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Il passaggio alla scuola secondaria di primo grado: come aiutare i figli ad affrontarlo bene

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07 Luglio 2015 | Aggiornato il 12 Settembre 2017
Il passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria di primo grado (le medie) segna l'inizio di un nuovo capitolo e un grande cambiamento per ogni bambino

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Il primo giorno di scuola primaria? Ti sembra ieri e invece è già finita. Ormai il non più piccolo bambino/ragazzino affronterà una nuova avventura: la scuola secondaria di primo grado. Non più maestri ma prof, compiti e cose da studiare tutti i giorni anziché nel fine settimana, tanta autonomia in più. 

 

Come è possibile aiutare il proprio figlio a vivere con serenità questo importante passaggio? 

 

Ecco 7 consigli 'anti-panico' da due esperte: Elena Urso, pedagogista con un sito www.consulenzafamiliare.com, autrice di libri di 'pillole' per genitori (con E. Rossini, I bambini devono fare da soli. Senza mai sentirsi soli... Edicart) e Barbara Tamborini, psicopedagogista, saggista (e mamma di 4 figli).

 

1. Osservalo e ascoltalo. Quanto è preoccupato?

 

“Questa fase di transizione è uno scarto di crescita grandissimo, oggi, però, manca un rituale, una 'prova' che metta un po' in difficoltà e aiuti a capire quanto sarà diversa la nuova esperienza. In passato, gli esami di quinta hanno svolto questa funzione”, dice Elena Urso, pedagogista dello Studio di Consulenza Familiare Rossini-Urso.

 

Secondo la pedagogista Urso, anche per questo motivo, per quanto ricevano mille stimoli, i ragazzini di oggi arrivano meno autonomi e preparati a questo momento. “C'è chi non è mai andato a scuola da solo e molti bambini praticano molto sport e fanno attività extrascolastiche ma sempre accompagnati”.

 

Di conseguenza, è opportuno che il genitore non minimizzi (o peggio ancora metta in ridicolo) eventuali paure del figlio e lo rassicuri aiutandolo a dare voce alle sue emozioni.

 

Tuttavia, la prospettiva di passare alle medie non è sempre fonte di stress: ogni bambino affronta questa fase in modo diverso e personale. A sottolinearlo è la psicopedagogista Barbara Tamborini. “Se il bambino è tranquillo, e lo è sempre stato anche alla primaria, è opportuno valorizzare questo atteggiamento senza enfatizzare troppo il passaggio verso la nuova scuola. E' importante rinforzare, invece, la sua sicurezza parlandone insieme in famiglia”. (Ti potrebbe interessare anche: Il passaggio dalla scuola dell'infanzia alla scuola elementare)

 

2. Aiutalo a diventare sempre più autonomo

 

Per rassicurare il figlio, e farlo sentire 'grande', in vista della nuova avventura, secondo Elena Urso, una buona strategia è quella di lasciare nuovi spazi di autonomia durante l'estate. “In questo modo, il bambino può entrare nell'ottica che sta vivendo un momento importante di crescita e mettersi alla prova”, afferma la pedagogista.

 

Prima della partenza per le vacanze, per esempio, è possibile iniziare già a renderlo più partecipe e responsabile coinvolgendolo nella preparazione del suo bagaglio. Se non c'è pericolo e il percorso è breve, poi, al mare, sarebbe utile lasciarlo andare in spiaggia da solo per incoraggiarlo a fare serenamente una nuova esperienza di autonomia. In modo analogo, con le opportune precauzioni, dopo un periodo di rodaggio, anche a scuola, dal punto di vista di Elena Urso, potrebbe andarci per conto suo. (Leggi anche: 9 frasi da non dire mai al vostro bambino

 

3. "Sai anch'io avevo un po' paura ..."

 

Secondo la pedagogista Urso, è fondamentale assecondare il figlio: c'è chi, per esempio, ha bisogno di parlarne, in modo quasi ossessivo, tutta l'estate, e chi, invece, ci pensa solo all'ultimo secondo. In questo ultimo caso, se il figlio non ha voglia di esprimere i suoi pensieri, e fa parte del suo carattere, è bene non forzarlo.

 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la psicopedagogista Barbara Tamborini: “è importante osservare bene il 'termometro' delle eventuali ansie del bambino e agire in base a quello”.

