Nuovo studio

Il bambino è obeso? E' (anche) colpa della mamma

obesitainfantile
28 Giugno 2018
Le madri non si rendono conto quando il proprio figlio è sovrappeso. Lo mette in evidenza uno studio internazionale. Questa errata percezione delle mamme dei problemi di peso dei figli ostacoli un tempestivo intervento per il raggiungimento del normopeso
Facebook Twitter Google Plus More

Ogni scarrafone è bello a mamma sua. Se poi le guanciotte sono tonde e il pancino bello pasciuto, ancora meglio. Almeno così per le mamme italiane, che sembrano non accorgersi del peso-forma dei propri figli.

Una vera e propria misperception materna: la proporzione di bambini sovrappeso/obesi non correttamente percepiti come tali dalle proprie madri risulta essere molto elevata. E' la quasi totalità dei bambini sovrappeso (89%). La maggior parte delle madri quindi non si accorgerebbe del peso eccessivo del proprio bambino. Tardando possibile interventi per tornare in forma.

 

Questo è  quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricercatori padovani guidato dal prof. Dario Gregori dell’Unità di Biostatistica, Epidemiologia e Sanità pubblica del Dipartimento di Scienze cardiologiche, toraci e vascolari dell’Università di Padova e pubblicato nella rivista internazionale «Obesity»: Does love really make mothers blind? A large

transcontinental study on mothers’ awareness about their children’s weight, editor’s choice.


Lo studio del professor Gregori aveva come obiettivo quello di studiare il tasso di misperception materna (intesa come percezione di un bambino sovrappeso/obeso come sottopeso/normopeso) e il suo ruolo nell’influenzare la scelta di intraprendere delle azioni atte alla perdita di peso.

 

Lo studio ha arruolato 2720 bambini (di età compresa tra i 3 e gli 11 anni,
bilanciati per genere) in 10 nazioni in tutto il mondo (Cile, Messico, Argentina, Brasile, Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Georgia, e India).
Di questi, 774 bambini sono risultati in sovrappeso/obesi. La proporzione maggiore di bambini sovrappeso/obesi è stata identificata in India (49% (377)) e America Latina (16% (124) in Brasile, 7% (54) in Cile, 6% (45) in Argentina, 6% (47) in Messico). In Italia, in linea con le altre nazioni europee, è stata identificata una minore proporzione di bambini sovrappeso/obesi (30 su 774, pari al 4% del totale dei bambini sovrappeso/obesi).


«La proporzione di bambini sovrappeso/obesi non correttamente percepiti come tali dalle proprie madri risulta essere molto elevata (la quasi totalità dei bambini sovrappeso (89%) – spiega il prof Gregori -, e metà dei bambini obesi (52%) non sono stati percepiti come tali dalle proprie madri).

 

Come cambia la percezione a seconda del Paese

L’analisi stratificata per nazione mostra una leggera variabilità tra i Paesi considerati nello studio (la proporzione di bambini sovrappeso/obesi non correttamente percepiti varia dal 50% del Cile all’89% della Francia). L’Italia rappresenta uno dei Paesi con la proporzione più elevata di misperception, ovvero l’80% dei bambini sovrappeso/obesi - pari a 24 bambini su 30 sovrappeso/obesi - sono stati percepiti dalle proprie madri come normopeso.»

I bambini sono stati sottoposti ad una valutazione antropometrica mentre alle madri è stato chiesto di indicare la figura che meglio rappresentava la forma fisica del proprio figlio tra 14 figure (7 maschili e 7 femminili) disegnate in modo tale da rappresentare altrettanti bambini con differenti forme fisiche (dall’estrema magrezza fino all’obesità).


La mispercpetion si è rivelata essere un fattore influenzante la scelta di adottare delle azioni per perdere peso (i bambini sovrappeso/obesi che non venivano correttamente percepiti come tali dalle proprie madri sono risultati avere una minore probabilità di essere coinvolti in un programma finalizzato alla perdita di peso).

Serve una maggiore presa di coscienza da parte dei genitori


Questi risultati sottolineano la necessità che le politiche di salute pubblica volte a combattere il problema dell’obesità infantile debbano innanzitutto favorire la presa di coscienza, da parte dei genitori, della forma fisica del proprio figlio dato che questo fattore si è dimostrato influenzare la scelta di impegnarsi al fine di perdere peso.