sarpato spiega cosa si nasconde dietro ad una principessa o ad un supereroe e perché è importante mascherarsi tutto l'anno

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Scartabellando tra i cimeli di famiglia ci sarà almeno una vostra foto di Carnevale in cui avrete un faccino tutt’altro che sorridente: la mamma vi aveva vestito (per l’ennesima volta) da pagliaccio e voi, in realtà, ne eravate terrorizzati e avreste preferito travestirvi da hawaiana, perché affascinate dalle culture lontane sin da piccole.
 

Sì, perché, i travestimenti di Carnevale possono svelare qualcosa in più del carattere dei bambini, che siano passioni oppure elementi inespressi. La dottoressa Annabell Sarpato, psicologa e autrice del blog Psicologia per Bambini Felici, ci spiega qual è il significato dei travestimenti dei bambini, un gioco da fare non solo a febbraio.

 

 

Che emozione: è Carnevale!

 

Vi ricordate alle elementari quanto eravate elettrizzati tra la fine di gennaio e i primi di febbraio? Era un continuo confrontarsi con gli amichetti sui travestimenti. Come spiega la psicologa: «Il Carnevale è una festa speciale, che piace a tutti: grandi e bambini. È la festa degli scherzi, dei colori e dei giochi. I bambini amano travestirsi come i loro personaggi preferiti, da animali, da superiori e dai cartoni animati del momento: per una settimana possono fingersi Spiderman, Elsa di Frozen o il Paw Patrol preferito».

 

Dimmi che travestimento scegli e ti dirò chi sei

 

«La scelta dell’abito non è mai scontata né casuale» sottolinea la dott.ssa Sarpato e continua: «il momento di scegliere quale maschera adottare è sempre ricco di preparativi. Spesso, infatti, si fanno ricerche in lungo e in largo per trovare il proprio travestimento preferito: può essere un cartone che piace proprio in quel momento (e anche in questo caso può rivelare molto del bimbo), un personaggio con poteri speciali o un animale preferito».

 

«A volte, travestirsi in modo particolare aiuta ad esprimere ciò che si è, le proprie passioni e le proprie qualità. Altre volte, invece, il travestimento permette di manifestare ciò che, altrimenti, rimarrebbero inespresso. Travestirsi aiuta anche ad esternare sentimenti forti e, a volte, “poco tollerati” nel mondo sociale. Si pensi, ad esempio, alla ribellione del punk o al travestimento del “cattivo” di turno».

 

Il significato dei travestimenti

 

Perché è così importante indossare altri abiti rispetto ai propri, trasformarsi in qualcuno a qualcosa di diverso? «Il travestimento è importante per la crescita cognitiva ed emotiva. È il “far finta” tipico del gioco, che aiuta a crescere e a diventare grandi».

 

 

E se il mio bimbo non vuole vestirsi a Carnevale?

 

Come ha spiegato l’esperta, travestirsi sembra un gioco semplice e a tratti banale, ma non lo è affatto. A prima vista sembrerebbe, quindi, che mamma e papà dovrebbero incentivare a tutti i costi i piccoli di casa ad indossare altri abiti almeno una volta all’anno.
 

È effettivamente così? Non proprio, come spiega la dott.ssa Sarpato: «Se un bambino non ha piacere a mascherarsi è importante non forzarlo: a volte, infatti, il gesto del travestirsi può spaventare i piccini o non essere occasione di gioia e divertimento. In particolare, prima dei tre anni, è molto diffusa la paura delle maschere. I bambini così piccoli, infatti, faticano a comprendere la distinzione tra realtà e fantasia. Vedere maschere e travestimenti può mettere a disagio i piccoli, che non riescono a riconoscere i segnali per distinguere il confine tra reale e surreale».

 

 

Come scegliere la maschera giusta

 

Insomma, scegliere un vestito da Carnevale per il proprio bimbo non è cosa da poco. Sono, quindi, preziosi i consigli della psicologa per trovare la soluzione migliore: «È importante scegliere con i bambini il travestimento preferito e dargli la possibilità di esprimere la propria creatività e fantasia, pensando a ciò che potrebbe essere la migliore soluzione per loro».

 

«Ancora più bello potrebbe essere crearlo insieme, trasformando questo momento in una occasione di condivisione. Anche se fanno richieste che a noi possono sembrare bizzarre o strane? Certo, perché no. È importante parlarne insieme, ascoltare le motivazioni senza giudizio. Si condivide il motivo, che a volte è diverso dal pregiudizio che noi adulti mettiamo nell’interpretare i fatti. Spesso, infatti, le spiegazioni dei bambini ci sorprenderanno».

 

 

Se si traveste da principessa, è una bimba sognatrice?

 

Probabile. Così come potrebbe essere che il bimbo che si traveste da Paw Patrol ama gli animali. Va, però, specificato che «non ci sono significati univoci rispetto alla scelta di un travestimento piuttosto che un altro. Spesso trascuriamo che se ne può parlare con i bambini, per condividere con loro la scelta e creare o acquistare l’abito più adatto ai loro desideri».

 

Insomma, non è detto che se la vostra bimba dolce e precisina vuole vestirsi da Spiderman, da domani si trasformerà in un maschiaccio che si arrampicherà sui muri, pronta a combattere tutte le ingiustizie della scuola.

Come spiega la dott.ssa Sarpato, non c’è, infatti, linearità in questo senso: «Quello che può essere importante sottolineare è che è interessante la scelta di un travestimento e provare a capire con i bambini il perché di quella decisione. Può esserci un confronto, uno scambio di idee. Banalmente chiedere "Come mai hai scelto di vestirti così?" potrebbe essere foriero di molte sorprese».

 

 

È il momento di creare

 

Ammettiamolo, con i tempi frenetici (a dir poco) che condizionano la vita quotidiana oggi come oggi è difficile pensare di fare in casa un costume di Carnevale. Anche se comprato, però, si potrebbe cercare di coinvolgere i piccoli, magari cercando foto dei diversi costumi online, confrontandoli oppure scegliendo gli accessori per rendere unico il travestimento.

«Un vestito o una maschera personalizzati hanno un valore unico, prezioso. Se fatti insieme, inoltre, portano con sé la gioia della condivisione, dello stare insieme creando qualcosa. Stoffe, bottoni, carta, gomitoli.... basta poco. in questo modo, inoltre, il Carnevale perde anche il valore commerciale che rischia di assumere. Il vestito non deve essere perfetto...deve essere il proprio vestito: scelto, pensato e creato. Anche solo colorare la mascherina e ritagliarla rende quell'abito speciale».

 

Come sottolinea l’esperta quindi, sfruttiamo l’occasione del Carnevale per creare anche solo un piccolo dettaglio unico, ma insieme ai nostri bambini: sarà un ricordo preziosissimo per loro.

 

 

Travestimenti? Non solo a Carnevale

 

Mascherarsi è divertente, può diventare un’occasione per trascorre del tempo insieme e condividere un momento importante, stimola la fantasia e aiuta la crescita cognitiva ed emotiva: niente male per una pratica che sembra così semplice e che facilmente si può ripetere anche a casa e anche in una giornata qualsiasi.

 

Come ricorda la dott.ssa Sarpato: «Anche a casa i bimbi amano travestirsi: giocare con gli abiti e le scarpe di mamma e papà, indossare un lenzuolo e fingersi un fantasma, trasformarsi in un mago con una bacchetta magica o in principessa con una corona. Creare l’angolo dei travestimenti può essere utile, magari con un baule o una vecchia valigia».