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Malattie esantematiche: la scarlattina, cos'è e come curarla

Di Francesca Paola Rampinelli
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18 Aprile 2013 | Aggiornato il 12 Aprile 2018
È una malattia infettiva batterica che si manifesta con la comparsa di mal di gola, vomito, febbre, mal di testa e caratteristica eruzione cutanea. Si cura con antibiotici.

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Che cos'è
E' una malattia esantematica contagiosa di origine batterica, dovuta allo Streptococco beta emolitico di gruppo A e in particolare alle tossine da lui prodotte. Questo germe può essere responsabile anche di altre malattie quali la faringite o faringotonsillite e l'impetigine.

 

Poiché ne esistono diversi ceppi, ci si può ammalare di scarlattina più volte.

Colpisce soprattutto i bambini in età scolare, è molto rara fino ai due anni e praticamente non colpisce mai prima dei sei mesi. È più frequente nei mesi invernali.

 

Quanto dura l'incubazione?
Il periodo di incubazione dura dai due ai cinque giorni dal contagio.

 

Quando è contagiosa?
La scarlattina è trasmessa per via aerea con le goccioline di saliva (tosse, starnuti…) da un soggetto malato o anche portatore. Il malato è molto contagioso soprattutto durante la fase acuta della malattia mentre lo è poco nel periodo che la precede e non lo è più dopo 24/36 ore dall'inizio della necessaria terapia antibiotica.

 

Quali sono i sintomi?
Dopo due o tre giorni dal contagio compare in genere una febbre alta e improvvisa, spesso accmpagnata da mal di gola, vomito, brividi e mal di testa. La lingua si copre in principio di una patina bianca che poi diventerà rosso lampone. Entro uno o due giorni arriva anche l’esantema, cioè una caratteristica eruzione cutanea che sembra un arrossamento uniforme.

 

Si tratta in realtà di una miriade di macchioline rossastre che cominciano a manifestarsi sulle parti calde e umide del corpo come l’inguine e le ascelle, per poi diffondersi a tronco, braccia e gambe. Alla fine l'esantema interessa tutto il corpo (tranne che l'interno dei gomiti) e il viso, a eccezione della parte intorno alla bocca.

 

L'esantema dura 3-4 giorni, poi impallidisce, la febbre scompare e subentra una desquamazione della pelle, soprattutto a livello del palmo delle mani e dei piedi, che dura circa due-tre settimane.

Un tempo si riteneva che esistesse anche una forma più lieve di scarlattina, chiamata scarlattinetta o quarta malattia, ma oggi la comunità scientifica ritiene che questa forma non esista.

 

 

È  una malattia grave?
In genere no, ma se non viene adeguatamente trattata le tossine rilasciate dal batterio responsabile possono arrivare a compromettere, nei casi più gravi, la funzionalità del cuore, dei reni, del fegato e delle articolazioni.

Come nelle faringiti da streptococco, in assenza di trattamento si possono manifestare complicanze immunologiche tardive come la malattia reumatica, che comporta febbre e dolori articolari, e la glomerulonefrite a carico del rene.


Come si cura?
La scarlattina è trattata con terapia antibiotica, necessaria per evitare il rischio di complicazioni. In genere il farmaco prescritto è l'amoxicillina, da prendere per bocca per 10 giorni (i medici raccomandano di NON interrompere l'assunzione, anche se i sintomi migliorano). Già dopo 24 ore dalla prima assunzione il bambino può tornare a scuola perché non è più infettivo. Ovviamente, se si sente in forma!

 

Fonti per questo articolo: materiale informativo dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù (qui e qui), materiale informativo del sito Healthy Children, dell'Associazione americana pediatri

 

 

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