pubertà, ginecomastia

Ginecomastia: quando il seno ce l'ha lui

Di Simona Regina
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16 Maggio 2017
La ginecomastia generalmente non rappresenta un pericolo per la salute. Ma non bisogna comunque sottovalutare il disagio psicologico che può causare nei ragazzi adolescenti.
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Nella maggior parte dei casi è un problema puramente estetico, che non compromette lo stato fisico, ma impatta sul benessere psicologico degli adolescenti. “Ecco perché sempre più si ricorre alla chirurgia estetica per liberarsi della ginecomastia” afferma Stefano Stagi, specialista di auxo-endocrinologia dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

 

Che cos’è

 

La ginecomastia, dal greco gyné donna e mastós mammella, è un’ipertrofia della ghiandola mammaria maschile. In altre parole, una o entrambe le mammelle si ingrossano tanto da assumere le sembianze del seno femminile. "È spesso un’ipertrofia benigna, non di natura tumorale, dovuta a uno sbilancio tra estrogeni e testosterone". Generalmente non rappresenta un pericolo per la salute. Ma non bisogna comunque sottovalutare il disagio psicologico che può causare.

 

 “Si parla di ginecomastia prepuberale quando compare prima dei primi segni tipici dello sviluppo (aumento del volume testicolare, modificazioni delle dimensioni dei genitali e comparsa della peluria pubica) e di ginecomastia puberale quando invece compare successivamente alla comparsa dei caratteri sessuali secondari” spiega il ricercatore. “Nel primo caso generalmente può essere espressione di problemi ormonali (estrogeni in eccesso, gli ormoni sessuali femminili che stimolano la crescita del seno), invece nel secondo si tratta di un quadro parafisiologico: perché quasi tutti i maschi durante la pubertà vanno incontro a un transitorio ingrossamento della ghiandola mammaria, per le modificazioni ormonali tipiche della fase puberale”.

 

 

Generalmente l'ipertrofia è bilaterale, ma può essere anche asimmetrica (l’ingrossamento cioè è maggiore in un seno), ed è più accentuata nei ragazzini con eccesso di peso (per la presenza della componente adiposa, o adipomastia). “Nella maggior parte dei casi tende col tempo a regredire” rassicura Stagi. “Se la ginecomastia permane, allora si può valutare l’intervento chirurgico”.

 

La diagnosi

 

Tipicamente, spiega il medico, si effettua una attenta anamnesi e si prescrivono esami endocrinologici per valutare se dietro ci siano o no disfunzioni ormonali - in pratica estrogeni in eccesso, e in caso iniziare una terapia ormonale - ed escludere altre patologie che influiscono sui livelli degli ormoni sessuali, come l’ipertiroidismo o l’ipogonadismo.

 

La ginecomastia può essere indotta anche dall’assunzione di alcuni farmaci, come alcuni chemioterapici o antipsicotici, e di steroidi anabolizzanti.

 

Si consiglia di fare inoltre anche esami genetici per appurare eventuali disordini cromosomici. La ginecomastia infatti è frequentemente associata alla sindrome di Klinefelter, malattia genetica dovuta dalla presenza di un cromosoma sessuale X in più nei maschi. “Colpisce 1 maschio su 500, può determinare in età adulta problemi di sterilità e le ginecomastia può esserne un segno” chiarisce Stagi.

 

 

L’intervento chirurgico

 

Se con gli esami endocrinologici, l’ecografia testicolare e mammaria e la valutazione genetica è possibile escludere problemi di questo tipo, allora si monitora nel tempo la situazione perché si può verificare una regressione naturale del problema. Se però l’ipertrofia persiste, si può ricorrere all’intervento di chirurgia estetica. In pratica si aspira il tessuto adiposo (liposcultura), se l’ingrossamento è dovuto ad accumulo di grasso. Se invece l’ipertrofia è legata a uno sviluppo eccessivo del tessuto ghiandolare si esegue una mastectomia, per la rimozione della ghiandola mammaria.

 

“Generalmente si consiglia di aspettare che la pubertà si completi per un’eventuale regressione spontanea e, se necessario, nel frattempo si consiglia di intraprendere un percorso psicologico, perché seppure sia un problema di natura estetica che non mette a rischio la salute fisica, la ginecomastia puberale può avere un impatto sgradevole sulla vita di un adolescente. C’è chi ha difficoltà ad accettarsi, e si vergogna del proprio aspetto, si chiude in se stesso, si isola, smette di praticare sport per l’imbarazzo di condividere gli spogliatoi con i coetanei. Ecco perché quando la situazione è proprio insostenibile si interviene chirurgicamente anche prima dei 18 anni” precisa Stagi.

 

 

Prevenire tenendo il peso sotto controllo

 

Oltre a essere più accentuata in chi ha qualche chilo di troppo, “la ginecomastia tende anche a persistere per via di alcuni meccanismi ormonali legati al tessuto adiposo che tendono a convertire gli ormoni androgeni in estrogeni”. Ecco perché si consiglia la perdita del peso di pari passo all’attività fisica. “Da un lato infatti raggiungendo e mantenendo il peso forma si riduce la componente di adipomastia, l’accumulo cioè di tessuto adiposo, e dall’altro l’attività fisica aumenta il tono dei muscoli pettorali” conclude il medico del Meyer.