Salute

L'appendicite nei bambini

appendicite
15 Luglio 2014
Che cos'è l'appendicite, i sintomi, le cause, come fare la diagnosi e quando bisogna operare. Nostrofiglio.it ha intervistato sull’argomento appendicite e bambini Arrigo Barabino, primario di gastroenterologia pediatrica presso l’Ospedale Gaslini di Genova.
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L’appendicite un’infiammazione dell’appendice, una piccola sporgenza dell’intestino che si trova sul lato destro della pancia. Provoca nelle prime fasi un dolore vago intorno all’ombelico, che può intensificarsi e localizzarsi nel giro di poche ore nell’area inferiore destra dell’addome. Nella maggior parte dei casi si risolve asportando l’appendice con un piccolo intervento. Nostrofiglio.it ha intervistato sull’argomento Arrigo Barabino, primario di gastroenterologia pediatrica presso l’Ospedale Gaslini di Genova.

Che cos’è l’appendicite?

L’appendicite o appendicopatia è un’infiammazione dell’appendice, una naturale sporgenza dell’intestino a forma di vermicello lungo e stretto, posizionato all’inizio del colon, a livello dell’intestino cieco. “La sua esatta funzione non è ancora ben chiara, ma recenti ricerche indicano che l’appendice abbia il compito di custodire una microflora di riserva: fungerebbe cioè da riparo per i batteri benefici, da utilizzare per ripristinare la flora microbica intestinale in caso di necessità, ovvero dopo alterazioni della flora dovute ad infezioni intestinali” sottolinea Barabino.

Perché viene l’appendicite?

Si ha l’appendicite quando l’appendice si infetta e quindi si infiamma. E questo può succedere se ad esempio viene ostruita da pezzi di feci molto dure (coproliti) o perché il tessuto linfatico contenuto nella sua parete diventa così voluminoso da tapparne la cavità interna, bloccando il normale drenaggio delle secrezioni intestinali.

Quali sono i sintomi dell’appendicite?

L’appendicite può avere diversi livelli di gravità e sintomi diversi a seconda che coinvolga solamente l’appendice o si estenda all’esterno, cioè verso il peritoneo.

Appendicite acuta: mal di pancia da periombelicale a localizzato in basso a destra. Quando l’infiammazione resta limitata all’interno della parete dell’appendice si definisce, in base alla gravità dell’infiammazione, appendicite acuta catarrale o flemmonosa. In tal caso il bambino può lamentare inizialmente un dolore alla pancia vago, per lo più periombelicale, che rapidamente si sposta in basso e a destra; possono associarsi nausea, vomito e febbre.

Infiammazione peritoneale: dolore intenso e localizzato in basso a destra. Se invece l’infezione fuoriesce dalle pareti dell’appendice intaccando il peritoneo - che è l’involucro sieroso che avvolge dal di fuori tutto l’intestino - può dare origine ad un’infiammazione peritoneale con versamenti saccati, cioè l’infiammazione è fuoriuscita dal peritoneo ma è ancora confinata in una tasca ben precisa intorno all’appendice.

In questa fase il dolore diventa sempre più intenso e localizzato nella zona in basso a destra dell’addome, più o meno a metà della linea che va dall’ombelico alla cresta iliaca superiore (l’osso più largo del bacino). In più, il dolore dal fianco può irradiarsi alla coscia destra o al fegato, a seconda delle zone dove si estende l’infiammazione. Compare il vomito e, successivamente, la febbre.

Pertitonite o appendicite perforata: dolore insopportabile e malessere generale. Si parla di peritonite o appendicite perforata quando si verifica la perforazione dell’appendice ed il pus non resta confinato in sacche ma si sparge nel peritoneo, causando una peritonite diffusa. Il bambino ha uno stato di malessere generale ed un colorito grigiastro; la pancia è dura, tesa e molto dolente. Si associano sempre vomito e febbre.

Come si fa la diagnosi di appendicite?

Se si ha il sospetto che il bambino abbia un’appendicite, è necessario portarlo dal pediatra o al pronto soccorso. Già con la semplice palpazione dell’addome, il medico valuta se può trattarsi di appendicite: se il mal di pancia è dovuto ad altre cause, ad esempio ad un colon irritabile, il medico riesce agevolmente a palpare e spingere con la mano sull’addome, mentre in caso di appendicite il tocco del medico procura molto dolore e resistenza da parte del bambino.

La maggior parte delle volte basta la sola visita medica per fare la diagnosi. In caso di dubbio, si fa anche un’ecografia per vedere l’ispessimento della parete dell’appendice, più un esame del sangue, che misura i globuli bianchi e la Proteina C reattiva, valori che aumentano se c’è infiammazione.

La terapia: in caso di dubbio, si può tentare con gli antibiotici

Se i sintomi non sono molto evidenti e si ha il dubbio che non si tratti di un’appendicite ma di un’infezione intestinale, si prova a prescrivere in prima battuta una terapia antibiotica.

Se la diagnosi è certa, si toglie l’appendicite con l’intervento.

Se invece la diagnosi di appendicite è chiara, si preferisce eliminare da subito l’appendice anche se si tratta di un’appendicite ai primi stadi, perché la terapia antibiotica può non debellare completamente l’infezione e si può avere una rapida recidiva del processo infiammatorio appendicolare dopo la sospensione della terapia.

L’operazione è semplice, ma, trattandosi di bambini, si fa sempre in anestesia generale. “L’intervento può essere quello chirurgico classico, oppure, da alcuni anni, si fa sempre più spesso in laparoscopia, cioè praticando piccoli buchini nella pancia dove si introducono strumenti endoscopici che riescono ad estrarre l’appendice” spiega Arrigo Barabino.

La ripresa post-operatoria è rapidissima: nella gran parte dei casi entro 24-48 ore al massimo il bambino può riprendere a mangiare e tornare a casa, a meno che non ci siano stati ascessi che richiedono il drenaggio del pus ed una terapia antibiotica mirata.

Ci sono bambini predisposti all'appendicite?

L’appendicite è uno dei principali motivi di ricorso alla chirurgia in età pediatrica. Perché? C’è modo di prevenirla? “Non c’è un motivo preciso per cui viene l’appendicite, né ci sono abitudini o stili di vita scorretti che predispongano all’infiammazione, come ad esempio la stitichezza” risponde il pediatra. “Quel che riscontriamo è che ricorre con maggiore frequenza nella fascia d’età dai 2 ai 14 anni.

Molto rara invece nei primi 2 anni di vita, quando però, se si verifica, presenta un decorso molto più rapido e grave dal momento che la risposta dell’organismo all’infezione è meno efficace”. Articoli correlati:

 

 

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