 

Inoltre, per Elena Urso, quando il figlio continua a tirare fuori l'argomento 'medie', per confortarlo, il genitore può raccontare come è stata la sua esperienza, poiché ha attraversato lo stesso momento. 'Sai, anch'io avevo un po' di paura ma poi ho incontrato un nuovo amico'. In questo modo, è possibile trasmettere il messaggio che il timore verso un cambiamento è comune, ma poi si supera. (Leggi pure: Educazione figli, i 10 errori più comuni che i genitori fanno

 

4. Visita la nuova scuola e immagina con lui come sarà il suo primo giorno

 

Se il bambino è in ansia, entrambe le esperte suggeriscono di andare alla nuova scuola (meglio ancora se è stato anche all'open day) nei mesi estivi fantasticando su quello che sarà il primo giorno.

 

'Chissà quale sarà la finestra della tua nuova aula?', 'E i banchi di che colore saranno?'...

 

Inoltre, per Elena Urso, anche ridere insieme è una buona strategia anti-panico a patto di non minimizzare mai i timori del figlio anche quando appaiono eccessivi agli occhi di un adulto. (Leggi anche: Come crescere figli maschi da 0 a 16 anni

 

5. Coinvolgi il bambino nella preparazione del materiale per il debutto

 

Prima dell'inizio della scuola, un buon modo per tranquillizzare il bambino è anche quello di coinvolgerlo nella preparazione dell'occorrente.

 

Andare tutti insieme a comprare lo zaino nuovo, per esempio, e altro materiale scolastico, è molto importante. “Le azioni concrete aiutano il bambino a prefigurare quello che sarà, sono utili per familiarizzare con i cambiamenti”, spiega la pedagogista Urso.

 

Anche ordinare e acquistare insieme i libri di testo e poi, una volta a casa, iniziare a sfogliarli, aiuta il ragazzino a prendere confidenza con l'idea della sua nuova vita tra i banchi. (Ti potrebbe interessare: Come crescere figlie femmine da 0 a 14 anni)

 

6. Se il bambino è figlio unico, fallo parlare con chi ha già frequentato la prima media

 

Quando il bambino è molto turbato dall'idea di lasciare i vecchi amici, è opportuno infondergli fiducia sul fatto che stringerà nuove relazioni e, forse, troverà anche compagni che già conosce. La separazione dall'amico del cuore, per esempio, può causare ansia e insicurezza. In questo caso, per la psicopedagogista, una soluzione è individuare qualcuno che andrà nella stessa scuola.

 

Un po' faticoso, certo, per il genitore 'andare a caccia' di un futuro compagno del figlio tra la cerchia delle conoscenze e incontrarlo prima del debutto in aula, ma è un buon sistema per tranquillizzarlo.

 

Di fatto, dal punto di vista di Barbara Tamborini, tutto è più semplice se in famiglia a rassicurare il ragazzino è un fratello (o una sorella) maggiore che ha già vissuto questa esperienza.

 

Nel caso di un figlio unico o primogenito, invece, è utile farlo parlare direttamente - attraverso la mediazione di un adulto - con un vicino di casa o un cugino, che ha appena finito la prima media. (Leggi anche: Come scegliere la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria, consigli)

 

7. Mostra la tua disponibilità al dialogo

 

Secondo il parere di Barbara Tamborini, il dialogo in famiglia è lo strumento fondamentale per sostenere al meglio questo cambiamento.

 

“Anche mettere in scena delle situazioni sul futuro in classe - incluse possibili 'prese in giro' - può aiutarlo a liberare la sua ansia verso questo passaggio”, dice la psicopedagogista.

 

A volte, il bambino, per esempio, può temere gli scherzi dei 'grandi di terza media': se è davvero così, è bene 'esplorare' l'argomento, altrimenti non è il caso di passargli una paura che non ha. In ogni caso, abituare il figlio a raccontare in famiglia cosa succede, significa aiutarlo a capire che insieme è possibile trovare una soluzione a qualsiasi problema o difficoltà.

 

“Noi ci siamo, puoi contare su di noi, facciamo una squadra: questo è il messaggio fondamentale che dovrebbe passare a ogni figlio”, conclude Tamborini.