Salute e benessere

Mal di testa nei bambini: tutto sull'emicrania

Di Ida Macchi
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14 Agosto 2017 | Aggiornato il 14 Marzo 2018
L’emicrania colpisce l’8% dei piccoli. Ha una componente genetica, ma può essere scatenata da vari fattori
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Anche i più piccoli possono soffrire di emicrania, la forma mal di testa più diffusa in età pediatrica.

«Questa malattia neurologica, genetica, colpisce oltre l’8% degli under 14, soprattutto se hanno i genitori che ne soffrono. Dipende da alterazioni dell’attività elettrica della corteccia cerebrale, facilitate da fattori scatenanti come ondate di caldo, basse temperature, vento, alterazioni del ritmo sonno-veglia, forti emozioni, o periodi di stress», spiega il dottor Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro cefalee dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

 

 

 

A ogni età il suo mal di testa

 

«A seconda dell’età, la crisi ha caratteristiche diverse: nei bebè, l’emicrania si manifesta con coliche gassose o uno stato di sonnolenza e di stanchezza generalizzata. Dopo i 7 anni compare invece il dolore, simile a una morsa che stringe e opprime tutta la testa. Nei più piccoli la crisi, il più delle volte, dura da pochi minuti a un massimo di mezz’ora, mentre nei grandicelli di solito supera le due ore e spesso è accompagnata da nausea e insofferenza a luce e rumori».

 

 

Previeni gli attacchi


«Se non curate, le crisi di emicrania possono sensibilizzare aree del cervello deputate all’elaborazione del dolore, peggiorando così il problema», continua l’esperto. «Attenzione anche al sonno che deve essere regolare: far le ore piccole o, al contrario, dormire più del solito può innescare una crisi».

 

 

Le forme più fastidiose colpiscono i bambini che pretendono molto da se stessi, soprattutto a scuola. Per questo, occorre dar loro modo di staccare la spina dall’impegno sui libri, per esempio con un’attività sportiva: che sia loro gradita e che non li obblighi alla competizione, perché rappresenterebbe un ulteriore carico di stress.

 

 

 

Rivolgiti subito al pediatra


«Può prescrivere le molecole antidolorifiche più indicate, come ibuprofene e paracetamolo. Se il mal di testa è resistente ai farmaci, o se gli attacchi sono più di 4-5 al mese, può invece consigliare una visita in un cento specialistico per valutare altre cause ed, eventualmente, ricorrere a farmaci preventivi. Somministrate a dosi precise possono ridurre il numero delle crisi. Utili anche le sedute di psicoterapia breve per aiutare il bambino a gestire lo stress.

 

 

Proibito, invece, il fai da te a suon di antidolorifici: hanno effetti diversi a seconda del principio attivo. «Non solo, si rischia di abusare dei farmaci. Sbagliare il dosaggio può portare alla cronicizzazione del mal di testa», conclude l’esperto.

 

I falsi miti


Tra le convinzioni errate più diffuse, pensare che il mal di testa sia legato alla sinusite e che vada curato con l’aerosol: questa infezione delle vie aeree non riguarda i bimbi sotto gli 8 anni perché i seni nasali non sono ancora sviluppati e, superata l’età, i casi di cefalea dovuti solo a sinusite sono l’1-2%.

Errato anche considerare l’emicrania come un problema solamente psicologico: la base è legata a una predisposizione costituzionale e i fattori emotivi possono solo peggiorarla.

In genere non dipende neppure da difetti della vista, ma in alcuni casi il pediatra potrà indicare una visita oculistica, per chiarire meglio eventuali condizioni sottostanti.