Sviluppo

Lo sviluppo del bambino tra sei e otto anni

Di Simona Regina
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4 agosto 2017 | Aggiornato il 5 dicembre 2018
Questa fascia di età nel bambino è contraddistinta dallo sviluppo molto rapido delle abilità fisiche, sociali e mentali.

Ricorderete anche voi il suono della prima campanella che ha scandito l’inizio del vostro primo giorno di scuola. E ora sono loro, i vostri figli, a cominciare questa nuova avventura che porta molti cambiamenti nella vita di un bambino, che smette di essere piccolo ma non è ancora grande.

 

A questa età bambini e bambine via via acquisiscono sempre maggiore autonomia: valorizzatela. Lasciando per esempio che si allaccino le scarpe da soli. Cominciano a stringere legami forti con gli amici e le amiche del cuore e ci tengono ad essere accettati e amati dai loro pari. E sempre più si mettono alla prova, tra i banchi di scuola o in un campo di basket o sul parquet della scuola di danza. Questa fascia di età è contraddistinta infatti dallo sviluppo molto rapido delle abilità fisiche, sociali e mentali.

 

Saltano, corrono, si arrampicano, cadono, si rialzano. Hanno un buon senso dell’equilibrio.

 

Il loro linguaggio si arricchisce sempre più: imparano e usano termini nuovi.

 

Comprendono il rapporto di causa-effetto tra due eventi.

 

Sviluppano fiducia in se stesso e autostima.

 

"Sei-otto anni è un'età di grande espansione intellettuale, di comprensione del mondo e delle sue regole" sottolinea Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo alla Sapienza di Roma. "Può dunque accadere che bambini e bambine, in una sorta di anticipazione dell'adolescenza, contestino le regole stabilite e seguite dai genitori. E' questa una strategia che utilizzano per capire se le regole sono veramente importanti e non arbitrarie e se i genitori sono coerenti e determinati nel farle rispettare. Quando le regole sono adatte all'età e gli adulti sono coerenti nel richiederne il rispetto - spiega la psicoterapeuta - i bambini possono protestare qualche volta, fare i capricci, disobbedire, ma poi comprendono che le regole non soltanto indicano un percorso, forniscono una linea interpretativa del mondo, ma hanno anche il pregio di proteggerli in una fase della vita in cui non sono ancora in grado di gestirsi da soli".

 

Mamme e papà, ecco cosa fare per supportare la crescita del bambino in questo periodo:

 

  • Manifestate il vostro affetto, valorizzate le sue conquiste e condividete le sue soddisfazioni.
  • Aiutate vostro figlio a sviluppare un senso di responsabilità: fatevi aiutare nelle faccende di casa.
  • Parlate della scuola, degli amici e di cosa si aspetta in futuro. Siate partecipi.
  • Parlate dell’importanza del rispetto degli altri. Incoraggiatelo ad aiutare le persone in difficoltà.
  • Aiutate il vostro bambino a impostare degli obiettivi raggiungibili: raggiungendoli imparerà a essere orgoglio di sé e a non dipendere dall'approvazione (o ricompensa) da parte di altri. Quindi insegnateli a porsi obiettivi realistici, a riflettere su cosa fare per raggiungerli, a impegnarsi senza il timore di chiedere aiuto in caso di bisogno
  • Insegnateli ad avere pazienza: facendogli cedere il posto in fila o sbrigando una faccenda prima di giocare.
  • Incoraggiatelo a pensare alle possibili conseguenze prima di agire.
  • Stabilite regole chiare, come il tempo concesso davanti alla TV o l’uso dei videogiochi o l’orario della nanna.
  • Cercate di fare cose divertenti insieme: qualche gioco in famiglia, momenti dedicati alla lettura e partecipate insieme a eventi (mostre, visite in museo…).
  • Siate partecipi della sua vita scolastica: incontrate gli insegnanti e cercate di capire come lavorare insieme per sostenere il tuo bambino nell’apprendimento e nel raggiungimento degli obiettivi scolastici.
  • Continuate a leggere a vostro figlia/figlia. Ora sta imparando a leggere, e potete darvi il cambio (un po’ leggete voi, un po’ legge lui/lei)
  • Siate chiari su ciò che è lecito e non lecito fare, motivando le regole che stabilite, ed evitate di ricorrere alle punizioni. Siate autorevoli e non autoritari. Confrontatevi e non date spazio solo a ciò che non va fatto, ma parlate di come fare invece le cose.
  • Lodate vostro figlio per il suo comportamento. Per incoraggiarlo. Ma meglio elogiare il suo impegno (“hai lavorato sodo”) e non il talento (“sei proprio intelligente”, “come sei brava”) e ricordategli che sbagliando si impara. Quindi insegnategli ad accettare l’errore da cui partire per fare meglio.
  • Sostenetelo nell’affrontare nuove sfide, a scuola, nello sport... Incoraggiatelo a risolvere autonomamente i problemi, come un battibecco con un fratello o una sorella.
  • Incoraggiatelo a partecipare ad attività di gruppo, come per esempio uno sport di squadra o attività sociali di volontariato.

 

Quando andare dal pediatra

 

Ovviamente in situazioni di malattia riconoscibile. Manche in caso di situazioni, "come per esempio un cambio di umore, l'evitare ambienti e amici che prima gradiva", che potrebbero rappresentare "un segnale di allarme di un disagio psicorelazionale ambientale", suggerisce Alessandro Ventura, direttore del dipartimento di pediatria dell’Ospedale Burlo Garofolo - Università di Trieste.

 

"Se per esempio - aggiunge - un bambino della prima elementare comincia a svegliarsi presto la mattina o a non dormire o a non voler andare a scuola (segni per esempio di bullismo) penso che i genitori (che vogliono bene al bambino) sicuramente chiederanno anche al pediatra cosa succede".

 

 

 

Fonti

 

Middle Childhood (6-8 years of age)

 

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